The Darkness (Rufus Taylor)
Manca davvero poco all'uscita di "Pinewood Smile", il ritorno discografico degli inglesi The Darkness. Per la band dei fratelli Hawkins si tratta del terzo album dalla reunion avvenuta nel 2011, il primo con l'attuale batterista Rufus Taylor, figlio di quel Roger Taylor dei Queen. Abbiamo raggiunto per telefono proprio il nuovo arrivato per parlare del disco in uscita il 6 ottobre e del prossimo tour che li porterà anche in Italia per 3 date a novembre (l'8 a Milano, il 9 a Roma e il 10 a Modena). A giudicare dalle sue parole, sembra che Rufus sia entusiasta di questa nuova avventura che lo vede già parte molto attiva della band.
Articolo a cura di Salvatore Dragone - Pubblicata in data: 02/10/17

"Last of Our Kind" era influenzato dalla mitologia nordica, c'è un tema ricorrente anche in "Pinewood Smile"?


In realtà non ce n'è uno specifico, abbiamo iniziato a scrivere le canzoni molto velocemente e ne è venuto fuori un lavoro organico. Per noi è stato piuttosto semplice farlo e renderlo il più accattivante possibile.

 

Quando avete iniziato il processo di scrittura?


Già da diverso tempo, ci siamo messi a lavorare sulle canzoni a Londra prima di andare a Inverness e in Cornovaglia per registrare il disco. E' stato un processo molto rapido e spontaneo, c'è forte sintonia tra di noi.

 

E' stato facile realizzarlo o avete dovuto affrontare delle difficoltà in studio?


No nessuna difficoltà, siamo entrati in studio molto preparati e con le canzoni praticamente già pronte. Il grosso è stato registrato in presa diretta, volevamo dargli quel feeling live che si può creare solo così, intervenendo con le sovraincisioni lo stretto necessario per completare gli arrangiamenti.

 

Sei entrato a far parte della band da poco tempo, qual è stato il tuo contributo in "Pinewood Smile"?


Quasi tutta la parte musicale è stata partorita da me e Dan, in più ho anche cantato con Justin su due pezzi. Ci bastava jammare qualche minuto insieme per creare delle idee interessanti, è così che sono nate le canzoni. Ne hanno giovato in freschezza ed energia, anche gli altri ragazzi sono d'accordo. Ascoltare l'album in vinile, specialmente, è un viaggio esaltante.

 

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In copertina ci siete voi quattro appesi su una bocca molto familiare. C'è un significato preciso nell'artwork e nel titolo?


Non proprio, l'espressione "Pinewood smile" è in uno dei nostri versi preferiti del disco e così abbiamo deciso di usarlo. La copertina potremmo definirla la versione inglese del sorriso di Hollywood (ride ndr).

 

Come sei entrato in contatto con i Darkness?


Un amico in comune, sapeva che loro cercavano un nuovo batterista e così ha fatto in modo che Dan mi chiamasse.

 

Ritieni di aver trovato la tua dimensione ideale nei Darkness o ci sono altri progetti in cantiere?


Sono molto felice di suonare nei Darkness, la loro musica mi è sempre piaciuta e il modo in cui mi hanno accolto ha fatto sì che mi sentissi immediatamente parte integrante della band. Probabilmente in futuro ci sarà spazio per qualche tipo di collaborazione con altri artisti, ne sarei felice certo. Ma al momento sono molto concentrato su quello che sto facendo con loro, dopotutto si tratta del mio primo vero anno nei Darkness.

 

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Avete appena concluso il giro dei festival estivi e vi state preparando per un nuovo tour che vi riporterà in Italia. Solo pochi mesi fa avete suonato in apertura dei Guns N' Roses, che ricordi hai di quella sera ad Imola?


E' stato incredibile suonare davanti a tutte quelle persone, senza alcun dubbio il clou di quel tour. Il pubblico conosceva tutte le nostre canzoni, questa cosa ci ha letteralmente sorpreso. In Italia è così, la gente vive i concerti con grande trasporto e gioia, vuole essere coinvolta e questo, soprattutto per una band come la nostra, è un grosso vantaggio.

 

Allora non ci resta che aspettare novembre per gustarci i vostri set esplosivi e divertirci insieme.


Dici bene, ci vediamo prestissimo!




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