Rage (Peavy Wagner)
In vista dell'uscita di "The Soundchaser Archives" siamo stati raggiunti telefonicamente da Peavy Wagner, frontman dei Rage per una lunga e piacevole chiaccherata tra il passato e il futuro della band. Buona lettura.
Articolo a cura di Marco Ferrari - Pubblicata in data: 10/06/14
Ciao Peavy, bentornato sulle pagine di Spaziorock!
 
Grazie a te Marco, è sempre un piacere

Inizierei subito a parlare della vostra nuova uscita che celebra i 30 anni della band. Da dove nasce l’idea di andare a ripescare tutte queste rarità?
 
L’idea è nata qualche mese fa, indicativamente prima di Natale. Parlavo con i ragazzi della band e stavamo progettando un qualcosa per celebrare i trent’anni. Ovviamente la prima idea era quella di un best of, ma personalmente non amo molto questo tipo di uscite perché non trovo siano un qualcosa di speciale per i fan. Visto che festeggiamo un traguardo importante abbiamo pensato di raccogliere molto materiale inedito, bonus track, brani strumentali o semplici demo per poter regalare ai fan un qualcosa di diverso e non un qualcosa che avevano già.
 
Parlando d inediti un brano che da solo vale l’acquisto di “The Soundchaser Archives” è “Anybody Home?”, puoi parlarci di questa canzone?
 
L’idea della canzone è nata nel periodo in cui stavamo lavorando a “21”, ma purtroppo non ha trovato spazio nell’album. L’idea di non includerla ovviamente non era dovuta al fatto che il brano non ci piacesse, anzi… semplicemente mancava un qualcosa che lo rendesse veramente speciale e gli facesse fare il salto di qualità. Una volta completata la canzone abbiamo pensato che potesse trovare collocazione in “The Soundchaser Archives” in quanto è un ottimo pezzo inedito e avrebbe potuto dare quel qualcosa in più.

All’interno di “The Soundchaser Archives” ho particolarmente apprezzato i demo perché fanno capire anche ai fan come evolve una canzone dei rage. Oggigiorno quanto è importante il lavoro in studio e la produzione? 
 
Il lavoro in studio è fondamentale e sono contento che tu mi abbia fatto questa domanda. Quello che hai detto è proprio alla base della nostra scelta di includere alcuni demo nella raccolta. E’ un qualcosa che di solito custodiamo gelosamente, ma ci sembrava una bella sorpresa da fare ai fan, sia in termini di rarità che soprattutto per far capire il lungo processo che trasforma una buona idea in una canzone fatta e finita. Noi da questo punto di vista siamo ancora una band all’antica. Al giorno d’oggi molti artisti lavorano a distanza mandandosi le idee e i demo con internet, noi invece siamo molto affiatati e amiamo chiuderci in studio con le nostre idee e svilupparle assieme. 

Come è cambiato il mondo dell’heavy metal in questi 30 anni? Com’è cambiato il tuo modo di vivere la musica?
 
Quello che principalmente è cambiato in questi trent’anni è il music business… il modo in cui la musica viene oggi venduta. Un tempo si pensava alla qualità della musica e delle band mentre ora è tutto in secondo piano. Oggigiorno sembra che la musica abbia perso il suo vero obiettivo… prima ci si concentrava sulla produzione di un disco e si investivano sia tempo che denaro per poter realizzare il migliore prodotto possibile. Oggi è anche cambiato il modo di ascoltare e vivere la musica… non si prende più in mano il disco, non si guarda la copertina e non si leggono i testi… semplicemente si scarica un mp3 e lo si ascolta. E’ un peccato perché non si apprezza più l’impegno di un artista nel fare un disco, ma i ragazzi più giovani ne ascoltano due o tre canzoni e poi passano ad altri album… non ci si da più il tempo per un vero ascolto… anche perché omai la musica si ascolta sui telefonini, mentre si sta in giro.. ed è un peccato visto l’impegno che ci mettiamo per produrre un suono sempre migliore. Purtroppo il music business sta uccidendo la buona musica, quello che oggi chiamano marketing in realtà è un puntare sulla massa… un po’ come fa McDonalds che pubblicizza le sue schifezze come ottimo cibo e la gente col passare del tempo si è dimenticata il sapore di un vero hamburger o di ottima carne alla griglia. Certo per poter assaporare questi sapori ci vuole tempo, soldi e attenzione.. e alla musica sta succedendo esattamente questa cosa. 
 
 
rage_intervista__2014_02_03
Nel corso della propria storia i Rage hanno cambiato un certo numero di musicisti, riuscendo sempre a trovare artisti sempre più adatti e penso che l’attuale formazione sia assolutamente fantastica. Generalmente come scegli un musicista da far entrare nella band?
 
Quando devo fare una scelta la faccio seguendo il feeling che ho con gli altri. Il feeling deve essere sia personale che musicale perché solo così si possono fare grandi cose e lavorare in armonia. Sia Victor che Andrè sono ragazzi che conoscevo da tempo e averli con me è una cosa fantastica. Con Victor il feeling è stato immediato e ha permesso alla band di fare un salto di qualità incredibile e provare cose nuove e Andrè è il completamento perfetto di questo quadro.
 
10 anni fa ho visto lo stupendo show  celebrativo per i 20 anni dei Rage. Avete in mente un altro tour celebrativo?
 
Certo,  e sarà un qualcosa di davvero speciale da condividere con i fan.. inizieremo il tour in agosto per poi continuare a settembre in giro per l’Europa e suoneremo di sicuro in Italia… ma in generale faremo tantissime date.
 
L’ultima volta che vi ho visti live è stato lo scorso anno a Wacken in cui suonavate con la Lingua Mortis Orchestra. E’ difficile gestire e far convivere l’anima heavy metal della band con quella orchestrale?
 
Si in effetti è molto complicato… è un po’ come se la dimensione metal e quella orchestrale fossero due lingue diverse, ci vuole proprio un diverso approccio. Questo è il motivo per cui ultimamente stiamo differenziando gli show.. da una parte ci sono i Rage con il loro suono molto heavy e dall’altra c’è la Lingua Mortis Orchestra che necessita di un lavoro molto speciale per poter andare on stage e dare il suo meglio. 
 
I fan dell’heavy metal sono in assoluto i più devoti di tutta la scena musicale. Che effetto ti fa sapere che grazie alla tua musica e ai fan la vostra arte resterà immortale?
 
Mi vorrei ricollegare a quanto detto prima… la scena metal è un mondo molto particolare perché è forse l’ultimo lido in cui ci sono fan che davvero ascoltano con passione la musica e capiscono gli artisti. Farne parte è un grande onore proprio per questi fan… non riuscirei proprio a vedermi artista hip hop (risata generale, ndm). Quindi non posso che ringraziare tutti i fan del metal perché permettono alle band di fare veramente la musica che vogliono.

Ora una domanda un po’ bizzarra: una delle frasi che uso più spesso con gli amici per descrivere i Rage è: “fare un grande album è umano, perseverare è Rage”… dove trovi l’ispirazione dopo una carriera così lunga?
 
Beh grazie… direi una bellissima domanda (risata generale, ndm). Il tutto nasce dal mio desiderio di diventare musicista che parte dal mio totale amore verso la musica. Tutto quello che ho fatto e farò sarà sempre basato sull’amore per quello che faccio e per la musica ed è da questo sentimento che trovo l’ispirazione.
 
Purtroppo i vostri ultimi concerti in Italia sono sempre stati caratterizzati da locali non all’altezza, ma vi assicuro che i fan italiani vi amano tantissimo. Hai un messaggio per loro?
 
Hai perfettamente ragione e colgo l’occasione per scusarmi con i fan… soprattutto l’ultima volta è stato disastroso. Ci sono stati problemi con il nostro promoter e ci siamo ritrovati in un posto osceno. Ora abbiamo delegato tutto ad un’altra compagnia e sono certo che a settembre suoneremo in un locale all’altezza (il Live Club di Trezzo, ndm) e vi prometto che ci faremo perdonare.
 
Grazie Peavy, è stato un vero piacere poter parlare con te e non mi resta che darti un arrivederci a settembre.
 
Grazie a te di tutto. Ciao!






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