Powerwolf (Falk Maria Schlegel)
Nonostante un successo ormai inarrestabile, la passione e la voglia di fare grandi canzoni e grandi show rimane sempre intatta nei Powerwolf. Falk Maria Schlegel, tastierista della band tedesca, ci racconta la genesi nuovo album "Call Of The Wild".
Articolo a cura di Fabio Polesinanti - Pubblicata in data: 24/07/21

Ciao Falk Maria, per prima cosa grazie di essere qui con noi con SpazioRock. Come stai?

 

Sto bene, grazie! Sono eccitato per il nuovo album "Call Of The Wild" e sono davvero molto felice del risultato, del mixaggio e del processo di registrazione.

 

Per prima cosa ti volevo chiedere come hai vissuto questo periodo di pandemia a livello personale e professionale. Per fortuna la situazione sta lentamente migliorando, ma il mondo della musica e dei live è stato fortemente penalizzato.

 

Sì, è stata davvero una brutta situazione per noi. Il nostro progetto era di cominciare il songwriting per il nuovo album subito dopo il nostro tour in Sud America con gli Amon Amarth, ma siamo stati costretti a cancellare quegli show. Dopo quanto successo ho vissuto una situazione abbastanza strana, perché personalmente pensavo che questo periodo non sarebbe durato a lungo. Ma alla fine mi sono sbagliato con la mia previsione e quindi abbiamo a scrivere, accorgendoci che questa pandemia cominciava a durare per molto tempo, e rendendoci conto anche che c'era in noi una sensazione che non avevamo mai provato. Avevamo il desiderio di realizzare un album realmente forte, con elementi di potenza mai avuti, sulle canzoni veloci e su tutti gli altri brani. Volevamo far provare alla gente qualcosa di davvero grande, una sorta di nuova energia. Da qui anche il titolo "Call Of The Wild", che può rappresentare un nuovo risveglio, Il periodo della pandemia è stato durissimo per molte persone e vogliamo in qualche modo pensare che questo album possa dare una spinta positiva e tanta energia in un momento difficile.

 

È un bellissimo pensiero. Da questo punto di vista "Call Of The Wild" può essere considerata una sorta di "rinascita" per la vostra musica in un periodo difficile.

 

Penso che "Call Of The Wild" possa essere considerato lo step successivo al nostro precedente album "The Sacrament Of Sin". Siamo consapevoli che c'è ancora molto da esplorare nel nostro universo musicale e questo è sicuramente un passo importante per poterci evolvere. C'è la possibilità di allargare i nostri orizzonti, oggi ancora di più. Dall'altro lato è assolutamente un tipico album dei Powerwolf, si ritrovano le classiche canzoni di Attila con il nostro tipico trademark. E una delle cose sicuramente più importanti è quello che ci siano pezzi forti e che ti rimangono dentro, nelle orecchie e nella mente. Ad esempio "Dancing With The Dead", di cui è uscito il video, è una canzone che ti rimane in testa sin dal primo ascolto, ed è una cosa perfetta per noi.


Ottavo album, sedici anni dal vostro debutto, una carriera costantemente in ascesa. Cosa provi riguardo l'uscita di questo nuovo lavoro? Avete ancora un certo tipo di peso per questa pubblicazione o avete raggiunto un livello tale che vi consente di essere sicuri di voi stessi e più tranquilli?

 

Eravamo nervosi per l'uscita dell'album! Come hai detto tu abbiamo già realizzato sette album, ma ogni volta che devi cominciare a scrivere un nuovo lavoro hai carta bianca ed è comunque un momento particolare per ogni band. E sicuramente abbiamo pressione su di noi, perché dobbiamo essere molto sicuri e molto soddisfatti del risultato e di ciò che facciamo. È qualcosa che sentiamo molto. Quando ad esempio abbiamo realizzato "Faster Than The Flame" abbiamo capito subito che sarebbe dovuta essere la traccia d'apertura, il perfetto punto di inizio per il nuovo album e per il sound che volevamo. Siamo davvero grati di avere sempre più fan, siamo molto felici che le persone amino la nostra arte e la nostra musica. Ma non si può prevedere il successo, nonostante ci siano tante persone che ci seguono. Per esempio ricordo bene il nostro ultimo show a Milano, abbiamo suonato una ballad, "Where The Wild Wolves Have Gone" e mi ricordo di aver visto successivamento un video di questo momento dove persone nelle prime file piangevano. Questo mi ha fatto emozionare, mi ha dato sensazioni fortissime. È fantastico quando succedono cose simili.

 

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Come è nato in voi "Call Of The Wild"? C'è stata qualche variazione nel processo del songwriting? Avete scelto ancora Jens Bogren per il mix, che è ormai una garanzia per voi.

 

Sì, abbiamo registrato "Call Of The Wild" con Joost van den Broek, che è stato il nostro produttore sin dal nostro primo demo tape. Il processo non è stato troppo differente dal precedente album, eravamo davvero concentrati sullo scrivere i nuovi pezzi, come se vivessimo isolati in una caverna. Ma sicuramente abbiamo creato qualcosa di diverso grazie alla variazione di alcuni set up strumentali, ad esempio in "Blood For Blood". Per questo brano Matthew è partito con questa idea di un set up strumentale molto particolare, e non come avviene di solito dalle chitarre o dalle linee vocali. Ed è stato differente perchè di solito partiamo proprio dalle linee vocali che abbiamo in mente per il brano e poi costruiamo sopra tutto il resto, ma nonostante questo cambiamento il risultato è stato notevole.


Come da tradizione avete sviluppato canzoni con testi che parlano di storie e leggende interessanti ed affascinanti. Su tutte mi ha davvero colpito "Beast Of Gévaudan", che personalmente non conoscevo e che ho approfondito. Anche questo aspetto per voi è sempre molto importante vero?

 

Assolutamente! Quattro brani riguardano racconti di leggende mitologiche. "Beast Of Gévaudan" è una leggenda francese riguardante questa creatura del XVIII secolo, mentre "Varcolac" è un'altra creatura della mitologia rumena. Poi "Blood For Blood" riguarda la storia irlandese. Come puoi vedere in ogni Paese, e sicuramente anche in Italia, ci sono queste storie e queste leggende della mitologia, e molti ci credono. Non importa se queste storie siano vere o no, alla fine ci credi. E questo ci ha sempre affascinato. Abbiamo mischiato queste tematiche con le credenza religiose nello sviluppo dei nostri testi. Ad esempio "Beast Of Gévaudan" parla di questo essere che ha ucciso centinaia di persone e tutto questo veniva considerata come una punizione divina, come le creature descritte nella Bibbia. Un'altra interpretazione è che fosse un licantropo. Nessuno può veramente conoscere la verità e personalmente non la voglio neanche sapere, perchè questa è una leggenda mitologica ed è questo aspetto che ci affascina.


Collegandomi a quanto detto prima , il vostro non è solo un progetto puramente musicale, ma un processo artistico a 360 gradi. Dalla musica ai testi, passando per artwork curatissimi e anche all'aspetto live con scenografie, trucchi e costumi. Pensi che sia stata anche la cura maniacale di tutti questi dettagli a portarvi un grande successo?

 

Da un lato può essere così. Dall'altro hai bisogno di buona musica e grandi canzoni prima di tutto. Se hai belle canzoni che piacciono alle persone è un punto perfetto da cui cominciare. Dall'altro lato, come ti dicevo, hai assolutamente ragione, anche perchè personalmente adoro i musicisti che sono anche intrattenitori. Con il make up, con gli effetti sul palco, con ogni particolarità. Guarda i Kiss, guarda gli Iron Maiden, guarda i Rammstein e tanti altri. È intrattenimento e amo questo mix. Abbiamo creato questo universo "Powerwolf", con la mitologia, con le leggende. Ad esempio stiamo costruendo uno palco a forma di chiesa e vogliamo interagire con il nostro pubblico, come se il suonare e ascoltare metal fosse quasi una religione. Ma penso che le persone che ci seguono hanno cominciato principalmente per le buone canzoni. Quando abbiamo iniziato, abbiamo cominciato ad utilizzare il make up sin da subito, perchè ci piaceva molto. Ma molte persone ci chiedevano se fossimo seri, se era una presa in giro oppure uno scherzo, e noi rispondevamo: "No, vogliamo celebrare la musica heavy metal, la musica power". Questa cosa è stata fatta già da altri, ad esempio King Diamond. Abbiamo creduto fin da subito in questo aspetto, perchè per noi rappresentava al 100% un modo di esprimersi. Ci è piaciuto, l'abbiamo subito approvato, visto che lo facciamo ormai da 15 anni (ride ndr). E c'è sempre la stessa energia. 


Il vostro modo di fare musica è ormai un marchio totalmente riconoscibile, e probabilmente la vostra forza. Ma in ogni album si trova sempre qualcosa di nuovo che aggiunge qualcosa al vostro sound. Parlo ad esempio dell'approccio molto catchy di "Dancing With The Dead" o "Alive Or Undead", che è una sorta di ballad. Mi è piaciuto moltissimo anche il ritmo di "Blood For Blood". Quanto è importante aggiungere sempre qualcosa ad una macchina musicale ormai riconoscibile e perfetta?

 

Credo che sia il naturale sviluppo della band. Abbiamo la voglia di sviluppare qualcosa di nuovo sempre, ma nel nostro caso non è mai qualcosa di completamente nuovo. È più uno sviluppo sui particolari, su alcuni dettagli. Come dicevi tu abbiamo particolari strumenti in "Blood For Blood", o nella ballad in cui la canzone comincia con il piano. Vogliamo cercare di cambiare qualcosa, ma vogliamo anche sempre che il nostro sound sia riconoscibile come sound dei Powerwolf. Perché è il nostro approccio scrivendo nuove canzoni. Personalmente non amo le band che cambiano completamente il loro stile ed il loro modo di fare musica. Puoi anche evolverti cambiando tutto quanto, ma se hai un certo stile vuoi che quello sia il tuo trademark, deciso e riconoscibile. Ad esempio pensa agli Iron Maiden. Hanno il loro stile marcato con il loro sound e le loro chitarre, e se cambiassero, cosa vorrebbe dire!? (ride ndr).  A me piace il sound degli Iron Maiden e non voglio che cambi. Ci sono molte band come Sabaton, Rammstein, AC/DC che sono fantastiche e hanno avuto uno sviluppo simile al nostro, cambiando qualcosa senza dover rivoluzionare tutto. Per me questo è molto importante e rappresenta il nostro approccio. Non possiamo immaginare un nostro album in stile progressive rock! (ride ndr)


Secondo te qual è il pezzo che sarà più bello da eseguire dal vivo e che piacerà di più ai vostri fan del nuovo album?

 

Credo che possa essere "Blood For Blood"  per il suo ritmo. Abbiamo capito fin da subito che poteva essere un pezzo speciale e coinvolgente. Le prime volte che l'abbiamo suonato saltavamo tutti! (ride ndr) La melodia iniziale è fatta apposta per scatenarsi e saltare e non vedo l'ora di poterla suonare live. Onestamente ho voglia di suonare live tutte le canzoni nuove ovviamente appena sarà possibile, ma se devo sceglierne una è proprio "Blood For Blood".

 

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Dopo un album bonus di vostre cover e uno di altre band che hanno realizzato vostri pezzi, ora esce come bonus "Missa Cantorem" , dove i classici dei Powerwolf vengono cantati assieme ai vari ospiti. Credo sia un bellissimo regalo per i vostri fan. È stato difficile organizzare il tutto? Come è avvenuta la scelta degli ospiti e delle canzoni da far eseguire? 

 

Da un certo punto di vista è stato facile. È ovvio che da un lato per organizzare un album di questo tipo è necessario avere a disposizione molti cantanti, e loro devono avere a disposizione tempo per le registrazioni, il mixaggio e tutto il resto. Dall'altro lato è stato abbastanza semplice. Tutto è cominciato in Messico durante il nostro tour. Ho chiesto a Johan degli Amon Amarth se gli sarebbe piaciuto cantare "Nightside of Siberia" perché per me quella canzone era perfetta per la sua voce. Ma è nato tutto come una richiesta personale, non avevamo intenzione inizialmente di coinvolgere altri cantanti. Quando abbiamo sentito il risultato su questa canzone, ci è venuta l'idea di chiedere anche ad altre band che ci piacciono e con cui siamo in contatto, e così è stato. Abbiamo Alissa White-Gluz, abbiamo Matt Heafy dei Trivium. Matthew ad esempio era davvero molto felice di poter cantare "Fist By Fist" perchè è un nostro grande fan. È stato davvero bello e siamo davvero orgogliosi di averlo fatto perchè ci sono grandissimi cantanti in quest'album e ognuno di loro ha fatto un grande lavoro cantando le nostre canzoni. Ad esempio per me è stato davvero speciale fare il video con Alissa su "Demons Are A Girl's Best Friend", modificando qualcosa a favore di un forte messaggio sulla situazione femminile. Ed è stato molto bello anche fare qualcosa del genere. Questa situazione mi ha fatto capire che dietro c'è davvero una grande famiglia heavy metal con bellissimi rapporti. E sono davvero felicissimo del risultato.

 

A mio parere ormai i Powerwolf sono diventati per tanti motivi un punto di riferimento nel metal, per la vostra musica e per quello che rappresentate. Quanto vi rende orgogliosi questo, anche per tutti i sacrifici che avete fatto in questi anni?

 

È una domanda molto interessante, perchè il fatto di influenzare altre band è una cosa a cui difficilmente pensi quando scrivi musica o suoni live. Ma a volte, quando facciamo le signing session o riceviamo mail dai nostri fan, ci dicono che ricevono tanta energia dalla nostra musica, o che la nostra musica li aiuta a superare momenti difficili. O magari che diamo ispirazione a ragazzi giovani, musicisti che sono agli inizi. Quando sento queste cose mi sento molto orgoglioso di fare parte di questa grande famiglia metal. Io ad esempio ho cominciato ascoltando gli Iron Maiden, cercavo di suonare le loro canzoni, sono un'ispirazione per me. È bellissimo far parte di questo meccanismo e poter essere un punto di riferimento per le band più giovani.


Magari è qualcosa di inaspettato?

 

Non saprei dirti. Non si comincia pensando di diventare una band che possa poi essere un punto di riferimento per altri. Si comincia per la voglia di suonare ed il tuo punto di inizio a cui ispirarti può essere una band importante. Per me sono stati gli Iron Maiden, ora magari per altri sono i Powerwolf (ride ndr). E questo è molto bello e davvero lo apprezzo.


Ricordo un episodio di molti anni fa, era il 2011 all'allora Metal Camp in Slovenia. Era la prima volta che vi vedevo dal vivo e sono stato letteralmente conquistato dalla carica e dal coinvolgimento. Ricordo di aver pensato chiaramente: "Loro potranno diventare gli headliner del futuro". Credo di averci azzeccato!

 

Eh, si! (ride ndr) È davvero bello sentire questo e ti ringrazio. È strano perchè a volte sembra di vivere una specie di sogno. Veniamo da una situazione assolutamente normale e siamo felici e grati per ogni volta che saliamo sul palco e quando possiamo registrare un album. È incredibile poter fare quello che amiamo. Adoro questa sensazione, questo approccio. Non credo che siamo la miglior band al mondo, non è il nostro modo di pensare. Ed è grazie alle persone ed ai fan che siamo arrivati a questo punto e ad essere headliner. E ti ringrazio perchè tu l'avevi previsto già da tempo, magari sei un profeta! (ride ndr)

 

Credo che tanto del vostro successo dipenda dal modo in cui affrontate i live e agli show che ogni volta eseguite.

 

Ti ringrazio. Il nostro approccio è quello di suonare ogni show come se fosse l'ultimo. Ci mettiamo tuttio ed è una cosa che sappiamo è apprezzata. Se suoni senza passione, giusto perchè lo devi fare, è qualcosa che si percepisce e sarà sicuramente un pessimo show. Quello che è importante è il nucleo della band e la passione che si mette nella performance. A volte può capitare che gli effetti del fuoco sul palco non funzionino. Certo, è un peccato perchè fanno parte del nostro spettacolo, ci piacciono e danno qualcosa in più. Ma se ci siamo noi, con i nostri strumenti, il nostro make up, la nostra musica, quella è la cosa che conta, la cosa principale, e rimarrà un grande show comunque.


Per quanto riguarda l'attività live, dopo questo così doloroso stop forzato, qualcosa sta riprendendo. C'è uno show più contenuto a Wacken, un festival più piccolo per intenderci, e poi in teoria ad ottobre il vostro tour europeo. Per quanto riguarda le modalità di svolgimento di questi show avete avuto informazioni particolari o sarà come pre-pandemia?

 

Per prima cosa sicuramente suoneremo le nuove canzoni! (ride ndr). Avremo sicuramente un nuovo set up del palco ed elementi nuovi. Inizieremo i primi di ottobre e spero non ci siano problemi e che si possa svolgere normalmente. A settembre ci sarà il "Bullhead City" a Wacken e siamo davvero felicissimi di esserci perchè non pensavo ci potessero essere possibilità quest'estate per svolgere dei festival. E saremo sul suolo sacro di Wacken assieme a molti amici, ai Blind Guardian e tanti altri. Sono convinto che ci sarà una bellissima atmosfera e una grandissima energia attorno a questo luogo, perchè da lì ci sarà un "nuovo inizio" per tempi migliori. Siamo molto carichi, avremo nuovi elementi sul palco, ma purtroppo non posso rivelarli adesso! (ride ndr) Vi dovete aspettare come sempre un grandissimo ed energico show dei Powerwolf!


Grazie per essere stato co noi! Vuoi lasciare un messaggio ai vostri tantissimi fan italiani e ai lettori di SpazioRock?

 

Ciao a tutti i lettori di SpazioRock! Ascoltate il nostro nuovo album "Call of The Wild". Siate selvaggi, rimanete selvaggi. Vi aspettiamo il 12 ottobre a Milano per celebrare l'unica grande messa heavy metal!




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