Pink Cream 69 (Dennis Ward)
Con chi meglio di Dennis Ward avremmo potuto fare il punto dei The Pinkies dopo 30 anni di carriera? Qualche rimpianto forse ma di certo ancora tanta voglia di suonare dal vivo. In attesa di poter cantare insieme le tracce dell'ultimogenito "Headstrong", il bassista e fondatore della band, ha risposto alle nostre domande con grande sincerità.
Articolo a cura di Simone Muzzoni - Pubblicata in data: 03/02/18

Si ringrazia Luca Ciuti per la collaborazione

 

Ciao Dennis e benvenuto su SpazioRock.it! Sono passati esattamente trent'anni da quando il viaggio dei The Pinkies è iniziato. Come ti senti pensando a questo traguardo? I Pink Cream 69 del 2017 sono la band che speravi diventassero? C'è qualcosa che cambieresti della vostra storia, se ti fosse possibile?


Beh, intanto diciamolo, dire cose come "siamo la band che avremmo sempre volute essere" è una colossale bugia. Siamo ovviamente felici di poter fare ancora dischi e concerti oggigiorno e alla nostra età, ma abbiamo un'idea più diciamo "naif" di dove avremmo potuto essere oggi. Penso sia così per molte band, anche se in molte lo negano, mentendo spudoratamente. Se potessi cambiare qualcosa? Certo che sì, ma qualcosa che riguarda la mia persona e non di certo la band. Sarei dovuto essere più riconoscente per quello che ho avuto, per esempio.

 

Parliamo di "Headstrong", l'album con il quale avete deciso di festeggiare questo anniversario speciale. In che modo questo disco esprime l'evoluzione musicale dei Pink Cream 69? Qual è la canzone di cui sei più orgoglioso in questo album? Ovvero, la canzone che non sareste stati in grado di scrivere 30 anni fa...

 

Non avevamo in mente alcun tipo di evoluzione musicale, ci siamo limitati a comporre canzoni sperando che funzionassero (il che è anche abbastanza scontato, se ci pensi). Il nostro unico "concept", ammesso che ve ne sia uno, consiste nel recuperare quella dimensione di guitar oriented band, abbandonare per quanto possibile le produzioni multistrato e avere un suono genuino, ed è ciò che abbiamo ottenuto con "Headstrong". Tutte le tracce del disco mi rendono orgoglioso e non potrei francamente scegliere una sola canzone. So solo che non avrei potuto scriverle trent'anni fa, ero una persona completamente diversa.

 

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Ascoltando il vostro ultimo disco, possiamo riconoscere alcune influenze heavy metal, che sono assenti dallo stile Hard rock classico di album come "Thunderdome" o "In10sity". Personalmente, ho molto apprezato due canzoni elaborate come "Man Of Sorrow" e "Vagrant Of The Night". Concordi se dico che secondo me hanno alcuni elementi prog? E cosa ha ispirato la canzone?

 

In realtà, per me progressive vuol dire proiettarsi in avanti, oppure ricercare innovazione. Non abbiamo certo reinventato la ruota qui. Non credo neppure che abbiamo fatto qualcosa di radicalmente diverso rispetto al passato. Certo, rendere "Man Of Sorrows" una traccia epica, con un arrangiamento più elaborato, è stata una scelta intenzionale. "Vagrant Of The Night" è invece una hard rock ballad un po' più sperimentale rispetto alle intenzioni...

 

Un'altra cosa che mi ha sorpreso è l'assenza di ballad o altre canzoni lente, a parte l'intro acustica di "Vagrant Of The Night", che di certo non è una delle canzoni d'amore più classiche che voi abbiate mai pubblicato. È una coincidenza o avete tentato un approccio alternativo questa volta?

 

Penso che avere al massimo una ballad per LP dovrebbe essere la regola! Esiste solo una band che può permettersi di inserire più di una ballad per disco e sono i Journey. Volutamente non abbiamo mai registrato più di una ballad per volta e in tutta onestà potrei benissimo vivere senza. Non dico che non mi piacciono, ma preferisco di gran lunga il sano vecchio rock.

 

Parliamo di "Live in Ludwigsburg" e delle tracce che avete incluso nel disco bonus di "Headstrong". Sono stato stupito dall'assenza di alcune delle vostre canzoni più famose, da album come "Sonic Dynamite" o "Thunderdome" (a parte "Shame"). Perchè non ci parli delle ragioni dietro a questa scelta?

 

All'epoca avevamo registrato questo show, aprivamo per un'altra band e avevamo a disposizione un set di cinquanta minuti. Ci siamo dati delle priorità, avessimo scelto una canzone da ogni disco, avremmo avuto una setlist troppo lunga.

 

Avete invece incluso alcune vecchie canzoni dalla "Deris era" come "Talk To The Moon", "Livin' My Life For You" o "Do You Like It Like That". Suonate spesso queste canzoni dal vivo o volevate solo riproporre una parte del vostro repertorio per i vostri fan più giovani?


Suoniamo sempre queste canzoni live, è quello che la gente vuole. Qualche anno fa abbiamo provato ad accantonarle e siamo stati sommersi da una valanga di critiche, per cui le abbiamo inserite di nuovo e questione chiusa.

 

Parlando del passato: quali sono gli artisti e le band che ti hanno fatto voler diventare un musicista? E poi, quali sono le band, vecchie e nuove, della scena rock e metal tedesca che apprezzi di più?

 

Personalmente ho un'ampia gamma di influenze: Rush, Journey, Lynyrd Skynyrd, Judas Priest, AC/DC ecc. per quanto riguarda la scena tedesca, la lista delle band è decisamente lunga... dei gruppi storichi mi piacciono Helloween e Accept, fra le più giovani invece Edguy e Avantasia.

 

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Negli ultimi dieci anni alcuni di voi sono stati coinvolti in diversi progetti. In che modo questi hanno influenzato la vostra carriera e il percorso dei PC69?

 

Non credo mi abbiano influenzato più di tanto, parlo per me. Ho fatto cose che mi hanno divertito un mondo e che sono servite ad allargare le mie conoscenze professionali. Fare tante cose diverse è un modo per raggiungere questo traguardo, e per quanto mi riguarda continuerò su questa linea fino alla fine.

 

Avete altro in mente per festeggiare questo anniversario speciale? Vi vedremo suonare con ex membri della band?

 

Non abbiamo niente di specifico in programma. Vogliamo solo andarcene in giro a suonare e portare la nostra musica al pubblico là fuori, come dopotutto abbiamo sempre fatto. Per quanto riguarda i nostri due membri storici (si riferisce a Andi Deris e Kosta Zafiriou, rispettivamente voce e manager degli Helloween, ndr), so per certo che nessuno dei due avrebbe tempo per qualcosa del genere.

 

Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro della band? C'è qualche possibilità di vedervi in Italia a breve?

 

Saremo in tour con i Pretty Maids ma sfortunatamente non sono previsti concerti in Italia. Speriamo di riuscire a fare qualcosa in futuro, incrociate le dita!

 

Grazie per il tuo tempo. Vuoi lasciare un messaggio ai tuoi fan italiani?

 

Un saluto a tutti, speriamo di portare ai nostri fan italiani un po' della nostra musica live molto presto!

 




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