Paradise Lost (Gregor Mackintosh)
Un ritorno cupo e impegnato quello dei Paradise Lost, con il loro "Medusa". In attesa della data del 28 ottobre al Phenomenon (NO), ne abbiamo intrapreso una profonda analisi con Gregor Mackintosh in persona, a voi le sue parole.
Articolo a cura di Giulia Franceschini - Pubblicata in data: 31/08/17

Traduzione a cura di Marilena Ferranti

 

SCROLL DOWN FOR THE ENGLISH VERSION!

 

---ITA---

 

Ciao e benvenuto su SpazioRock! Come va?


Alla grande, oggi è un gran giorno, il nostro primo giorno con la stampa per questo album, abbiamo finito di registrare non molto tempo fa, quindi è strano fare interviste, ma non ma non avendone ancora rilasciate molte è davvero stimolante essere qui.


Questo è un bene per me! Come stavi dicendo, sei qui per presentare il vostro nuovo album, "Medusa".


Sì, sarà rilasciato il primo settembre.


Il risultato sembra un po' "incompiuto".


No, ciò che la stampa ha ricevuto è il lavoro finito. Qualcun altro mi ha fatto la stessa domanda e credo sia perché sembra un po' grezzo, ma è stato fatto di proposito. Sono un po' stufo delle nuove produzioni metal in cui tutto è preconfezionato e perfetto, volevamo fare un disco che andasse controcorrente.


Quali sono le tue sensazioni in questo periodo a ridosso della release?


È strano, sembra che per ogni album che facciamo il tempo per la pubblicazione per l'etichetta si dilati. Una volta facevi un album e il mese dopo lo pubblicavi, ora si parla di mesi e mesi... suppongo che ci siano tanti vincoli ora... Ma stiamo promuovendo l'album come al solito e andremo in tour in ottobre.


Parlando della tracklist: sembra molto breve. È perché avete scelto di concentrarvi e lavorare su una mini selezione di brani già durante il processo di composizione o perché avevate un sacco di materiale dal quale avete estratto una cernita?


No, abbiamo lavorato solo su una certa quantità di canzoni perché abbiamo voluto assicurarci che ogni canzone fosse buona, non abbiamo voluto ritrovarci con un sacco di cose che poi avremmo inevitabilmente scartato o troppe B side... abbiamo fatto questo disco come l'avremmo fatto negli anni Ottanta, 4 tracce per lato. C'è un lato A e un lato B, "Medusa" è la prima traccia del lato B. Lo abbiamo fatto alla vecchia maniera. So che la maggior parte delle persone ormai scarica le tracce, ma per me personalmente quando penso a un disco, penso a quale brano si addice a quale lato e cose del genere. Alcune di queste canzoni sono molto lunghe per i nostri standard, sebbene il tempo di esecuzione risulti normale, 4 o 5 minuti.


Andiamo ad indagare più in profondità sui temi trattati. Questo album affronta da vicino pensieri e significati della vita, ed è molto introspettivo: c'è la religione, la vita, la morte, la fede, l'etica...


In genere, i testi sono più personali, in questo lavoro sono più "globali", ed è a causa di quello che sta succedendo nel mondo, in questo momento ci sono molte situazioni che impattano tutti molto profondamente. Da qui l'ispirazione a scriverne. Le persone non stanno imparando dai loro errori, la storia si ripete ancora e ancora. All'inizio della nostra carriera trattato temi più personali, ma ora sembra che tutto il mondo sia coinvolto in questa grande situazione: religioni, ingiustizia sociale, terrorismo... cose che riguardano voi e noi come band.


E sembra diventare qualcosa di più individuale ad un certo punto.


Sì, perché riguarda ognuno di noi.

 

 

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Così, l'immagine di Medusa funziona come una metafora di tutto il quadro?


Sì, la definizione di Medusa, non come una figura mitologica, è un punto di vista molto nichilista; Medusa incarna un punto di vista che descrive perfettamente ciò che sta succedendo nel mondo.

 

Avete scelto di continuare a lavorare con lo stesso produttore di "The Plague Within" Jamie Gomez Arellano. Era solo per garantire in qualche tipo di continuità con l'album precedente per quanto riguarda il suono o è semplicemente perché vi è piaciuto lavorare con lui?


Vedi lui non è il tipo di persona che usa lavorare secondo i canoni attuali, è molto sperimentale, e questo è quello che volevamo per il nuovo album... la registrazione effettiva non ha preso così tanto tempo, voglio dire che abbiamo registrato tutte le chitarre in due giorni. Una volta ottenuti i suoni giusti abbiamo sperimentato con un sacco di percussioni diverse come il rullante alla Dave Grohl, il tom di qualche vecchia compagnia di noleggio. Volevamo solo ottenere un suono interessante piuttosto che un suono perfetto. Crescendo e ascoltando dischi ricordo che ogni album sembrava unico e speciale, molto diverso dagli altri... c'erano molti errori, tante imperfezioni che si notavano a posteriori. Anche Jamie ama questa dimensione, quindi ci siamo trovati sulla stessa lunghezza d'onda.


Siete sicuramente tornati alle vostre radici più heavy con questo album più duro e più cupo. Come spieghi questo processo di "redarkening" dopo un periodo più soft della tua carriera?


Non è qualcosa che abbiamo programmato, ogni album che abbiamo fatto è come un'istantanea. È ciò che siamo in quel dato momento. Non sapevo che avremmo fatto un album così pesante, è accaduto e basta. Sull'ultimo disco "The Plague Within" l'ultima canzone che abbiamo scritto prima di andare in studio era "Beneath Broken Earth" che si è rivelata una delle mie canzoni preferite. Questo mi ha fatto pensare che sarebbe stato bello fare un album intero dai toni più doom. Abbiamo anche un album intitolato "Shades Of God" e molta gente non lo menziona mai, ma è uno dei miei dischi preferiti e ho voluto mettere quel tipo di sensazione nella musica più recente.


Hai variato molto il tuo stile attraverso tutti i tuoi album, dal punto di vista chitarristico; qual è lo stile che ti permette di esprimere meglio / in quale disco trovi il tuo modo più espressivo?


Penso che sia una domanda impossibile, in quanto il mio stile è molto legato alla singola canzone. Voglio dire, abbiamo una canzone chiamata "One Second" e lì c'è una linea sul finale di al massimo 3 o 4 note che funziona molto bene, mentre su altre canzoni c'è molto lavoro tecnico da fare e funziona in modo diverso, quindi per quanto mi riguarda è più corretto dire che lo stile e l'espressività variano da pezzo a pezzo. Molti chitarristi, quando fanno un solo, pensano "ecco, questo è il mio solo di chitarra, sto facendo la mia parte". Per me non è questo, è più l'idea di quel che io posso aggiungere alla canzone, come se fosse una parte vocale. Penso a me stesso non come un chitarrista principale, penso più a come creare armonie e melodie per aggiungere qualcosa al tutto rendendolo migliore non semplicemente mostrando le mie abilità o facendo qualcosa di impressionante.


Voi siete stati dei veri e propri pionieri del vostro genere. Che tipo di base pensi di aver preparato per le band del tuo settore? Pensi di aver effettivamente influenzato qualcuno?


Beh ci sono un sacco di band che hanno detto che abbiamo avuto una grande influenza su di loro, ma non è qualcosa che si può pianificare o premeditare. Penso che se sei la voce fuori dal coro e non quello che segue qualunque sia la tendenza del momento, la gente ti amerà o ti odierà ... se sceglierà di amarti, allora diventerai un'influenza. Per alcuni dischi si è trattato dell'album giusto al momento giusto, come "Draconian Times"... se fosse uscito 4 anni prima o dopo non avrebbe avuto lo stesso riscontro. Ma ogni band in fin dei conti comincia copiando qualcun altro, ogni band, lo abbiamo fatto anche noi. E poi trovi la tua strada.


Prima parlavi del tour previsto in ottobre, che toccherà l'Italia il 28 per un'unica data, hai delle aspettative in proposito?


Mai avuto aspettative, conducono alle delusioni. Vedremo che succede, suoneremo molto e anche in posti nuovi.


Ti andrebbe di lasciare un messaggio per i tuoi fans?

 

Sono trent'anni che suoniamo, ed è bello sapere che dopo tutto questo tempo suscitiamo ancora tanto interesse, perciò grazie!

 

 

---ENG---

 

Hi and welcome to SpazioRock! First of all how are you doing?

 

I'm good, it's a great day, our first actual day of press for this album, we finished recording it not long ago so it's kinda weird doing press straight away but we haven't had many interviews yet so today is very stimulating for me.


That's good for me. As you were saying, you're here to present your new record, "Medusa"...


Yes, it's going to be released on September the 1st.


The result seems like a bit "unfinished".

 

No, what the press received was the finished work. Somebody else asked me the same question and I guess it's because it sounds kind of rough, but that's been made on purpose. I'm sort of bored by the new metal productions where everything is ready or friendly or perfect, we wanted to do a record that was the opposite.


How do you feel while waiting for the release?


It's strange, it seems like for every record we do the release time for the label becomes longer. You used to just do an album and then a month later it would come out and now it's like months and months... I guess there are so many bounds now... But we will be promoting the album and tour in October.


Talking about the tracklist: it looks very short. Is it because you were focusing and working on a selected bunch of songs previously chosen during the composition process or is it that you had a lot of material but still you decided to put a few songs on the record?


No, we only worked on a certain amount of songs cause we wanted to make sure every song was good, we didn't want lots of things that we could throw away or lots of B sides... we've done this record like we would do a record in the Eighties, 4 tracks per side. There's an A side and a B side, "Medusa" is the first track of the B side. We've done it very much like it would have been done years and years ago. I know that most people would just download the tracks, but for me personally when I think about a record I think about which song is gonna start which side and things like that. Some of these songs are quite long for us, still the running time is normal, 4 or 5 minutes.


Let's go deeper into the topics of the record. This album faces very deep thoughts and meanings in life, and it's very introspective: there's religion, life, death, belief, ethics...


Usually the lyrics are more personal I guess, in this record they are more global, and it's because of what's happening in the world, there's lots of things going on at the moment and they affect everybody quite deeply. It just gives you a lot to write about. People aren't learning from their mistakes, it's history repeating itself again and again. Earlier in our career we wrote more personal stuff but now it just seems the whole world is involved in this big thing so religions apart, social injustice apart lots of things like terrorism are involved and it affects you and us as a group, so it's all covered within really.


And it seems to become something personal at some point.


Yes, cause everyone feels that.


So, the image of Medusa works as a metaphore of the whole picture?


Yes, the definition of Medusa, not as a mythological figure, behind it there is a very nihilist vew point and Medusa is kind of summing up that, using her point of view to describe what's happening in the world.


You chose to keep working with the same producer as for "The Plague Within" Jamie Gomez Arellano. Was it just to carry out some kind of continuum with the previous record as far as sound is concerned or is it just because you enjoyed working with him?


He's not like he just brought tools and editing stuff... he's very experimental and that's what we wanted on the new record...the actual recording took not that long I mean we recorded all the guitars in two days. He was getting the sounds, so we experimented with lots of different drums like Dave Grohl's snare drum, the tom of some old rental company... we just wanted to get an interesting sound rather than a perfect sound. When I was growing up listening to records every record sounded very different...there were lots of little mistakes, lots of things you noticed later. Jamie loves that as well, so we found ourselves on the same wave length.


You definitely got back to your heaviest roots, and maybe with this record even harder and darker. How do you explain this process of redarkening after a "softer" period of your career?


It's not something we preplanned, every album we've done it's a snapshot. It's like what we're into at the time. I didn't know we were going to do an album this heavy, it just happened. On the last record "The Plague Within" the very last song we wrote before entering the studio was "Beneath Broken Earth" which turned out to be one of my favorite songs. That made me think it would have been nice to make a whole album that was more doom. We also have an album called "Shades Of God". A lot of people don't really mention that one, but it's one of my favorite records and I wanted to put that kind of feeling back into the music.


You have varied a lot your style through all of your albums: talking about the guitarist point of view; which is the style that lets you express yourself better, so in which record you find yourself more expressive?


I think that's an unanswerable question cause my guitar style depends on the song. I mean we have a song called "One Second" and there's a lead line at the end of that of 3 o 4 notes that works really well and on other songs there's a lot of technical work to do and it works in a different way, so for me it's more about how you express in a song. A lot of guitarists, when they do solos, you think "here's the guitar solo, he's doing his thing". For me it's not about that, it' about what can I add to the song like a vocal part. I kind of think of myself not like a lead guitarist I just think how to do harmonies and melodies to add something to the song and make it better not simply showing off or doing anything impressive.


You've been pioneers in your genre. What kind of basis do you think you have prepared for the bands in your sector? Do you think you have actually influenced new bands?


Well there's a lot of bands who said we've influenced them but it's not something you can plan on doing. I think if you stand out from the crowd and don't go with whatever the trend is, people either love it or hate it... if they love it then you become an influence. For some records it really has been the right record at the right time like "Draconian Times"... would have it come out 4 years sooner or later it may have not been that successful. But every band starts out by copying someone else, every band, we did it. And then you find your own way.


You were mentiong a tour kicking off in October, and that will reach Italy on Nov 28th for only one night. Any expectations?


I never have expectations, cause they lead to disappointment. We'll just see what happens, there are gonna be many dates and we're gonna play somewhere we've never played before.


Would you like to leave a message for your fans?


We've been going 30 years and it's nice people are stil interested in us, so thank you! 




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