Pale Waves (Heather Baron-Gracie)
La giovane band di Manchester Pale Waves torna con un album intimo e maturo, "Who Am I?".  Di questo nuovo lavoro abbiamo parlato con la cantante e songwriter Heather Baron-Gracie, che ci ha coinvolti nel suo viaggio personale e universale alla ricerca del proprio sé, invitandoci a non smettere di guardarci dentro  
Articolo a cura di Ludovica Iorio - Pubblicata in data: 13/02/21
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Ciao Heather, benvenuta su SpazioRock.it! Come stai?

 

Ciao! Sto bene grazie, tu come stai?

 

Anche io, grazie! È davvero bello averti qui. Cominciamo: tu e i tuoi compagni di band avete una nuova pubblicazione, "Who Am I?", per cui vi faccio le mie congratulazioni!

 

Grazie! Ho convissuto abbastanza a lungo con questo album. Ho scritto tutte le canzoni e ne abbiamo registrate la metà prima della pandemia, poi è diventato evidente quanto la situazione fosse orribile... Abbiamo registrato l'altra metà principalmente io e il produttore, a Los Angeles, mentre metà della band è volata a casa nel Regno Unito perché non volevano restare bloccati in America.

 

Avete alla fine raggiunto questo risultato, è la cosa più importante!

 

Sì, esattamente! Sapevo che non avrei lavorato così duramente su qualcosa per farmi sconfiggere. Se avessi dovuto finire l'album, avrei comunque trovato un modo per riuscirci. Sento che tutti stanno vivendo un'esperienza simile in questo momento, la pandemia è terribile e molte persone hanno dovuto rinunciare a così tante cose: siamo davvero tutti sulla stessa barca e speriamo che questa pandemia finisca presto, così possiamo tornare a una sorta di normalità.

 

Davvero, speriamo presto! Volevo chiederti di più in merito al vostro nuovo lavoro. Considerando tutto, il processo creativo è stato impegnativo?

 

Sì, per certi versi. Il processo di scrittura è stata la parte davvero più divertente per me, non è stata una sfida, tutte le canzoni sono venute fuori naturalmente, ho vissuto tutte le canzoni dell'album e ne sono molto orgogliosa, è stato il processo più semplice. Provare a registrare - beh, provare a fare qualsiasi cosa durante la pandemia - è stato davvero strano, l'atmosfera era piuttosto intensa, eravamo consapevoli di dover stare attenti e proteggerci l'un l'altro, quindi per la seconda metà del processo eravamo fondamentalmente io e il produttore. Ma eravamo determinati nel finire l'album, e niente ci avrebbe fermato.

 

Mi piace il tuo spirito! I testi del vostro nuovo album parlano di amore, sessualità, salute mentale, in un modo davvero aperto e onesto, per cui è davvero difficile rimanerne indifferenti. Quanto è terapeutico per te far uscire le cose dal corpo e dalla mente e scrivere tutto? In questo processo riesci a trovare un equilibrio tra "Voglio scrivere qualcosa" e "Ho davvero bisogno di farlo"?

 

Molte volte ho bisogno di farlo. Come cantautrice ed essere umano, per me la musica è un senso di sollievo, è una terapia gratuita per me. Ogni volta che mi sento turbata o sopraffatta da una situazione emotiva, tendo a metterla in arte e mi fa sentire molto meglio. Inoltre, essendo un'artista, mi sento come se avessi un senso di responsabilità nell'essere il più onesta possibile. Poi come band cerchiamo di lanciare messaggi tra cui essere chi siamo veramente, non lasciare che qualcuno cerchi di conformarci, non vergognarci: se nascondessi parti di me, sento che i fan lo vedrebbero, cioè predicherei una cosa ma poi non la farei, quindi sento che essere sincera con me stessa significa essere sincera con i fan. Dovevo essere il più reale e aperta possibile.

 

"Who Am I?", il titolo dell'album, è una domanda profonda, che spesso si scontra con ciò che eravamo un tempo, ciò che ci aspettiamo da noi stessi, ciò che gli altri pensano di noi e così via, specialmente parlando di esperienze che ci cambiano continuamente. A proposito, abbiamo la stessa età, e questi sono i tempi in cui stiamo crescendo e stiamo affrontiamo la vita adulta ma tutto sommato siamo ancora giovani. Credi che questa domanda irrisolta sia la molla che ci spinge ad andare avanti e a non aver paura di vivere?

 

Fantastico, quindi siamo entrambi nati nel 1995! Sì, voglio dire, spero di sì, sento che è davvero importante per tutti capire un po' chi siamo e intraprendere quel viaggio alla scoperta di sé stessi, per diventare i migliori amici di noi stessi. Ora che ho 25 anni ho la consapevolezza che mi devo consolidare, trovare un po' me stessa. Quindi per me "Who Am I?" riassume davvero questo album, perché è tutta una questione di trovare chi sono e capire di più cose su me stessa che non avevo mai saputo prima. È una domanda che non possiamo ignorare: sento che tutti dovrebbero ascoltarla e poi intraprendere davvero il proprio viaggio. Abbracciare sé stessi può portare molta felicità, a molte persone!

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Parlando della vostra musica, questa ha un approccio indie-pop rock per lo più sognante, e con esso voi ragazzi mostrate il lato luminoso e pieno di speranza della vita, come a dire "Va bene non stare bene".

 

Sicuramente! Sento che è davvero importante, sento che la società può esercitare una certa pressione su di noi nel dover fingere che la nostra vita sia perfetta, nel dover avere necessariamente le auto più belle, la casa più bella... La verità è: la vita non è perfetta, è difficile e spesso dura. Più smettiamo di fingere che sia perfetta, migliore è la salute mentale delle persone, migliori sono le persone che diventiamo, si nota già nelle conversazioni. Voglio dire, dobbiamo cercare di andare al di là dei modelli che mostrano la perfezione, poiché nessuno è perfetto.

 

In questo periodo di pandemia stiamo tutti affrontando molti problemi e alcuni di noi hanno trovato nella musica una sorta di rifugio e penso che il vostro nuovo album lo sarà per molte persone. C'è stato un album o una singola canzone che ti ha davvero scaldato il cuore in questi giorni difficili?

 

Grazie, lo spero davvero e sono contenta che lo pensi! Fammi pensare... La mia colonna sonora del lockdown, all'inizio della pandemia, era Kacey Musgraves... Oh aspetta mi è appena passato di mente il titolo, fammi controllare... "Golden Hour", ecco! Quell'album è stato una sorta di colonna sonora della pandemia per me, l'ascoltavo costantemente e ha avuto grandi effetti sul nostro album, al cento per cento. Questo nostro album in particolare ha molta chitarra acustica, strumenti veri, non molta musica programmata.

 

Questo crea davvero un'intimità particolare con il pubblico! A proposito, a tutti noi manca la dimensione live della musica, ma, nel frattempo, volevo chiederti se avete in programma di fare qualche spettacolo in streaming.

 

Sì, abbiamo discusso di questo e stiamo cercando di capire se lo faremo, quando... lo lo voglio davvero, penso che sarebbe divertente per i fan ascoltare l'album dal vivo, perché realisticamente non lo suoneremo di fronte a un pubblico fisico fino al prossimo anno, credo! (La band ha annunciato delle date per il 2022 in UK e Irlanda, NdR)

 

Purtroppo il nostro tempo sta per scadere! Volevo farti l'ultima domanda: vuoi lasciare un messaggio finale a chi leggerà questa intervista e ai tuoi fan italiani?

 

(si sente un tonfo) Scusami, mi è caduto il telefono! Vorrei solo dire che spero davvero che l'album vi piaccia. Ho fatto questo album non solo per me ma anche per voi, e ora è vostro! Un messaggio molto semplice (ride, NdR)

 

Le cose semplici sono le migliori! Grazie mille Heather, stammi bene e buona fortuna per tutto!

 

Anche tu! Grazie, è stato bello parlare con te! Ciao!

 

---ENGLISH VERSION---

 

Hi Heather! Welcome to SpazioRock.it! How are you?

 

Hi! I'm good thank you, how are you doing?

 

I'm good, me too! It's really nice to have you here. Let's get started: you and your bandbamates of Pale Waves are out with a new album, "Who Am I?", so congratulations for that!

 

Thank you! It feels like I've lived with this album pretty long. I wrote all the songs and we recorded half of it before the pandemic, and then this situation really became apparent how awful it was. Then, we basically recorded the other half mainly me and the producer in LA, while half of my band flew back home in UK as they didn't want to be stuck in America.

 

Well, in the end you achieved this result, so that's the most important thing!

 

Yes, exactly! I knew I wasn't gonna work so hard onto something for me to be defeated. If I had to basically finish the album myself, I would have find a way to make it happen... I feel everyone is going through a  similar experience right now, the pandemic is awful and a lot of people had to give up on so many things: I feel we are all on the same boat together and we just all hope this pandemic will be over soon, so we can go back to some kind of normality.

 

Indeed, let's hope for that soon! I wanted to ask you more about all the stuff behind your new publication. Was the process of creation challenging in a sort of way?

 

Yeah, for some kind it was. The writing process was the really most enjoyable part for me, it wasn't challenging 'cause all the songs came really naturally, I lived all the songs on the album and I'm very proud, it was the easiest process. And obviously trying to record - well, trying to do anything on the pandemic - was really strange, and the atmosphere was sort of very intense, we were so conscious of being careful and protecting one another, so for the second half it was basically me and the producer in the studio. But we were determined to get it finish, nothing was gonna stop us.

 

That's the spirit, I really like it! The lyrics of your new album talk about love, sexuality, mental health, in an open and honest way, that it's really difficult to remain indifferent in front of them. How much is therapeutical for you to let things out of body and mind and write all down? Do you find balance between "I want to write something" and "I really need to do it", in this process?

 

A lot of times, I need to do this. As a songwriter and a human being, for me music is a sense of releif, it's free therapy in a way. Whenever I feel troubled or overcome by an emotional situation, I tend to put it into art and it makes me feel a lot better. Also, with being an artist, I feel like I have a sense of responsibility to be truly open, as honest as I can be. As a band we preach to be who you truly are, don't let anybody try to conform you, don't be ashamed of who you are, so if I was hiding parts of me I think the fans would see it; I would preach one thing but then not doing it, so I feel like to be truthful to myself is to be truthful to the fans. I had to be as real and open as I possibly could be.

 

"Who Am I?", the album title, is a deep down question that's really relatable, and that often crushes with what we used to be or what we expect from ourselves, or what others think of us and so on, especially talking about experiences that change us continuously. By the way, you and me have the same age: these are times we're growing up and facing the adult life, but all in all we're still young. Do you think is this unsolved question the spring that pushes us to go on and not to be afraid to live?

 

So we're both born in 1995, cool! Yeah, I mean, I hope so. I feel like it's really important for everyone to sort of figure out something of who they truly are, and to go on that self discovery journey into becoming their own best friend. I think it's really important. Now that I'm 25 I realize I have to solidify myself, to find more about myself. For me "Who Am I?" really summarizes this album, because it's all about me sort of finding who I am and figuring out more about myself that I've never knew before. It's a question that we can't ignore: I feel like everyone should listen to it and then really go on their own journey. And I feel embracing our own true selves can bring more happiness, to a lot of people!

 

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Talking about your music, it's indie-pop mostly dreamy, and with it you guys show the bright and hopeful side of life, like "It's okay not to be okay".

 

Definitely! I feel like society can put a pressure on us that we have to pretend our life is perfect, that we need the coolest cars, the nicest house...the truth is: life is not perfect, it's difficult and often tough. The more we stop pretending that's perfect, the better people we become, you can see that in conversations. I mean, we need to push boundaries beyond models that display perfection, because no one is perfect.

 

In this period of pandemic we are all facing a lot of issues and some of us have found in music a sort of shelter; and I think your new album will be like that for many people. Was there an album or a single song that has really warmed you during these rough days?

 

Thank you, I'm glad you think this, I really hope so! Mhh let me think...Well, my soundtrack during the lockdown, at the beginning of the pandemic, was by Kacey Musgraves..Oh wait it passed out of my mind, let me check..."Golden Hour", that's it! That album sort of soundtracked the pandemic for me, I constantly listened to it and it had big effects on our album, one hundred percent. In fact our new album in particular has a lot of acoustic guitar, real instruments, not much of programmed music.

 

That really creates an intimacy with the public! By the way, we all miss the live dimension of music, but I wanted to ask you if maybe you've planned to do some streaming shows meanwhile.

 

Yes, we've been having conversations about that and we're figuring out if we would do that, when...I really want to, I think it would be sort of fun for fans to hear the album live, because realistically we're not going to play this album in front of a physical audience until like...next year, maybe...who knows that, honestly!

 

Unfortunately we're running out our time! Last question: would you like to leave a final message to those who'll read this interview and to your Italian fans?

 

Sorry, my phone dropped! I would just say I really hope you enjoy the album. I made this album not only for myself but also for you, and now it's yours. A really simple message!

 

The simple things are the best! Thank you very much Heather, take care and good luck for everything!

 

I agree! Thanks to you, it was good to talk to you! Bye!




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