Mr. Big (Paul Gilbert)
I Mr. Big tornano con un nuovo lavoro pubblicato per Frontiers Music dopo "The Stories We Could Tell" del 2014, anno in cui li avevamo potuti godere dal vivo a Trezzo sull'Adda per un concerto esplosivo. In attesa di rivederli ancora sul palco del Live Club il prossimo 12 novembre, abbiamo fatto una lunga e interessante chiacchierata con Paul Gilbert. Il guitar hero ci ha raccontato la storia dietro i pezzi che compongono "Defying Gravity", uscito lo scorso 21 luglio, e qualche curioso aneddoto sul passato della band e sulla sua incredibile carriera.
Articolo a cura di Marilena Ferranti - Pubblicata in data: 25/07/17
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Bentornato su SpazioRock, Paul!
Prima di tutto, giusto per rompere il ghiaccio, vorrei farti una domanda piuttosto buffa. Guitar World ti ha nominato tra i chitarristi più veloci di tutti i tempi. C'è qualcosa in cui sei particolarmente lento?
 

(Ride, ndr.) Ah beh, ce ne sarebbero di cose... ma ti dico questo: cerco sempre di suonare lentamente all'inizio. Mi è capitato di fare delle interviste in radio e c'era sempre qualcuno che se ne usciva con "hey, abbiamo sentito che sei velocissimo, suonaci qualcosa di veloce adesso!" Io andavo nel panico e ci provavo, ma non veniva mai così bene... quindi adesso, quando mi chiedono di suonare veloce, rispondo sempre "ok, ma lascia che mi scaldi bene prima" e mi prendo tutto il tempo necessario.

 

Vai spesso in tour in Europa con le tue clinic e fai anche lezioni online. Qual è la cosa più importante che hai imparato insegnando?

 

Oh, ce ne sono moltissime! Una di queste è che quando ascolto un chitarrista, un mio studente, che esegue perfettamente le note e la parte ritmica, ma mi accorgo che c'è qualcosa che non mi convince, qualcosa che manca, mi ritrovo a pensare a cosa possa essere... mi ci sono voluti anni a sviluppare questa capacità ma adesso riesco a capire tutti gli elementi e le sfumature della musica e mi sento un insegnante migliore perchè ogni volta che impartisco una lezione a qualcuno, imparo qualcosa anch'io.

 

Hai suonato spesso in cover band facendo live i pezzi dei The Beatles, Led Zeppelin, The Who... a volte capita che insorgano polemiche quando i musicisti propongono le cover di altri artisti; vengono screditate le loro abilità e c'è sempre qualcuno che dice: "si, ok, ma perchè non suoni pezzi tuoi e basta?" Che ne pensi di questa polemica?

 

Beh, pensa ad un musicista classico, un violoncellista - i musicisti classici sono molto rispettati - se tu suoni il violoncello, e suoni Bach, in un certo senso si tratta di cover, ovvero di musica scritta trecento anni fa. Quindi se sei un musicista classico, è altamente probabile che diventi un musicista di cover. Ma quando sei un musicista rock, la gente si aspetta che tu faccia di tutto: che suoni bene, scriva le tue canzoni, abbia un'immagine visiva unica, che tu sia un perfomer eccezionale sia sul palco che in studio... è molto impegnativo fare tutto. Per me, se qualcuno riesce a fare bene anche solo una di queste cose, va rispettato. Io amo suonare cover, ancora oggi imparo le canzoni degli altri solo per la gioia di farlo. Per me è come ascoltare la radio; per esempio di recente ho imparato "Bicycle Race" dei Queen, amo quel pezzo, e posso decidere di mettermi ad ascoltarlo dal mio pc, oppure di imbracciare la mia chitarra o di sedermi al pianoforte e provare a suonarne la mia versione. E quando la suono, è davvero stupendo perché mi sento molto più connesso alla canzone, è un altro modo di guardare la musica, e come artista mi piace moltissimo. Amo la mia musica, e amo la musica degli altri, amo suonarla, per me è solo un altro modo di godermela.

 

Il nuovo album dei Mr. Big è uscito il 21 luglio, e mi piacerebbe capire meglio il significato del titolo (e opening track) "Defying Gravity".

 

La canzone l'ha scritta Eric (Martin, ndr.), ma l'ho sentito parlare del significato che gli ha attribuito, quindi posso risponderti a suo nome. Per lui è una rappresentazione dell'idea di fare il musicista: quando sei giovane e vuoi diventare un musicista la gente pensa che si tratti di un lavoro atipico, non lo vede come un vero lavoro, o quantomeno la vede come una carriera poco realistica. Tutti sembrano suggerirti che sarebbe meglio trovarsi un "vero lavoro" come il meccanico o l'impiegato in banca. Essere un musicista sembra sempre un sogno ma alcune persone ce la fanno. Diventarlo è quasi come sconfiggere la forza di gravità, sconfiggere le forze che ti tirano verso il basso, per seguire i tuoi sogni e spiccare il volo.

 
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C'è una canzone del nuovo album intitolata "1992" ed è un pezzo molto nostalgico e pieno di bei ricordi a proposito del periodo di massimo successo della band, quando "To Be With You" venne fuori. Quali sono i tuoi ricordi più belli di quei tempi?

 

Penso a quando "To Be With You" raggiunse il numero 1 in classifica e iniziammo a girare il mondo in tour, non solo gli Stati Uniti. Avevo ancora i capelli cotonati... sai a quell'epoca li avevamo tutti (ride, ndr.) quel momento ci regalò un successo che surclassava le più incredibili aspettative e qualcosa che noi nemmeno avremmo mai sognato.

 

Le copertine dei vostri album hanno sempre un fortissimo impatto visivo... specialmente le ultime tre che sembrano molto simili anche nello stile. C'è un percorso logico, un concept? E come siete arrivati all'idea dell'ultima, con l'elefante capovolto?

 

Lavoriamo con lo stesso art director (Larry Freemantle) dai tempi di "Lean Into It" e l'ultima viene da una mia idea: su Instagram avevo trovato questa immagine di un elefante che si reggeva in bilico su un piedistallo da circo, l'ho fatta vedere a Larry e lui ne ha tirato fuori una versione migliore.

 

Nella canzone "Mean To Me" suoni in maniera pazzesca e usi dei passaggi complicatissimi, ma ci sono anche altri pezzi, come "Damn, I'm In Love Again", in cui sembra quasi che tu abbia distrattamente preso la chitarra e sia andato a suonare in spiaggia in una sera d'estate.

 

In studio, mentre registravamo "Damn, I'm In Love Again", mi sono divertito tantissimo. Non mi stavo concentrando sulla tecnica, era più come essere un ascoltatore. Potevo entrare in contatto con la musica e godermela senza pensare troppo a dove fossero le mie dita! Ci sono anche pezzi come "Be Kind", molto blues, che mi è piaciuto moltissimo suonare, perché è quello a cui mi sono dedicato negli ultimi cinque anni, lo studio del blues. Ho ascoltato BB King e Ray Charles e questo per me è uno stile tutto nuovo, ho iniziato come chitarrista metal dopotutto e in quel pezzo è stato come poter finalmente utilizzare quella parte del mio nuovo "vocabolario blues".

 

Qual è stato finora il complimento più bello ricevuto sull'ultimo album e quello che ti piacerebbe ricevere?

 

Quando penso a cosa mi rende soddisfatto del disco, immagino di suonare le canzoni live e la gente che canta insieme a noi e si diverte. Penso che il complimento più bello sarebbe vedere il pubblico in delirio mentre suoniamo "1992".

 

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Se potessi scrivere da te la recensione di quest'album che titolo sceglieresti per l'articolo?

 

(Ride, ndr.) "Non posso credere che sia venuto così bene!" Seriamente non posso crederci! Per il tipo di band che siamo, noi amiamo moltissimo suonare live, questa ci è sembrata la soluzione migliore. A volte pensi di dover passare mesi in studio, rendendo le cose perfette, ma è molto meglio avere freschezza ed energia e non spendere troppo tempo ricamando sulle cose, avere questo tipo di pressione aiuta molto. Noi abbiamo trascorso solo sei giorni in studio. Eravamo lì tutti insieme e abbiamo registrato gran parte del disco proprio in quei sei giorni. C'erano un paio di assoli che ho dovuto perfezionare e studiarmi bene e me li sono portati in tour, così la sera, dopo le mie clinic, me ne tornavo in hotel e ci passavo la nottata. Ma la maggior parte dell'album è stata registrata live ed è stata un'ottima scelta.

 

Sono passati più di due anni dall'ultima volta che i Mr. Big hanno calcato un palco italiano, anche se sia tu che Eric Martin siete sporadicamente tornati per clinic o altri show. Finalmente, il prossimo 12 novembre, avremo la possibilità di ascoltarvi al Live Club di Trezzo. Non vediamo l'ora di sentire i brani di "Defying Gravity" dal vivo! 

 

Sì, è dal 2014 che non suoniamo in Italia come Mr. Big, e il pubblico italiano ci manca davvero, ci manca sentirlo cantare ogni nostra canzone e ci manca l'energia che ci trasmette. Come sempre, sarà un piacere tornare nel vostro paese e non vediamo l'ora di portare sul palco le nostre nuove canzoni. 

 

Sono stata ai vostri concerti più di una volta e c'è questa cosa fantastica, che fate spesso a fine show e spero riproporrete anche a novembre, di scambiarvi tutti gli strumenti per una canzone. Non è qualcosa che tutti sono in grado di fare. Vorrei sapere qual è lo strumento che ti piace di più a parte la chitarra e quale quello che ti piacerebbe essere capace di suonare.

 

Oh si! Adoro suonare la batteria! Quando facciamo questa cosa di scambiarci gli strumenti io divento il batterista per una canzone e mi piace il fatto che, mentre fai musica rock, tu possa colpire qualcosa con delle bacchette (ride, ndr.). Da ascoltatore, adoro le voci. Sono cresciuto ascoltando The Beatles, Led Zeppelin e Aerosmith, adoro ascoltare i grandi cantanti. Mi piacerebbe apprezzare di più la mia voce ma adoro quella di Eric e mi piace cantare insieme a lui. Per quanto riguarda gli altri strumenti mi piacerebbe moltissimo saper suonare il sax e il clarinetto, ciò che si sente nel jazz insomma.

 

Sempre restando sul palco... Quale credi che sarà la parte di chitarra più difficile da suonare live per te su questo disco?

 

Direi l'intro di "1992". Devo riuscire ad ottenere il suono giusto. L'abbiamo provata live un paio di volte, con un amplificatore che non era il mio e non avevo con me il pedale per la distorsione e ho fatto un casino! (ride, ndr.) Devo suonarla con il pedale giusto per ottenere quel tipo di distorsione. Anche "Defying Gravity" sarà impegnativa da suonare live per ricreare l'esatto tipo di suono che abbiamo ottenuto su disco, probabilmente dovrò aggiungere l'octaver pedal per rendere l'impressione di due chitarre che suonano insieme.

 

Essere un musicista e avere la possibilità di radunare grandi folle di questi tempi vi mette di fronte ad un tema che putroppo ha impattato la musica più di una volta, ovvero la preoccupazione di un attacco terroristico. Hai mai avuto paura che potesse succedere anche a voi?

 

La musica avvicina la gente, la raduna. E questo particolare aspetto mi ha reso molto felice durante la mia esperienza coi Mr. Big. Abbiamo avuto la possibilità di suonare in posti lontanissimi da quelli in cui siamo cresciuti e a contatto con culture molto diverse dalla nostra. Non dimenticherò mai la prima volta che suonammo a Kuala Lumpur in Malesia, laggiù avere i capelli lunghi era contro la legge e noi avevamo tutti i capelli lunghi in quel periodo. Parlammo col promoter e lui ci disse che avremmo dovuto raccoglierli in una coda di cavallo e così fu. Mi sentì molto sollevato all'dea di non doverli tagliare! E mi sento ancora più fortunato a sapere che ovunque andiamo riusciamo a portare sorrisi e bei momenti per tutti, dopotutto noi non andiamo negli altri paesi per dar contro alle altre culture, o per dissociarci dalle loro idee, andiamo solo a condividere il nostro amore per la musica. Non mi intendo molto di politica, sono sempre stato troppo occupato a fare il musicista, e ultimamente ad essere un papà, e non ho certo le risposte su temi così difficili... Ciò che faccio ogni giorno sembra avvicinare la gente e spero davvero possa ispirare altre persone a credere, anche fosse solo per un paio d'ore, che possiamo stare insieme e condividere qualcosa nonostante il diverso retaggio culturale. Non sono mai stato troppo preoccupato del pericolo, ricordo di esserlo stato quando suonammo in Giappone, poco tempo dopo lo tsunami e il terremoto, e ci prese la paura delle radiazioni o della probabilità che potesse succedere di nuovo mentre eravamo lì. Mi preoccupai del fatto se fosse appropriato, per la gente del posto, che noi suonassimo così presto dopo una tragedia simile, perché il rock'n'roll è sinonimo di una grande festa, e in quel momento c'era ben poco da festeggiare, ma il promoter ci disse che la gente aveva bisogno di essere rincuorata e incoraggiata, e così fu.

 

Grazie per il tempo che ci hai dedicato, ci vediamo al Live Club!

 

Grazie a voi, sarà un grande show! A presto! 

 

---ENGLISH VERSION---


Hi Paul and welcome back to SpazioRock! First of all, just to break the ice, let me ask you something pretty funny: Guitar World named you one of the fastest guitar players of all times. Are you particularly slow at something?
 

(He laughs, Ed.) Well there's a lot of things... actually, when I play guitar, I try to play slow in the beginning. I used to do radio stations interviews and they would say "we've heard you're a fast guitar player, so play something fast, now!" and I would turn panic, and I would try but it would never turned out well, so lately when someone asks I would say: "well, okay, but let me warm up to it" and I take my time.

 

You are often touring Europe on your own doing clinics and you do online teaching. What's the best thing you learned while teaching?

 

Oh, there's a lot of things that I learned while teaching. One of the things is: when I hear a guitar player, one of my students, and they can play the perfect notes and the perfect rhtym but there's still something that doesn't sound quite right, as a teacher I have to figure out what those things are. It took me years to figure out these other elements of music but now I really know them much better and it's made me a much better teacher cause while I teach to my students I also teach to myself. Everytime I give them a lesson I also give a lesson to myself and it' a great way to keep playing the guitar.

 

You have performed with a bunch of cover bands playing the songs of The Beatles, Led Zeppelin, The Who... you know there's this huge controversy about cover bands and musicians playing cover songs being discredited, cause there's always someone saying "well, okay, but why you don't play just your own songs?"...

 

Well, think about that: if you're a classical musician - and classical musicians are very respected - if you play the cello, and you play Bach, in a way you're doing cover songs. This is music written 300 years ago, and if you're a classical musician chances are you're gonna be a cover musician. But when you're a rock musician you're kind of expected to do everything, know how to play your instrument, write your own songs, come up with a unique visual image, be a live performer, be good in the studio... and so on. It's a really challenging task to do all those things. To me if a person can do any one of those you got to respect them. I love playing cover songs, I still learn other people songs all the time just for the joy of it. To me is almost like listening to the radio, recently I learned the song "Bicycle Race" by Queen, I love that song, and I can either put it up on my computer and listen to it or I can sit down with my guitar or with my piano and play my own version. And somehow when I play it myself it feels so good cause I'm more connected to the song, it's just another way to look at music. As an artist, I enjoy that so much. I love my music, and I love other people's music, I just love playing music, to me it's just another way to enjoy it.

 

The new Mr. Big album just came out and I'm curious to know what's the meaning of the title "Defying Gravity", can you tell us some back story behind it?

 

It's Eric's song, but fortunately I've heard him talk about it, so I kinda know what he was thinking. For him it's about the idea of being a musician: when you're young and you wanna be a musician people tend to think it's a very strange job, not realistic, they think you can't really call it a job and they suggest you get a more reasonable one just like fixing cars or work in a bank... being a musician feels just like a dream but some people do it and being a musician almost feels like "defying gravity" against the forces that are pulling you back down and doing what you love or following your dreams, rising above the ground, almost like flying.

 

There's a song you wrote named "1992" and it's full of nostalgia and good memories related to the best time of your career, when "To Be With You" came out. Which is your best memory related to that period?

 

I was thinking about when "To Be With You" went number 1, and we started touring a lot more all over the world, not just in the United States, I still had very big hair - we all did - (he laughs, Ed.)... this moment gave us success beyond what any of us even dreamed of and that was amazing.

 

The artworks of your albums have always a huge visual impact, especially the last three of them, they look pretty similar in colours and style. Is there a path, a concept behind it? How did you come up with the last one with the elephant on it?

 

We've been using the same art director (Larry Freemantle) since "Lean Into It", and the last one came out cause I found a picture on Instagram of this elephant from the circus balancing and Larry found a better version of it and improved my original idea.

 

In the song "Mean To Me" your playing is terrific and very technical but there are also some apparently simpler songs like "Damn, I'm In Love Again" where it seems like you just picked up your guitar and went out playing on a beach on a summer night.

 

In the studio, when we did "Damn I'm In Love Again" I had so much fun playing guitar on that. I wasn't worrying about the technique, it was more like I was a listener, I could just be connected to the music, didn't have to worry about my fingers! There's also songs like "Be Kind", which is kind of a bluesy song, and that I enjoyed so much cause I've been really studying the blues through the past five years, listening to BB King, Ray Charles, and that's been kind of a new style for me, and on that particular song I could really use my new "blues vocabulary" and it was all new cause I started as a metal guitar player.

 

If you could write your own review of the new album which title would you choose?

 

(He laughs, Ed.) the title would be "I can't believe it turned out so well!" Actually I can't believe it! For the kind of band we are, a band who likes to play live, that's the best way to record an album. Sometimes you think you'll have to spend months in the sudio, making things perfect, but it's best to have fresh energy, and not putting too much time in it, I think it's a good kind of pressure to have. We spent six days in the studio, we were all together, and we recorded the mayority of the record in that time, there were only a couple of solos left cause they were challenging, and I took them on the road with me while touring for clinics in Europe, did a couple of all nighters, after the shows, back in my hotel room, working on the solos. But overall the record was recorded live and that was really the solution.

 

Which is the most beautiful compliment you read about the new album so far or the one you'd love to get?


When I think about the things I'm happy about with the record, I imagine playing the songs live and people singing along and have a good time. The best compliment would be to play "1992" live and the audience would go crazy!
 

It has been more than two years since last time Mr. Big have played on an Italian stage, even if both you and Eric Martin have been here a few times for some clinics and other special shows. Finally, on November the 12th, we'll have the chance to see Mr. Big at Live Club in Trezzo Sull'Adda. We really can't wait to listen to you new songs live.

 

Yeah, Mr. Big haven't played in Italy since 2014. We really miss the Italian audience, we miss hearing people sing every song and we miss the energy that they give us. As usual, it'll be a pleasure for us to come back to your country and we can't wait to bring up on stage our new songs.

 

I've been to your concerts more than once and you often do this crazy thing of exchanging instruments on stage to play a song. We are looking forward to see you perform this in November as well! It is something not everybody can do and I'd love to know which is the instrument you love the most besides guitar and the one you really wish you'd be able to play.

 

Oh yes! I really love playing the drums! At the end of the shows, when we exhange instruments, I get to be the drummer for one song and I love it cause you're still playing rock music but you get to hit something with a stick! (he laughs, Ed.) As far as a listener, I'm in love vith the voice, I grew up listening to The Beatles, Aerosmith, Led Zeppelin... I just love to hear great singers. I wish I'd like my own voice better, but I love Eric's voice and to sing along with him. What I'd love to be able to play would probably be the saxophone, the clarinet, isntruments that are in jazz...

 

While we are discussing live performances.. Which is the most difficult guitar part for you to play live on this album?

 

I would say the intro of "1992". I really got to have the right sound for that. We tried it live with an amp that wasn't my amp and I didn't have my distortion pedal and I kind of messed it up! (he laughs, Ed.) I really got to have the right pedal to add extra distortion to that part. Also "Defying Gravity" is gonna be pretty challenging to play live in order to recreate the sounds that we got, I probably will have to use an octaver pedal to get the sound of two guitars live.

 

Being a musician and being able to gather huge crowds can bring up some very important issues nowadays since live concerts have been targeted by terrorism recently. Are you ever worried this could happen to you?

 

Music brings people together, it's been amazing for me with my experience with Mr. Big. We've played in countries so far away from were I grew up to people from very different cultures. I'll never forget the first time we played in Kuala Lumpur, Malaysia. Long hair was against the law, and we all had very long hair, so the promoter came to us and asked us to put our hair back in a pony tail and I was just happy I didn't have to cut it! I just feel very lucky that I have a job where I can give people smiles and a good time wherever I go. We are not going around to fight people or to disagree with people but because we all share this love for music. I haven't really studied politics, I am always so busy being a musician, and recently busy as a dad, and I don't have the answer for diffult questions, what I do everyday just seems to bring people together and hopefully can inspire other people to think that it's possible for people of different cultyres to get along even if it's just for two hours. I am not worried about the danger itself, I was very worried when we played in Japan after the tsunami/earthquake, cause there was a high risk for radiations, more earthquakes. Also I was even more worried that the people of Japan would think we were coming over too soon, or that it wasn't appropriate, cause rock'n'roll is all about celebration and I thought well maybe this is not a good time for a celebration. But the promoter told us people needed to be cheered up and that's what we did.

 

Thank you so much for your time, see you at Live Club!

 

Thank you, yeah, it's going to be a great show! See you soon! 




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