Mike Tramp (Mike Tramp)
"...è come spremere un limone finché non c'è più nemmeno una goccia e neppure il gusto... penso che solo una manciata di classic band riescano ancora a portare in scena una performance pazzesca, le altre sono rimaste poco più che un nome e un logo." Questo e molto altro nella nostra chiaccherata con una delle voci più poetiche e nomadi del rock degli ultimi 40 anni, sul palco del Legend Club (MI) il 30 aprile.
Articolo a cura di Marilena Ferranti - Pubblicata in data: 20/04/18
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---ITA---
 
Dunque Mike, presentarti semplicemente come l'ex cantante dei White Lion non renderebbe minimamente giustizia ai tuoi sonanti 40 anni di carriera musicale, quindi lascerò a te la parte introduttiva. Come ti piacerebbe presentarti ai nostri lettori?

 

No, effettivamente hai ragione. Specialmente perchè coN i White Lion posso circoscrivere un periodo di attività di circa 7 anni e mezzo e 4 album. Ad oggi ho registrato 3 dischi coN i Freak of Nature, 11 album da solista e non dimentichiamo che prima dei White Lion avevo già registrato ben 5 dischi con la mia band danese, i Mabel. Quindi per farla breve ciò che sono è un uomo per cui la musica è tutto, un nomade che spazia e avanza verso qualcosa di nuovo quando ritiene di aver finito col passato.

 

Da una parte, so che le tue radici musicali affondano nel folk e che nei tuoi recenti lavori come "Maybe Tomorrow" abbiamo avuto modo di riconoscere dei tributi molto sentiti a personalità come Bob Dylan, Johnny Cash, Roy Orbison, Springsteen, Tom Petty... Dall'altra ti sentiamo spesso suonare i pezzi dei White Lion e pare quasi che in quei momenti tu te ne stia lì a raccontare una bella favola che accadde un tempo. Dal momento che il 30 suonerai in Italia, mi piacerebbe sapere: qual è il pezzo che ogni volta che esegui ti fa sentire come se non fosse cambiato nulla e quale invece quello che non suonerà mai più come un tempo?

 

Devo dire che ci hai preso in pieno, e ti ringrazio. Sono ben conscio che molti dei miei fan abbiano cominciato a seguirmi ai tempi dei White Lion, e i migliori pezzi di quell'era non mancano mai nelle mie scalette. L'aspetto positivo è che quei pezzi si amalgamano bene col mio repertorio attuale perché la band li suona come se fossero gli estratti dai miei solo album. "Trust In Yourself", per esempio sarà sempre una delle mie canzoni che amo di più e sono certo che continuerò a suonarla per sempre, così come "When The Children Cry".

 

Hai da poco pubblicato "This & That (But A Whole Lot More)" che è fondamentalmente un Collector's Box Set, una bellissima compilation con vecchi demo degli anni '90 e materiale di Freak of Nature e Band of Brothers con tanto di DVD. Come hai scelto gli ingredienti di questo mix?

 

E' stata una specie di raccolta dei momenti da ricordare. Mi sarebbe piaciuto vendere 100.000 copie, ma credo di aver pensato a scegliere per soltanto 1000 dei miei fan più affezionati. E' una sensazione meravigliosa e il motivo per il quale ho deciso di condividere la mia parte più vulnerabile e i miei momenti interiori di songwriting con chi è rimasto con me per tutti questi anni.

 

Come accennavo prima, il tuo tour europeo farà tappa a Milano il 30 aprile al Legend Club. E' quasi un privilegio, ormai, avere la possibilità di assistere a degli spettacoli dal vivo di artisti così straordinari, specialmente in un momento storico nel quale moltissimi locali di musica live sono costretti a chiudere anche a causa della scarsa affluenza di pubblico. Che ne pensi di questo scenario? Hai notato la stessa tendenza negli USA e in Danimarca?

 

Sta succedendo ovunque. La differenza è che in Danimarca e in altri paesi come l'Olanda e la Francia molti locali ricevono dei finanziamenti pubblici da parte del governo senza doversi sobbarcare tutte le spese. E' molto diverso per un proprietario di un bar in Texas che ha investito tutta la sua vita nel suo locale e si ritroverà presto o tardi a chiudere i battenti.

 

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Forse dovremmo riflettere anche su un altro tema: non siamo più nei fantastici anni '80, e c'è così tanto che accade ogni giorno che sembra impossibile scegliere, eppure quando i grandi festival annunciano i loro bill, la maggior parte va sempre a ripescare nei grandi nomi del passato. Per quanto tutti amino le grandi rock band non sembra quasi un voler ammettere che stiamo ignorando il presente? Tu come la vedi?

 

E' così, è come spremere un limone finché non c'è più nemmeno una goccia e neppure il gusto. Non che io abbia il diritto di dire alcunché, ma personalmente penso che solo una manciata di classic band riescano ancora a portare in scena una performance pazzesca, le altre sono rimaste poco più che un nome e un logo. Però, dalla prospettiva di qualcuno come me che vive per suonare... perché non dovrebbero continuare a farlo finché riescono a camparci?

 

I tuoi album precedenti "Nomad", "Museum", e "Cobblestone Street" sono considerati una sorta di trilogia. Se ti chiedessi di creare la trilogia della tua vita, come la divideresti e che titolo daresti ai capitoli?

 

Introduction, learning, living it, relearning it, stand your ground.


Ho adorato il fatto che tu abbia inserito come bonus track la versione acustica di "When the Children Cry" su "Cobblestone Street". Ci sono molti artisti che quando suonano si sentono nudi senza grandi esplosioni di suoni ed effetti speciali, come se senza questi aspetti "spettacolari" non potessero esibirsi al meglio. Quale pensi sia l'ingrediente essenziale di una grande, indimenticabile performance? 

 

Tutto è nel pezzo, se c'è quello solo voce e chitarra basteranno. Nessun fuoco d'artificio o effetto sonoro speciale renderanno mai uno show indimenticabile e spettacolare se i pezzi non ci sono. Vedi i KISS, è esattamente così che fanno: aggiungono fuoco e ancora fuoco, per sopperire alle mancanze di una band che dovrebbe smettere di esibirsi.

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Molti artisti pubblicano le loro autobiografie, e ne ho scovata una tua che però è scritta solo in Danese. Si intitola "Vagabond", ed è stata scritta dal giornalista Lars Daneskov. Racconta la storia onesta e sincera di un ragazzo di Vesterbro, Copenhagen. Per tutti coloro che non comprendono il danese, esiste la possibilità che ne esca una versione in inglese?

 

Si, ci sto lavorando, sto elaborando una versione inglese. Ma ancora una volta sarà una sorta di limited edition come per "This and That". Vi farò sapere.

 

So che "Little Fighter" venne scritta in occasione del naufragio della Rainbow Warrior, la nave di Greenpeace nel porto di Auckland ma potrebbe tranquillamente essere letta come una perfetta descrizione della tua attitudine:
 
"Rise again little fighter / And let the World know a reason why / Shine again little fighter / And don't let'em end the things you do"

Anche se la parola "Nomad" che hai tatuata sull'avambraccio ti rende giustizia. Quale di queste descrizioni ti rappresenta meglio?

 

Penso che vadano a braccetto. Sono cresciuto con un'attitudine combattiva, ma la parte più importante è quella nomade. Essere in grado di andarsene quando non si è felici dove ci si trova. Io mi sono lasciato alle spalle gli anni '80, quel sound, quel look, lo stesso è accaduto per i Freak Of Nature. Altrettanto è successo dai tempi del mio primo solo album "Capricorn". Con quell'album ho capito che avrei voluto solo essere me stesso per il resto della mia vita, e ho seguito questa strada da allora. Sono molto orgoglioso di dire che tutti i miei lavori solisti hanno un suono simile, ed è una cosa voluta. Quando chiedi "del Mike Tramp", ti becchi Mike Tramp, non qualcos altro.

 

Grazie per il tuo tempo Mike, vuoi lasciare un messaggio per chi leggerà questa intervista?

 

E' molto tempo che aspetto di suonare di nuovo in Italia. Ho con me una band grandiosa e una scaletta pazzesca!

It's going to be super duper!


---ENG---
 
Well Mike, presenting you as the former lead singer of White Lion doesn't do your nearly 40 year musical career justice, so I'm gonna leave it up to you. How would you re-present yourself to our readers today?

 

No, it doesn't at all. Specially since White Lion was only 7 and half years and 4 albums. And to this day I have recorded 3 Freak of Nature albums, 11 solo album and not to forget before White Lion I recorded 5 albums with my Danish band Mabel. So what I am, is a man who's life is music, a nomad that moves on to something new when he is done with something old.

 

On the one hand I know your musical roots lie heavily in folk and that in your recent works like "Maybe Tomorrow" everyone has been able to recognize heartfelt tributes to Bob Dylan, Johnny Cash, Roy Orbison, Springsteen, Tom Petty... On the other you still perform the songs of the White Lion's years as a somebody who comes in and tells a story about something that once happened. Since we are looking forward to your upcoming show in our country, we must ask: what is the song that (while performing it) makes you feel like nothing has changed from the old days and which is the one that will never sound the same again?

 

You hit the point, thank you. I am very aware that most of my fans started with White Lion and the great White Lion songs belong in my live set. The great thing is that those songs fits well with my current stuff, because the band plays the White Lion songs like if they were from my solo albums. "Trust In Yourself", will always be one of my own favorite songs, and I am positive this song will always be with me live, you could say it's like "When The Children Cry" that's always with me.

 

You recently released "This & That (But A Whole Lot More)" which is basically Collector's Box Set, a very nice Compilation with old demos from the nineties and stuff from Freak of Nature and Band of Brothers plus a DVD. How did you chose the ingredients to this very special mix?

 

It was more about saving it for a special time. I would have loved to sell a 100.000 copies. But instead made this for 1.000 of my most dedicated fans, it's a great feeling, which is why I want to share my vulnerable and intimate moments of song writing with those who have been with me for all those years.

 

As we were mentioning before, your European tour will land in Italy on the 30th of April at Legend Club in Milan. We are very happy to be able to experience great live shows from such experienced artists... especially nowadays when a lot of venues have been forced to close down due to the poor turnout at live shows. What is your opinion regarding this sort of scenario? Have you possibly seen it happening in Denmark and in the USA as well?

 

It happens everywhere. The difference with Denmark and some other countries like Holland, and France. Is that many venues get financial support from the government and not personally involved in the financial part. It makes it much different from a bar owner in Texas who's life is invested in the bar and sooner or later have to close the doors.

 

Also, we are not in the '80s anymore and there's so much more going on today but when huge festivals announce their bills, most of them looks like we are still living in the past. No matter how much we deeply love these classic bands, doesn't it feel a little bit out of time in your opinion? What can you tell us about your experience in this regard?

 

Yes, it's squeezing the lemon till there's no more lemon taste and they don't have any hair left. It's not that I have the right to say this. But personally I feel that maybe only a handfull of classic bands deliver a great performance, the rest live on the name and logo. Still from a the perspective of someone who just lives from playing music. Why wouldn't everyone not try to get all they can from it while they can.


Your previous albums "Nomad", "Museum", and "Cobblestone Street" are considered to be some kind of a trilogy. If you were to create the trilogy of your life/career, how would you split your life into chapters?

 

Introduction, learning, living it, relearning it, stand your ground.

 

I have loved the fact that you put the "When the Children Cry" version on "Cobblestone Street" as a bonus track, the acoustic one. There's a lot of people who go out and play a song and if they don't have the explosions or the big drum riser and the fireworks and stuff like that they don't feel like a band performing. What do you think is the main ingredient of a great, unforgettable performance? 
 

Everything is the song, that just the voice and guitar is enough. No fire, explosion or revolving drumriser will make a great show, if the songs are not there. Well KISS gets away with it, they just ad more and more fire, to cover for a band that should stop.

 

Lots of artists release their own biography at one point and I've been able to find yours only in Danish. It's called "Vagabond", it's written by the journalist Lars Daneskov and it tells a truthful and honest story about a guy from Vesterbro, Copenhagen. For those who aren't able to read Danish, is there a chance it will ever be available also in English?

 

Yes I have been working on an English version of it. But once again it would be limited print up just like "This and That". We'll see.

 

I know the song "Little Fighter" was written about the sinking of Greenpeace's Rainbow Warrior ship in the harbor of Auckland but it could easily have been written about the Mike Tramp's attitude:
 
"Rise again little fighter / And let the World know a reason why / Shine again little fighter / And don't let'em end the things you do"
 

Even though I think the word "Nomad" which happens to be one of your tattoos is straight on point. Which of these two angles describe you better?

 

I guess they both do and kind of go hand in hand. I grew up with a no quit attitude, it's just the way it is. But the most important part is the nomad part. To be able to move on when you're not happy with where you are at that moment. So I moved on from the '80's and the sound and look, and the same after Freak of nature, I moved on. But I have been moving on in a different way since my first solo album "Capricorn". With that album, I knew I just wanted to be ME for the rest of my life, and I have followed that. I am proud to say that all my solo albums are very close sounding, it's on purpose. When you want Mike Tramp, you should get Mike Tramp, not something else.

 

Thank you for your time. Before saying goodbye, would you please leave a message to your Italian fans and our readers?

 

I have waited a long long time to come back and play in Italia. I have a great band and a great set of songs! It's going to be super duper!



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