Marlene Kuntz (Cristiano Godano, Riccardo Tesio, Luca Bergia)
1994, Catartica. I Marlene Kuntz iniziano così il loro percorso nel panorama rock italiano, e da allora sono passati 20 anni. 2014, "Pansonica". La band decide di celebrare in un modo inusuale il proprio ventennale, "un regalo per i fan", dicono. "Pansonica", infatti, è una raccolta di sette pezzi inediti risalenti alla metà degli anni '90, composti appena dopo Catartica e mai pubblicati.
Articolo a cura di Giulia Franceschini - Pubblicata in data: 04/10/14

I Marlene sono ritornati in studio e hanno registrato questi pezzi in analogico "per rimanere fedeli, non perchè dobbiamo dimostrare di essere vintage, volevamo cercare di essere filologici" dice Cristiano. La band si è scontrata con la difficoltà di riprendere quei brani cercando di mantenere il più possibile l'intenzione che avevano avuto 25 anni prima e conservando quella stessa creatività:"volevamo solo suonarli meglio, è come se avessimo cercato di ridare vita ad una fotografia vecchia di 25 anni". Le sensazioni nel riesplorare il proprio passato sono state tante e contrastanti, tanto che alcuni brani sono stati scartati:"I brani che abbiamo scartato sono quelli che ci hanno messi in difficoltà a risuonarli. Io, per esempio, avrei dovuto ripensare qualcosa perchè la musica bene o male non si porta dietro un significato, ma quando le parole arrivano con il loro significato ingombrante... ecco in quel caso c'erano alcuni testi che avrebbero potuto mettermi in difficoltà a ricantarli", dice la voce dei Marlene Kuntz.

 

Questa difficoltà di cui si parla è in parte legata all'età, si tratta di un'altra fase della vita anche se "in realtà non ho avuto difficoltà a tornare a urlare dove c'era da urlare. Il Signor Niente è una canzone molto urlata, Donna L è una canzone molto urlata, Capello lungo ha degli urli molto forti alla fine. Questo non mi ha messo a disagio, ma ci possono essere dei testi in cui devo urlare cose che non sento più particolarmente mie, alcune di quelle cose non le scriverei più".

 

Questa ripresa di sonorità e brani delle origini è stata una sfida in particolare per Lagash (Luca Saporiti), il bassista della band entrato nella formazione nel 2007. "Bisognava avere voglia di capire che potenziale avesse il "Signor Niente". Nella versione originale si sente che non ha tiro. Ha una linea di basso che fa ridere. Ed è la stessa linea di basso che suona Lagash in questo disco. Il problema è che Lagash è un bassista esperto. Lui ha capito quello che serviva. È stato encomiabile perchè gli abbiamo dato questi provini, lui se li è suonati per conto suo ed è arrivato con le note, ma poi si trattava di reinventare un mondo. Non era solo Il Signor Niente a non essere a posto, anche Capello Lungo faceva ridere, ma adesso Capello Lungo è quasi hard rock. Le chitarre nel finale riescono a fare quello che avevamo in testa 25 anni fa, ma che non riuscivamo a riprodurre, e Lagash è un bassista esperto, lavoriamo con lui da sette anni, ormai ci si capisce."

 

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Gli anniversari sono degli ottimi momenti per tirare le fila di ciò che si è fatto. "Siamo una band onesta, non paracula, in fondo a me questa cosa piace molto", commenta Cristiano. Anche il resto della band è affine a questa definizione. È Riccardo ad approfondire questo aspetto: "Noi abbiamo cercato di fare un nostro percorso. L'artista sa cosa deve fare, non il pubblico. L'artista propone qualcosa di interessante, creativo, e il fruitore decide se gli interessa o no. Non deve essere il fruitore a decidere, così non ci sarebbe più scambio. Abbiamo cercato di seguire questo percorso, e abbiamo fatto fatica, molte volte siamo stati fortemente criticati dai fan. Questo ci feriva, soprattutto quando eravamo accusati di essere dei "venduti". Oggettivamente l'abbiamo patita molto questa cosa. Anche l'uscita di questo album può essere criticata come un rinnegare quello che abbiamo fatto, ma in realtà non è così, noi vogliamo solo festeggiare i nostri 25 anni con questo album, vuole essere un regalo gradito ai fan".

 

E i festeggiamenti sono un altro aspetto fondamentale di una celebrazione. Si "festeggerà" Pansonica con un grande tour in cui verrà suonato Catartica interamente, per una "vera immersione negli anni Novanta", "sarà una grande occasione per sentire questi brani dal vivo"

 

Dopo 25 anni di attività anche i paragoni sono inevitabili: "Quando uscimmo come band,  per i primi tre o quattro dischi, tutti ci facevano notare che c'erano dei gruppi che ci seguivano, che ci assomigliavano. Poi il nostro orecchio è diverso da quello di chi ascoltava le nostre cose. Molto spesso noi non sentivamo queste somiglianze, cosa che invece percepiva un orecchio esterno. [...] Poi i Marlene Kuntz sono diventati un po' meno cool, erano meno nominabili, erano meno da esibire con le magliette. Abbiamo intrapreso una strada che era meno identificabile e forse per il giovane non aveva così tanto appeal. Di sicuro una band come i Verdena ci ha apprezzati molto, quindi ci sta che qualcosa di nostro in loro ci sia, anche se ovviamente loro hanno preso la loro strada". Ed è nel mezzo di questa generazione in cui tutto viene valutato in base alla moda, alla tendenza del momento, che emerge la peculiarità e il vero valore della musica, che si sceglie cosa va bene e cosa no. Un po' come gli U2 che regalano il loro album a tutti gli utenti iTunes. "Loro sono stati pagati, ma l'immagine è quella della musica buttata lì così, regalata. Mi sembra che sia ora di smetterla con gli idealismi. Internet ha rotto tutto un meccansimo, ha fatto sparire una serie di lavori e di ruoli".

 

Ed ecco lo specchio del mondo musicale dei giorni nostri: dischi fisici che non hanno più valore, band che non posso contare su nessun rientro dalle vendite degli album e che devono vivere esclusivamente di live: "Il musicista esperto che ha una fanbase, al giorno d'oggi, se non ribalta i suoi modi di rapportarsi al pubblico rispetto a quelli che credeva consolidati, salta. Devi entrare in rete, devi esserci, devi capire come interpretare il pubblico. E devi fare i conti con un fatto incontestabile, e cioè che metà del tuo lavoro non è più remunerato. Quando noi facevamo i dischi prima di internet, si dedicava una parentesi di un anno a creare sapendo che, se non facevi stronzate, ottenevi un oggetto che se la gente comprava rientrava nell'investimento che avevi fatto. Ora non c'è più nessuna band, a parte forse gli U2, che beneficiano di questo con operazioni di marketing incredibili, che può parcheggiarsi un anno a fare un disco. Non esiste nessun lavoro per cui dici "per un anno non guadagno". Ma non con l'idea che facendo un buon lavoro verrai remunerato, sai già che farai un buono lavoro e che comunque non sarai remunerato. Puoi soltanto sperare che, se lo fai bene, alimenti un meccanismo attraverso questo stare nella rete nel modo più intelligente possibile, che ti permette di suonare dal vivo. Ma il problema del suonare dal vivo è che visto che nessuno ha più un business dalla vendita dei dischi, tutti vogliono suonare dal vivo, ma se tutti vogliono suonare dal vivo si ripresenta quel problema dell'eccesso di offerta rispetto a qualunque domanda".

 

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E chissà se in un contesto del genere i Marlene Kuntz sarebbero mai nati: "Io credo che se facessimo Catartica adesso non avrebbe più l'appeal che aveva all'epoca. Sono epoche, Catartica assume su di sé l'appeal di quell'epoca di cui in parte è stato artefice. C'è un concatenarsi di situazioni che non sono più riproducibili. Adesso i Marlene Kuntz non potrebbero più uscire. Dopo Catartica facemmo un tour di 120 date in tutta Italia, 120 date pagate. Dubito che questo sia possibile al giorno d'oggi".

 

Ma anche per questo album i Marlene ripartiranno in tour, come sempre senza dimenticarsi nessuno dei loro dischi passati, e senza dimenticarsi del loro pubblico, benchè sia molto cambiato rispetto agli inizi: "abbiamo perso per strada la parte intransigente, c'è stato un pregiudizio montante. Credo che ci sia gente che per partito preso abbia deciso di non starci più dietro. Ma non solo per quello, negli anni '90 il rock alternativo era di moda. Un sacco di gente veniva ai concerti perchè era interessato, ok, ma anche perchè andava di moda. La moda poi è passata e chiaramente quelli che ci seguivano 20 anni fa, magari ora hanno altro da fare. Le nuove leve ci sono, ma magari seguono altre cose, il rock è un po' meno di moda".  Ma con Catartica forse questi vecchi animi possono essere risvegliati, anche se non è l'intento principale dell'album: "Siete voi ad esservi persi qualcosa, noi stiamo andando avanti. Se questo disco vi servirà a riprenderci in considerazione ben venga, altrimenti non ce ne importa molto, siamo temprati. Non è un album che vuole dimostrare questo tipo di cose".




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