Dream Theater (John Petrucci)
Che altro si può dire, che non sia già stato detto sui Dream Theater? Sono amati, sono odiati, dopo tutti questi anni, fan e detrattori continuano a discutere sul fatto che la band newyorkese sia effettivamente la rappresentante del progressive metal e della musica tecnica... Ebbene, preferiamo mettere da parte tutte queste disquisizioni e preferiamo parlare di musica - tutto ciò che conta - con John Petrucci, focalizzandoci sul nuovo disco della band, intitolato "Dream Theater"... Buona lettura!
Articolo a cura di Alessandra Leoni - Pubblicata in data: 08/10/13
dream_theater_intervista_2013_02È piuttosto difficile non essere perplessi e scettici, quando si ha di fronte il dodicesimo album dei Dream Theater, dal titolo omonimo, con una copertina nera e un semplice logo della band - qua la nostra recensione. Un sintomo di mancanza di ispirazione e stanchezza nel trovare un titolo e una cover adatta - questo è ciò che direbbero gli eterni detrattori circa i Dream Theater, a questo giro. Dispiace dirlo, ma John circa l'album, ha un'idea diversa: " "Dream Theater" è il nostro secondo album con Mike Mangini, e in quest'album, proprio come in "A Dramatic Turn Of Events", c'è un ritorno al lato più progressive e melodico dei Dream Theater. Ci siamo sentiti molto a nostro agio e rilassati, mentre facevamo quest'album, perché questa volta avevamo Mike nella band, dopo un disco e un tour assieme - quindi, è andato tutto per il meglio". "Volevamo un album con un sound drammatico, musicalmente interessante, ovviamente, con un lato più progressive e melodico" ha aggiunto Petrucci "e la parte melodica che attira di più l'attenzione, sono le linee vocali, chiaramente. Per esempio, per le linee vocali di "The Looking Glass", mi sono seduto solamente con la mia chitarra acustica, suonando e cantando la melodia, per essere sicuro che fossero adatte, catchy e melodiche. Un modo molto spartano per scrivere parti vocali, ma ha funzionato". Inoltre, proprio come in "A Dramatic Turn Of Events", John Petrucci è il produttore di quest'album - com'è prodursi il proprio disco? "È una grandissima esperienza, c'è molto da imparare, ma occorre anche fare un passo indietro e guardare il tutto da una prospettiva più ampia... È per questo che ho scritto quella canzone ("The Bigger Picture"): devi guardare alle tue canzoni, alla tua musica con obiettività, tenendo a mente solo l'obiettivo finale e devi assicurarti che ciascun pezzo scritto abbia senso e sia interessante abbastanza. Scrivere canzoni assieme significa che ci sono molte idee, ma bisogna fare un passo indietro e scegliere, decidere quali rimangono e quali no. Bisogna essere precisi e bisogna tenere a mente quella prospettiva più ampia, tutto qua".


dream_theater_intervista_2013_05I fan italiani, sulla nostra Pagina Facebook, volevano sapere il contributo di Mangini a questo giro, al di là del suonare la batteria, è un pensiero comune (e piuttosto ovvio) che abbia avuto un ruolo più significativo nel songwriting dell'album: "Mike è stato con noi sin dall'inizio, questa volta" ha spiegato "Si è seduto con noi a parlare e a discutere circa le nostre idee, ne ha date di altre e molte, mentre scrivevamo quest'album. Tutte le parti di batteria che ci sono, vengono dalla sua testa, sono tutte sue. È un batterista molto creativo e molto sensibile - siamo stati molto fortunati ad averlo in studio sin dall'inizio". Mike Mangini ha fatto un lavoro notevole come batterista, in "Dream Theater", provando di essere raffinato e attento, con un senso del gusto che non molti batteristi possiedono, quando si tratta di musica progressive e di musica tecnica: "Ha sempre capito cosa suonare in ciascuna canzone - capiva subito quando doveva essere morbido e delicato, o quando doveva suonare aggressivo. Ha davvero brillato in quest'album, sul serio".


In quest'album, si ha come l'impressione che la band di New York abbia rivolto lo sguardo al passato, non solo nella strumentale "Enigma Machine" (l'ultima canzone strumentale era "Stream Of Consciousness" in "Train Of Thought" del 2003), ma anche con la cinematografica ouverture "False Awakening Suite" (l'ultima ouverture della band era in "Six Degrees Of Inner Turbulence"): "Volevamo provarci, volevamo qualcosa di drammatico, come detto prima, con cui aprire i nostri concerti". Addio quindi alle musiche di Hans Zimmer tratte da "Inception" e benvenuta l'ouverture della band, registrata peraltro con una vera sezione d'archi. Un altro trademark dei Dream Theater che ritorna è la classica suite - e questa volta abbiamo parlato di "Illumination Theory" e alla lecita domanda "Sapevate sin dall'inzio che "Illumination Theory" sarebbe stata lunga 20 minuti?" è arrivata la risposta: "Sì, lo sapevamo sin dall'inizio che sarebbe stata così lunga. Sapendolo, prima di mettere tutto assieme, siamo partiti ad alcune melodie e alcuni temi da sviluppare. Erano i punti di riferimento della canzone, e la parte più importante era lo sviluppo tra un punto di riferimento e l'altro".


dream_theater_intervista_2013_03Un'altra domanda da parte dei fan, che è sempre molto interessante da chiedere a uno dei chitarristi più famosi nella scena progressive metal, è quella riguardante l'equipaggiamento: "In quest'album, ho usato una JP13 Music Man Signature, che ha un suono incredibile sull'album. Ho anche usato un'altra chitarra in "The Looking Glass", chiamata Axis, ma a parte questo, ho usato solo la JP13 nel resto dell'album". Un altro aspetto interessante è il modo di John Petrucci, di suonare la chitarra acustica, molto spesso viene utilizzata per "raddoppiare" il suono pulito della chitarra elettrica: "La chitarra acustica, usata per raddoppiare quella elettrica, aggiunge una texture interessante che mi piace davvero parecchio - rende il suono più spesso e molto interessante". Sfortunatamente, però, John non suonerà la chitarra acustica come ha fatto nel tour passato su "The Silent Man" o "Beneath The Surface": "No, non penso che lo farò nel prossimo tour, è stato divertente farlo, ma in questo tour, per ora, non penso che lo farò, dato che abbiamo scelto di utilizzare di nuovo il format "An Evening With..."".


Parlando dell'imminente tour, inizierà ufficialmente a Gennaio 2014, e le date italiane confermate sono queste:


20 Gennaio 2014 @ Mediolanumforum, Milano
21 Gennaio 2014 @ Obihall, Firenze
22 Gennaio 2014 @ Palalottomatica, Roma
23 Gennaio 2014 @ Gran Teatro Geox, Padova

 

dream_theater_intervista_2013_04 


Ovviamente, John e il resto della band non vedono l'ora di venire in Italia, mentre l'ultima domanda è riservata al segreto che sta nel creare buona musica dopo tutti questi anni: "Credo che si debba semplicemente apprezzare quello che si fa, che è anche essere appassionato verso la tua musica, il tuo strumento, al di là di essere un musicista preparato. Devi anche trovare gente altrettanto appassionata, per poter ottenere una sinergia assieme, che ti permette di scrivere musica con loro".




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