Imagine Dragons (Imagine Dragons)
Tempo di importanti novità in casa Imagine Dragons. In attesa delle due date di luglio a Verona e Lucca, i quattro ragazzi americani si sono confidati ai nostri microfoni per anticiparci qualcosa del mood del loro nuovo album e della loro nuova vita.
Articolo a cura di Federico Barusolo - Pubblicata in data: 19/03/17

Anno di importanti cambiamenti per gli Imagine Dragons. Le recenti dichiarazioni del cantante della band, Dan Reynolds, avevano già fatto intendere che si trattasse di un periodo veramente positivo, e che i "demoni" della stanchezza e della depressione sembrassero definitivamente spariti. Quando il successo ti travolge in maniera così rapida e ti porta a livelli altissimi a suon di consensi, record e premi, non è certamente cosa facile da gestire. Specialmente se si parla di ragazzi giovani e probabilmente non del tutto consapevoli, in primo luogo, della mole di lavoro e responsabilità che sarebbe derivata dal loro talento. Quelli che incontriamo noi, a Milano, in una giornata quasi primaverile di metà marzo, sono effettivamente quattro ragazzi cambiati, molto più distesi ed estremamente entusiasti in vista della loro prossima nuova release.


Non appena i quattro iniziano a confidarsi ai nostri microfoni, è immediato l'entusiasmo che ci trasmettono nel parlare di questo nuovo capitolo delle loro vite. "La registrazione di questo album è andata davvero bene. Per la prima volta abbiamo avuto il tempo di andare a casa e riconnetterci con le famiglie e gli amici che non vedevamo da cinque o sei anni. Siamo stati praticamente sempre in tour, tanto che "Smoke + Mirrors" fu scritto mentre eravamo ancora in giro. Tutta questa salita vertiginosa è stata veramente troppo per noi, abbiamo perso la nostra umanità, eravamo come scimmie su un palcoscenico. Tornare a casa ci ha aiutati a vedere le cose da altri punti di vista e poter finalmente essere riconoscenti di tutto quello che ci è capitato, cosa che non riesci a fare quando sei nell'occhio del ciclone, ma che risulta molto bella quando ritrovi il tempo di scrivere in un contesto più salutare, senza scadenze o eccessiva pressione".

 

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Prova diretta dell'autenticità di queste parole è il nuovo singolo "Believer", rilasciato ad inizio febbraio. Il mood, il testo e persino il video (pubblicato pochi giorni fa) di questo nuovo pezzo riflettono lo stato d'animo rinnovato di Dan Reynolds, attraverso la definizione stessa che la parola "Believer" rappresenta per lui. "Ha avuto diversi significati per me nel corso degli anni. Inizialmente essere un "Believer" significava cercare risposte all'esterno, nell'universo, nel mondo, nella teologia... cercare risposte. Ora penso che essere un vero "Believer" voglia dire guardarsi dentro, trovare pace con se stessi e con la propria vita. Non più pretendere risposte a dilemmi esistenziali come "Perché siamo qui?" o "Cosa succede quando moriamo" ed altre cose simili, ma focalizzarsi sull'essere un buon essere umano e avere fiducia in se stessi. "Smoke + Mirrors" rappresentava una specie di crisi spirituale, rifletteva l'ansia per tutto ciò che succedeva e tutto ciò che non tornava nel mondo. Questo nuovo album sarà un punto di arrivo.". Quelle che traspaiono anche dalle altre tracce di questo lavoro sono anche nuove ispirazioni: "Questa è la prima volta in cui siamo davvero stati ispirati dall'amore. Ci è sempre sembrato un cliché nella musica e non lo abbiamo mai considerato come possibile tematica dei nostri pezzi, ma in questo caso abbiamo deciso che potesse rendere il nostro album più "colorato". Abbiamo esplorato nuovi punti di vista del concetto di amore e lo abbiamo trovato stimolante e potente.".

 

Gli Imagine Dragons sono dunque decisamente proiettati verso una nuova maturità e nuovi stimoli a livello tematico tanto da promettere anche di riservare qualche sorpresa. "In passato abbiamo scritto canzoni che sembravano muri, per il numero di tracce diverse impilate le une sulle altre. Stavolta invece abbiamo cercato di  dare più colore e positività all'album ed evidenziare il contrasto con la cupezza dei precedenti, scritti in momenti più bui della nostra vita. Ci piace decisamente attraversare i confini dettati dai generi. Ci ha sempre stimolati, anche nei primi tempi. Quando scrivemmo "Radioactive" la nostra etichetta ci disse che non sarebbe mai finita in radio a causa della sua natura così insolita e pesante rispetto al mainstream. Finì per essere il nostro pezzo più popolare. Abbiamo sempre cercato di divertirci facendo musica che avesse sempre qualcosa di nuovo e fresco e, soprattutto, abbiamo sempre cercato di essere onesti.". Wayne Sermon, chitarrista della band, aggiunge che scelte troppo comuni possono essere pericolose, "perché il range di attenzione delle persone tende a essere molto breve in questi giorni, quindi le canzoni devono avere anche un qualcosa di strano ed unico, che prenda subito l'orecchio. Dobbiamo conquistare il pubblico e così ci riusciamo.".

 

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Impossibile strappare invece qualche informazione in più riguardo a titolo e data di pubblicazione dell'album, che a detta del bassista Ben McKee non saranno rivelate nemmeno in occasione della data di Los Angeles di inizio aprile, nella quale non ci sarà molto del nuovo lavoro. Per quanto riguarda le previsioni riguardo alle potenziali nuove hit, gli Imagine Dragons esprimono incertezza: "Noi scriviamo i pezzi, che alla gente piacciano o meno è conseguenza del nostro lavoro. Non siamo così bravi a giudicare le nostre canzoni perché quando registriamo siamo così immersi nel processo da perdere la prospettiva di ciò che può spopolare o meno, siamo come dentro una scatola. Lasciamo al pubblico decidere quali saranno le hit.". Sorvoliamo sul fatto che "Believer" sia, a tutti gli effetti, già una hit.

 

Riguardo al processo compositivo Dan Reynolds ci spiega infine come non ci siano novità nell'ordine di scrittura di musica e testi: "Non ho mai scritto i testi prima della musica, perché trovo molta ispirazione nella composizione del brano. Tipicamente, parte tutto dal ritmo o da una melodia di chitarra e, da lì, i miei sentimenti riguardo al pezzo escono in modo naturale. Penso "questo mi evoca dolore" o "questo mi ispira amore", o qualsiasi cosa sia. Spesso scrivo le parole basandomi sul mood ritmico della canzone e penso che ciò sia dovuto al fatto di essere stato un batterista prima di iniziare a cantare, nella mia testa penso in maniera ritmica. Credo che "Believer" sia uno dei brani più percussivi, in cui il cantato è così veloce da rassembrare una traccia di batteria.". Ben McKee aggiunge: "il nostro approccio alla registrazione del materiale è diverso da quello di alcune band che entrano in studio e cercano di trarre ispirazione da un determinato genere o un determinato gruppo per poi costruirci l'intero album sopra. Non siamo quel tipo di band, a noi piace ascoltare musica di tutti i tipi per tutto il tempo in cui siamo in giro. Andiamo a sentire altri gruppi di diverse città, suoniamo assieme ad altri nei festival e tutto ciò fa parte delle nostre influenze in qualsiasi cosa creiamo.".

 

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Nel salutare questi ragazzi, ci rendiamo conto che le premesse per il nuovo album sono, non solo quelle di un buon lavoro, ma anche quelle di un vero e proprio punto di svolta nello stile della band e nella vita di tutti e quattro i suoi componenti. Nell'attesa che emergano maggiori dettagli, l'impatto ottenuto dal primo singolo non può che lasciare ben sperare per quello che potrebbe essere l'ennesimo grande successo in un crescendo esponenziale senza apparente fine.




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