Hell (Andy Sneap)

Avete presente il programma "Sfide", quel format italiano in cui le grandi imprese dello sport e i campioni venivano raccontati con una narrazione avvincente? Anche l'heavy metal ha i suoi eroi, le sue imprese, le sue storie a lieto fine che meritano di essere ricordate. Quella degli inglesi Hell, per esempio: una delle tante band fuoriuscite dal magma della New Wave Of British Heavy Metal, rappresentanti del suo lato più oscuro ed esoterico, un po' come gli Angelwitch o i Pagan Altar. La gavetta del combo di Nottingham era stata di quelle lunghe e finita fuori tempo massimo, a metà degli eighties: le cartucce migliori del movimento erano già state sparate, con i nomi di punta ormai impegnati a conquistare il mercato americano e le seconde linee a raccogliere le briciole. La band si era fatta un nome grazie all'attività live: i loro concerti erano contraddistinti da una forte teatralità di stampo esoterico, una caratteristica oggi molto in voga ma che all'epoca era prerogativa di poche bands (Mercyful Fate, Death SS...) e che la band ha preservato fino ad oggi. L'eco delle loro esibizioni non riusciva ad andare oltre la cerchia di appassionati locali: dopotutto Nottingham non era cool come Londra, non aveva l'incazzatura di Birmingham, né il talento operaio di Newcastle e Sheffield, tutte città fucina di numerose band britanniche.

 

Il contratto strappato alla Musoleum Records (etichetta belga, oggi rediviva che può vantare nel roster gli ex Venom, M-pire Of Evil) sembrava il coronamento di tanti anni di gavetta, il passpartout per l'uscita dall'anonimato ma due settimane prima di registrare il debutto, l'etichetta fallì e si trascinò dietro una lunga serie di sventure: il chitarrista Kev Bower lascia la band che in preda allo sconforto si sciolse subito dopo. Ad accusare il colpo fu il mastermind, Dave G. Halliday, deus ex machina e personaggio sopra le righe, autentica forza creativa e strepitoso visionario purtroppo non compreso ai tempi. Era appena trentenne quando, nel 1987, mise fine alla sua vita soffocandosi con il monossido di carbonio.

 

Quello che è successo dopo è davvero curioso. A raccontarcelo è nientemeno che Andy Sneap, uno dei migliori produttori in campo hard & heavy (parliamo di bands come Saxon, Amon Amarth, Accept, Megadeth e Testament...) che degli Hell è oggi è il chitarrista e l'erede spirituale. Al Colony Open Air sono stati uno degli act più attesi, e non hanno certo deluso le aspettative.

Articolo a cura di Luca Ciuti - Pubblicata in data: 24/09/17
21396_artisthalliday"Conosco i ragazzi della band da una vita... ho iniziato a suonare la chitarra a dodici anni, il mio insegnante dell'epoca era proprio il chitarrista della band, Dave G. Halliday. Fu lui nel 1981 a formare gli Hell assieme a Tony, Tim e Kevin Bower, che oggi sono ancora in formazione. In quegli anni andavo a vederli ogni volta che suonavano, poi la band si sciolse disgraziatamente attorno al 1986, e il senso di delusione fu tale che nessuno volle sentirne più parlare. Dave morì nel 1987 e mi lasciò ogni cosa, i suoi effetti, le chitarre, i demo inediti e soprattutto i diritti sulle canzoni, il che può sembrare strano adesso. Poi io mi sono unito ai Sabbat, ma ho sempre portato con me il ricordo di lui e di quella fantastica band".


I Sabbat, un'altra cult band di fine anni '80, sarebbe un attimo parlare della sua storia e, soprattutto, del combo che nacque dalle sue ceneri per opera di Martin Walkyier e che dette inizio al movimento folk metal. Parlare degli Skyclad richiederebbe un altro articolo (magari chissà, in futuro...), ma torniamo agli Hell:


"Tutto ebbe inizio verso il 2006, 2007... dove mi trovavo? Ah sì, negli States, mi pare in Florida e mentre stavo lavorando, ricevo un messaggio da un ragazzo di nome Tom Bower, che diceva "ehi, mio padre ti conosce". Chi è questo tizio? Pensai... "mio padre è Kev Bower degli Hell". Convenimmo che sarebbe stato bello ritrovarsi, e infatti Kev passò a trovarmi in studio tempo dopo. Quel giorno, dopo aver parlato per un po' dei tempi andati, iniziammo a provare alcuni riff, anche se lui non suonava la chitarra da vent'anni! Poi ho tirato fuori queste canzoni ormai dimenticate persino dagli ex membri, e a quel punto abbiamo capito che c'erano i presupposti per il primo capitolo in studio degli Hell. Abbiamo contattato Tony (Speakman, il bassista) e gli altri. Il resto è storia."


Già, mamma Nuclear Blast sponsorizza il primo disco degli Hell, uscito nel 2010 con il titolo di "Human Remains": i resti del titolo sono quelli di Halliday, che da lassù si gode lo spettacolo. Il suo patto col diavolo ha funzionato, il successo è enorme e la band fa subito parlare di sé, per la qualità dei brani ma soprattutto per i suoi live show, in cui assoluto protagonista è il vocalist David Bower:


"Il ruolo di Dave è fondamentale ed è parte integrante dello spettacolo: anche lui era solito frequentare i concerti della band agli inizi, inoltre è un attore professionista con anni di esperienza fra TV e teatro, è facile per lui prendere i temi della band ed enfatizzarne l'aspetto teatrale. Stare on stage con lui è davvero divertente".

 

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Se pensate che quella degli Hell sia la solita operazione revival, ossia un combo di vecchie glorie incomprese che si trova per un quarto d'ora di celebrità, siete fuori strada. La ricetta del successo è il mix di suggestioni in puro stile NWOBHM abbinate a una produzione al passo coi tempi. Avendo Andy Sneap in casa, sarebbe stato stupido non sfruttarlo:


"Ho iniziato a interessarmi alle produzioni dopo lo split con i Sabbat, all'inizio degli anni ‘90, quando iniziava a prendere piede il digitale. All'epoca vi erano band come Violence, Sanctuary, Forbidden che proponevano già un sound moderno rispetto ai tempi... Io ero solito registrare in analogico, per cui negli anni ho recuperato lo spirito di quei giorni e l'ho combinato con quello che la tecnologia offre. Con gli Hell ho provato a fare la stessa cosa".


Facciamo un passo indietro e torniamo ai Sabbat. Non tutti sanno che il debut degli Hell fu inizialmente registrato con Martin Walkyier alla voce, proprio quello di cui parlavamo prima, lo sparring partner di Sneap nei Sabbat. Corsi e ricorsi della storia:


"Martin ha cercato di fare del suo meglio all'epoca ma è davvero monotono quando canta, si sente ancora l'influenza dei Sabbat nel suo stile... il disco suonava più Sabbat che Hell, mentre noi volevamo recuperare lo spirito originale degli Hell. Gli dicemmo che la cosa non funzionava e a dir la verità lui non la prese molto bene, ma gli Hell non sono i Sabbat, che avevano un sound molto più oscuro. Diciamo che non ha approciato le composizioni nel modo giusto.."


Ma che futuro può avere una band che rinasce dal passato? Ok, c'erano i demo perduti di Halliday, ma il futuro è tutto da scrivere.


"Abbiamo un po' di idee per la testa, ma è davvero difficile riunirci visto che siamo tutti costantemente impegnati. Quest'anno terremo ancora qualche altro show, vediamo cosa succede e che aria tirerà nella band... ci sono sei-sette canzoni pronte diciamo all'ottanta per cento. Se avremo tempo ed energie le finiremo, ma lo faremo quando potremo e non credo possa succedere a breve... comunque sì, c'è un bel po' di materiale pronto, non posso dire che sarà il prossimo anno, ma in futuro potremmo fare ancora qualcosa".


Per adesso ci accontentiamo dei due strepitosi dischi ("Curse And Chapter", uscito nel 2013, è persino superiore al debutto) e della strepitosa esibizione al Colony Open Air. Aprire gli archivi, spesso, rivela gradite e inattese sorprese, e gli Hell ne sono la prova vivente.




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