Ghost (Papa Emeritus III)
Siamo all'Alcatraz di Milano e c'è già una nutrita fila in attesa di entrare e assistere al nuovo rituale dei Ghost. A noi invece è concessa una breve udienza dietro le quinte con Papa Emeritus III che ci ha raccontato qualcosa in più sulla band, sul futuro dei Ghost...e sulla sua insana passione per il prog italiano anni '70.
Articolo a cura di Isadora Troiano - Pubblicata in data: 24/04/17

Ciao e grazie di essere qui con noi. Cominciamo subito parlando del vostro Popestar Tour, come sta andando?

 

Sta andando molto bene. Questo è il tour europeo più grande e lungo che abbiamo fatto finora e sta crescendo parecchio. Per me non è ancora abbastanza ma non faccio testo, non sarò mai completamente soddisfatto. Ma stiamo andando nella direzione giusta, stiamo suonando in posti più grandi dei tour precedenti.

 

So anche che avete fatto qualche sold out.

 

Si è vero, ne siamo molto felici.

 

Ottimo. La prossima domanda riguarda il futuro dei Ghost, in particolare il prossimo album: ci sarà un nuovo album? E cosa dobbiamo aspettarci?

 

Quello che ti posso dire di certo riguarda l’uscita che sarà tra un anno circa, perché dopo questo tour andremo in Sud America e in estate andremo in Nord America per 7 settimane, quindi staremo via giugno e luglio. Comincerò a registrare non appena tornati da tutto questo, precisamente inizierò il 31 di luglio. Se tutto va bene entro la fine dell’anno l’album sarà pronto e da lì sono sempre tre mesi… quindi gennaio, febbraio, marzo e così, ad aprile ci sarà il nuovo disco.

 

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Me lo segno sull’agenda allora! Proseguiamo: il sound dei Ghost si è evoluto moltissimo in questi anni, quindi viene spontaneo chiedere quali siano state e sono ancora le vostre fonti di ispirazione.

 

Tante e molto diverse ma sai, la mela non cade mai molto lontano dall’albero. Penso ancora che con i Ghost sia sempre e comunque un mix tra l’heavy metal classico e il rock. Amerò sempre band come i Maiden o i Judas Priest ma amo anche i Queen, i Rush, gruppi di questo genere. Ma è sempre la combinazione tra hard rock, metal, perché è ovvio, molta della nostra estetica e delle tematiche della nostra musica viene da lì, oltre che dall’underground. Però c’è anche molta sensibilità pop, che ci viene da artisti come Mike Oldfield o Blondie, pop nel vero senso della parola. Moltissimo anche dalle musiche dei film…e anche dal prog. Ascolto davvero tantissimi generi musicali. E tutto questo messo insieme finisce nei Ghost. Però credo che la cosa che ci distingua da tante altre band è proprio l’impronta pop.

 

Ho letto da qualche parte che ascoltate anche molta musica italiana anni '70-'80 e vi siete ispirati ad alcune band del nostro paese. Ce ne puoi dire qualcuna?

 

Oh ce ne sono tantissime, davvero un sacco. Alcune sono molto conosciute come il Banco Del Mutuo Soccorso, PFM…Premiata Forneria Marconi (prova a dirle tutte in italiano ndr), Il Rovescio Della Medaglia…e poi ci sono Il Paese Dei Balocchi…l’ho detto bene?

 

Si…io però non li conosco!

 

Immagino che questi ultimi due non siano conosciutissimi. Poi ancora, fammi pensare…i Devil Doll, una delle mie band preferite, i Death SS, i Bulldozer…sono stato loro fan da quando avevo circa 13 anni. Poi anche i Necrodeath e ce ne sarebbero altre. Sono molto appassionato di musica italiana dall’inizio degli anni '70 in poi...ah e i Goblin, li adoro.

 

Beh, notevole devo dire. Molte delle band che hai citato le conosco appena oppure non le conosco affatto.

 

Beh il fatto è che sono anche un collezionista di dischi quindi quando ti piace un certo genere, inizi a cercare i vinili e scopri sempre nuove band.

 

Senti devo chiedertelo: com’è possibile che band del genere siano conosciute in Svezia? Molte sono sconosciute ai più anche qui in Italia.

 

Credo sia sempre per la questione collezionismo e la passione per il genere. Alcuni di loro hanno fatto solo un disco e basta. Le Orme…li conosci?

 

Sì, e sono sempre più impressionata!

 

Ma ce ne sono tante altre ancora…i Jacula, hai presente? Antonius Rex?

 

Basta, mi arrendo…davvero.

 

Ok (Ride ndr)

 

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Torniamo ai Ghost: è noto che sta per arrivare un nuovo Papa, questo vuol dire che cambierà anche l’aspetto dei Nameless Ghouls?

 

Si è così, come sempre. Questa band è sempre in costante cambiamento, cerchiamo sempre di fare qualcosa di nuovo.

 

Beh una band come i Ghost non può fare sempre la stessa cosa, sarebbe noioso.

 

Esattamente. Amo l’idea che ora siamo in aprile 2017 e faremo un certo tipo di show ma la prossima volta sarà diverso. Quindi tutti quelli che ci hanno visto prima possono stare sicuri che non vedranno ancora lo stesso show. Credo che sia una bella cosa, di creare un momento “right here right now”, perché le cose non possono mai essere le stesse per sempre. Penso che ora come ora nella musica ci siano cose che sono diventate troppo “accessibili”, lasciami dire. È importante creare qualcosa di unico, che ci sarà solo per un certo periodo di tempo. A partire da settembre 2017 cambierà tutto di nuovo, Papa Emeritus III sarà storia.

 

Però sappi che ci mancherà molto. Parlando di questo, come vi è venuta l’idea iniziale? Intendo del culto satanico, i costumi, le maschere.

 

Nel 2008, io e un mio amico, che è stato nella band nell’inizio immediato e per pochissimo, eravamo davvero solo noi, abbiamo registrato 6 canzoni, che poi sono finite su “Opus Eponymus”. Mentre stavamo registrando, lui era l’ingegnere del suono e io in pratica suonavo tutto, e stavamo parlando del progetto, ascoltando quello che avevamo registrato abbiamo sentito davvero per la prima volta i Ghost. Il nome ci è venuto in mente allora, nel 2008, ma ne discutevamo da prima. Le canzoni infatti le avevamo scritte tra il 2006 e il 2007. Ci siamo resi conto che non erano canzoni che potevano essere suonate da una band “ordinaria”. E riascoltandole ci siamo detti che era una tipo di musica simile all’heavy metal di fine anni '70, per cui abbiamo pensato ” Perché non fare una band che suona un po’ come l’heavy metal, ma anche un po' come i primi Queen e che abbia l’aspetto dei Death SS o  dei Mortuary Drape?” Sai, band che hanno un aspetto figo, però musicalmente non saranno mai da arena rock. Abbiamo cercato di combinare le due cose: una band che ha un aspetto dannatamente figo e che suoni anche allo stesso modo, con molta teatralità. È più o meno così che è andata, ne abbiamo parlato per tantissimo tempo prima di arrivare al risultato finale. E anche se nel tempo siamo cambiati penso che ci sia ancora troppo poca teatralità. Vorrei che fossimo ancora più teatrali di così.

 

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Ancora di più? Hai già in mente qualcosa?

 

Ho moltissime idee. Ho una lista ancora piuttosto lunga di cose che non abbiamo ancora fatto ma che avremmo voluto fare già dal 2008. Diciamo che siamo al 20%, forse 30% di quello che vorremmo fare.

 

C’è da dire che avete fatto tanto in un periodo di tempo relativamente breve. Pensa alle grandi band metal che sono ancora sulla cresta dell’onda, che ne so… i Metallica o gli Iron Maiden, sono band che sono sulla scena da oltre 30 anni. Ci sono pochissimi gruppi ora come ora che si sono formati meno di 10/20 anni fa e hanno davvero successo.

 

Pensa al concetto di tempo. Il nostro primo disco è uscito quasi 7 anni fa e abbiamo fatto tre dischi da allora. Se fossimo i Metallica saremmo nel 1989, se fossimo gli Iron Maiden nel 1987, con quegli album, quella musica. Già all’epoca loro erano band di grandissimo successo, suonavano nelle grandi arene. Ora le cose sono cambiate quindi con tre dischi alle spalle si è considerati una band giovane, perché si è usciti dopo un certo momento della storia della musica in cui non è più così facile essere grandi come i Metallica o i Maiden già all’inizio. A me non dispiace, ho 36 anni e non mi dispiace essere considerato un ragazzino, musicalmente. Però so che non sono così giovane. Ma le cose sono cambiate molto da 30 anni fa. Noi siamo in giro da 6 anni ma se fossimo stati negli anni ’80 saremmo stati considerati dei veterani. Ci stiamo arrivando, abbiamo tre album alle spalle, tanti concerti in varie parti del mondo. Ma non ho fretta, non mi interessa che veniamo considerati una band "neonata".

 

È una prospettiva interessante, grazie per averla condivisa con noi. Come ultima domanda, qualcosa di divertente: qual è la cosa più strana che vi è mai capitata a causa delle maschere?

 

Una cosa un po’ strana è successa quando eravamo ai Grammy’s. C’erano un sacco di controlli di sicurezza, metal detector, pass identificativi. E nei nostri c’era scritto semplicemente Nameless Ghoul per cui è stato problematico perché ci è capitato di dover entrare e che la security ci chiedesse i nostri nomi. Così quelli del nostro staff cercavano di farci entrare comunque mentre la security voleva che ci togliessimo le maschere. E c’era qualcosa come 200 persone lì, giornalisti e fotografi che ovviamente erano pronti a cogliere l’attimo. Noi li abbiamo pregati, davvero, gli dicevamo “No davvero, siamo i Ghost, chiedete a chiunque, le maschere non ce le possiamo togliere ma siamo noi, davvero” . Poi è arrivato un tizio dell’organizzazione e ci ha salvati ma è stato buffo, perché temevamo davvero che non ci facessero entrare.

 

Avete rischiato grosso. Ok direi che abbiamo finito, grazie mille per il tuo tempo.

 

Grazie a te e buon concerto.




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