Gambardellas (Mauro Gambardella)
Sulla cresta dell'interesse suscitato dal nuovo singolo "Won't Give Up", primo estratto del disco di prossima uscita, abbiamo fatto il punto della situazione, e dell'evoluzione, dei Gambardellas con il fondatore del progetto il quale guarda al futuro forte del miglior momento che la band abbia mai avuto.
Articolo a cura di Marta Scamozzi - Pubblicata in data: 15/05/17

Ciao Mauro e benvenuto su SpazioRock.it. Come va?


Alla grande, grazie!

 

Andiamo con ordine. Gambardellas è partito come one-man-band. Qual era l'idea di partenza del progetto, a quei tempi?


Dopo tanti anni, in cui avevo suonato in e per diversi progetti live e in studio, era arrivato il momento per me di esprimermi e fare qualcosa che mi rappresentasse al 100%. Non avendo molto tempo libero il progetto è nato nei ritagli di tempo, lavorando con un co-produttore (Fabio Dalè) su brani che avevo accumulato negli anni. E' stato un processo davvero divertente, senza pressione e senza alcuna pretesa. Una volta terminate le session mi sono reso conto che avevo in mano qualcosa di buono e ho deciso di trasformare questo progetto da studio in qualcosa di più concreto.

 

In che modo è cambiata la concezione del progetto, una volta entrate Glenda e Grethel?


Quando si è passati alla fase più "concreta", per l'appunto, era indispensabile avere una band in carne e ossa che potesse riprodurre dal vivo quello che si era prodotto in studio. Glenda e Grethel Frassi sono state le mie "first call": ci conoscevamo da tempo, sono delle musiciste incredibili e ci siamo trovati subito in sintonia. Da allora sono passati 4 anni e più di 100 date tra Italia ed estero: possiamo dire di essere una band a tutti gli effetti. Il sound si è amalgamato, ognuno ha apportato il proprio gusto musicale, in oltre il nostro approccio è cambiato molto dagli inizi: ora si lavora insieme e si decide insieme su tutto quello che riguarda la band.

 

Pensate che l'ambiente musicale italiano vi abbia aiutati a diventare quello che siete, oppure ostacolati?


Ti posso dire che gli ostacoli che abbiamo trovato ci hanno aiutati a diventare quello che siamo ora! Non è un segreto: suonare il nostro genere musicale cantato in inglese in Italia non è proprio una passeggiata di questi tempi. Gli spazi sono sempre meno e il grande pubblico è più attratto da altri generi al momento ma noi non ci siamo mai persi d'animo, anzi! Questo ci ha spronato a fare sempre meglio, a puntare sempre in alto e a lottare per guadagnare il nostro spazio. Siamo molto contenti di come si stanno evolvendo le cose ora.

 

Quali sono le band a cui vi ispirate maggiormente?


Domanda sempre difficile, ti posso dire che nel periodo in cui abbiamo registrato il nuovo materiale nel nostro stereo giravano parecchio: Queens Of The Stone Age, St Vincent, Royal Blood, Alt J e Jack White.

 

Parliamo ora del vostro nuovo album, in uscita quest'anno. Negli anni il sound dei Gambardellas si è evoluto, diventando più cupo e introspettivo. State seguendo la stessa onda?


Negli ultimi periodi abbiamo lavorato molto in studio. Un album è effettivamente pronto anche se non c'è ancora una data di uscita, ci stiamo lavorando. Musicalmente parlando è sicuramente il nostro lavoro più completo e maturo: ci siamo impegnati molto per ottenere un qualcosa che ci potesse soddisfare al 100%.. e siamo molto esigenti! Il sound è ancora più ricercato e ci saranno sia i pezzi più potenti sia i pezzi più morbidi che abbiamo mai scritto, sarà una vera svolta per noi.

 

Il singolo che anticipa il nuovo album è "Won't Give Up". Avete rilasciato dichiarazioni interessanti a questo proposito: lo avete definito "un vero pugno nello stomaco". Puoi parlarmene? Da cosa è stato ispirato?


Come ti dicevo in precedenza, abbiamo lavorato molto in studio e ancor prima abbiamo passato diversi mesi nella nostra sala prove per pre-produrre i brani. Quella fase è stata decisamente la più delicata e complessa, non volevamo assolutamente ripeterci. Abbiamo dovuto scardinare molti preconcetti che avevamo per spingerci oltre i nostri limiti. Per far questo ci siamo avvalsi molto della tecnologia: lavorare direttamente su un lap top ci ha consentito di sovrapporre strati su strati di layout musicali, a volte andando davvero alla cieca. "Won't Give Up" nasce da tutto questo: inizialmente quasi non ci piaceva ma alla fine si è rivelato uno dei nostri pezzi più forti.

 

Avete detto che "in fondo, il successo consiste nel passare da un fallimento all'altro senza perdere l'entusiasmo". Siete soddisfatti del percorso fatto fin ora?


Assolutamente, siamo nel miglior momento che la nostra band abbia mai visto, la collaborazione con Bagana Agency ci sta aprendo molte porte e ovviamente continuiamo a puntare a crescere.


Quali sono le vostre speranze per il futuro?


Costruirci una solida fan base in Italia e all'estero e per fare questo servirà suonare parecchio dal vivo, non vediamo l'ora! Poter arrivare e connetterci al più grande numero di persone possibile è davvero il nostro obbiettivo.

 

Vorreste lasciare un messaggio a chi vi ha supportati fino ad oggi e ai nostri lettori?


GRAZIE! Le persone che ci seguono, i nostri fan, sono davvero la linfa vitale di questa band. E' stato davvero emozionante vedere che così tante persone abbiano apprezzato il nostro nuovo singolo: ci è voluto tanto sudore per arrivare fino a qui ma la quantità di messaggi di affetto e di congratulazioni che abbiamo ricevuto negli ultimi tempi sono valsi la fatica.

 

Grazie mille per questa intervista! In bocca al lupo e a presto.


Crepi il lupo! A presto!

 




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