Flogging Molly (Nathen Maxwell)

Live band per eccellenza, i Flogging Molly sono recentemente tornati in Italia per due date. L’occasione? La pubblicazione, a sei anni da “Speed Of Darkness”, del nuovo album “Life Is Good”. Nathen Maxwell ci racconta vent’anni di Flogging Molly e la genesi di un titolo che non vuole far altro che proferire positività.

Articolo a cura di Francesco De Sandre - Pubblicata in data: 17/08/17

Welcome back Flogging Molly! Dal 2 Giugno "Life Is Good" è ascoltabile ovunque dai fan di vecchia e giovane data. Complimenti!


[Nathen] Esatto! Questa data per noi è storica, qualcosa che attendavamo da molti anni. Si tratta di un lavoro che ci ha impegnato duramente. Sono successe tante cose in questi ultimi 6 anni: assestamenti interni, l'arrivo della consapevolezza di uno spirito più potente da trasformare in musica, e questi cambiamenti sono in qualche modo raccontati nel nuovo album. Storie, interpretazioni, sentimenti che abbiamo capito, ma soprattutto tanta voglia di diffondere ciò che di più grande possediamo: la possibilità di farlo, la vita.


Stilisticamente, contenutisticamente, cosa è cambiato?


Questo è il progetto che in assoluto ci ha visti al lavoro per più tempo. Abbiamo ricercato un suono nuovo, più potente e pieno rispetto all'album precedente, ma le tracce non sono così diverse da tutte quelle pubblicate in passato. Non ci siamo mai posti il problema di creare un suono che fosse prima di tutto Pop. Il nostro intento è rimasto costante negli anni, e ora, nel 2017, siamo finalmente pronti a presentare al mondo l'evoluzione di tutto questo.


Abbiamo recensito con molte parole un "Life Is Good" in cui la retorica, la leggenda e l'immaginazione tornano protagoniste di mille avventure. Ma proprio per questo vorremmo chiederti di descrivere il nuovo album con soli tre aggettivi.


Heavy, Hopeful... Fuck! [*Ride*] Credo che così ci capiamo! Sono orgoglioso di quanto creato, e devo proprio dirlo, si tratta di un lavoro in cui la speranza è forte, in cui parliamo con forza di speranza.


A proposito di lavoro, com'è stato quello con Joe Chiccarelli (già produttore di U2, The White Stripes, Beck)?


Interessante, istruttivo, molto dinamico e sicuramente bello. È stata la prima volta per noi con produttore di questo calibro. Siamo, lo ammetto, una band difficile da gestire dal punto di vista del lavoro in studio, ma tutto sommato quanto fatto con Joe è risultato facile perché ben impostato. In una parola, un piacere.


E a proposito di registrazione, la decisione di far nascere "Life Is Good" a Dublino deve essersi rivelata vincente.


Assolutamente, si è trattato di un'esperienza magica dal primo momento. Perfettamente in coerenza coi temi dell'album, l'ambiente della città ci ha aiutati a isolarci, fisicamente e mentalmente. Poi siamo usciti, ci siamo lasciati alle spalle questo scenario perfetto per le canzoni registrate, pronti per suonarle dal vivo in tutto il mondo.

 

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Lasciando per un attimo da parte la musica, credi realisticamente nel titolo dell'album?


Che la vita sia fatta di sola positività? Life is good and bad... Dipende da che ruolo scegli di interpretare durante il tempo che ti è concesso. Il messaggio che l'album vuole comunicare è generalmente positivo: un po' di ironia non guasta mai, ed è con questo spirito che siamo entrati in studio.


Come mai i decenni passano, ma la gente rimane ancora interessata, incantata dalle evoluzioni della musica celtica?


Cultura antica, radici profonde... La musica celtica è qualcosa che proviene dalle viscere della storia, che ci connette con la natura in modo diretto e innato. Unisci tutto questo con il Punk Rock che ci piace di più, fatto in California ma ideato in tutto il mondo, e ottieni il DNA dei Flogging Molly.


Avete portato al top la tradizione celtica, ora quale potrebbe essere il prossimo livello nella vostra carriera?


Dopo vent'anni devo dire che non voglio fare altro che diffondere al massimo la nostra arte. È un privilegio poterlo fare. Stare insieme ai ragazzi, poi, non potrebbe essere più divertente. Sono certo che ci sarà da lavorare duramente, ma in fondo è quello che voglio.


Ed è ciò che più ti auguriamo. Grazie per le tue parole avvincenti.


Grazie a voi. Italia, sei parte di noi e una tappa fondamentale di ogni nostro tour: ci rivedremo presto!




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