Eclipse (Erik Mårtensson, Magnus Henriksson)
"Monumentum" riprende esattamente dove "Armageddonize" ci aveva lasciati; come un fiume in piena Mårtensson & soci continuano a sfornare meravigliosi inni corredati da suoni cristallini. Abbiamo fatto due chiacchiere con Erik e Magnus alla scoperta del nuovo lavoro e dei suoi molteplici significati.
Articolo a cura di Marilena Ferranti - Pubblicata in data: 22/03/17

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Benvenuti su SpazioRock! Devo dirvi che il titolo del nuovo album, "Monumentum", è qualcosa di abbastanza curioso da rimanere impresso nella testa di chiunque! Ecco perché ho deciso di basare ogni domanda di questa intervista sui diversi possibili significati della parola "Monumentum".
 
 
Erik: Suona molto interessante!
 

"Ricordo, prova, testimonianza" è il primo significato che ho trovato. Vorrei chiedervi qual è il vostro primo ricordo legato alla musica e qual è stata la prova più dura che avete dovuto superare durante il vostro percorso per diventare musicisti professionisti.

 

Erik: Il primo ricordo legato alla musica è quello di mio padre che faceva risuonare quel vecchio mangianastri con dell'incredibile rock'n'roll anni '50/'60... o mia madre che invece prediligeva la musica classica. Ma Chuck Berry e più tardi Angus Young sono state le vere ragioni per cui ho imbracciato la chitarra.

 

Magnus: Sono sempre stato circondato da buona musica a casa; papà era un musicista professionista... non saprei dirti il mio primo ricordo, ma la prova più dura che ricordo è stata quella di riuscire a suonare "That'll Be The Day" di Buddy Holly. Quell'intro di chitarra era qualcosa di spettacolare!

 

"Monumento, edificio, tempio, statua eretta di memoria di una persona o un evento" è il secondo significato: c'è qualche posto o opera d'arte in particolare che hanno ispirato il vostro songwriting in passato o per l'ultimo album?

 

Erik: Sono sempre ispirato da cose molto diverse, e questo può cambiare da un giorno all'altro. "Monumentum" è un vero e proprio monumento al nostro sound. Se qualcuno si stesse chiedendo quale sia, ascoltatevelo bene.

 

Magnus: Il più ovvio dei monumenti per me sarebbe la forma di una chitarra elettrica. Per me la più grande espressione di opera d'arte.

 

"Tomba, lapide" è il terzo. Per tutte le vostre release avete scelto di mettere in copertina un teschio come simbolo ricorrente; prima il teschio con le ali e la corona, poi con due chitarre e un fulmine... e in quest'ultimo album un teschio circondato da frecce. Come vi è venuta questa idea e come avete tradotto il tutto nel risultato grafico?

 

Erik: Ci piace molto l'uniformità e volevamo che il logo col teschio fosse immediatamente ascrivibile alla band. Abbiamo lavorato con Anders "Nippe" Fastader che cura gli artwork dei nostri album fin dal "Bleed & Scream" del 2012. Lui suonava il basso con John Norum (Europe) e con una celebre band svedese, i Great King Rat.

 

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"Atto, memoria, documento": se vi chiedessero di scegliere solo una delle vostre canzoni per rappresentare la vostra eredità musicale in questo mondo, quale scegliereste?

 
Erik: Probabilmente "The Downfall Of Eden" dall'ultimo album. O forse "The Storm".
 
Magnus: Concordo. Quel pezzo supererebbe il test del tempo che passa.
 

"Opera letteraria": ogni album degli Eclipse vanta meravigliose melodie, livelli altissimi di energia e messaggi potenti espressi in modo magistrale con delle lyrics davvero efficaci. ("Battlegrounds" ne è un esempio ed è la mia preferita). Qual è il messaggio principale di questo nuovo album e cosa vi ha spinto a scriverne?

 

Magnus: Il messaggio principale di questi testi penso siano riflessioni e domande sulla vita dalla prospettiva di un uomini e donne ordinari. Amore, dolore, perdita. Ci confrontiamo anche con la religione e la necessità che le persone diventino liberi pensatori. L'idea è: "Non seguite ciecamente gli altri. Createvi la vostra strada."

 

Erik: Concordo in pieno.

 

"Riconoscimento": qual è stato ad oggi il più grande traguardo raggiunto dalla band e qual è invece il riscontro (a proposito del nuovo album) che vi ha dato maggior soddisfazione?

 

Magnus: la più grande soddisfazione e traguardo credo sia che abbiamo cominciato 18 anni fa e siamo ancora qui a condividere nuovo materiale. Tutti i riscontri che abbiamo ricevuto ad oggi sono incredibilmente positivi, sia da parte dei fan che da parte della critica.

 

Erik: Ogni volta che realizzo un album penso: "Ecco, è l'ultima cosa che farò, mi sono giocato la carriera". Ma poi arrivano i primi commenti e mi sento di nuovo bene... le recensioni, ad ora, sono state pazzesche.

 

Un ultima domanda: il mese prossimo suonerete al Live Music Club in Italia, al Frontiers Rock Festival. Quali delle altre band che saliranno sul palco hanno avuto o stanno avendo una buona influenza sul vostro amore per la musica?

 

Erik: Kee Marcello è stato per me una grande influenza soprattutto per il periodo in cui ha suonato negli Europe. Ha scritto così tante canzoni meravigliose... e il suo modo di suonare è davvero "monumental"!

 

Magnus: Per me nessuno. Risposta noiosa, mi rendo conto... ma li ammiro e li rispetto tutti.

 

Vorreste lasciare un messaggio per i vostri fan italiani e per i lettori di SpazioRock?

 

Si.
Let there be light! And there was light.
Let there be sound. And there was sound.
Let there be drums. And there was drums.
Let there be guitar. And there was guitar.
LET THERE BE ROCK!!!
 
 

---ENGLISH VERSION---

 

Hi and welcome to SpazioRock.it! I must say the title of the new album is something curious enough to catch everybody's attention. This is why I have decided to relate each of the questions of this interview to all the possible meanings of the word "Monumentum".
 
 
Erik: This sounds interesting!
 

"Remember, memory, test, testimony" is the first possible set of meanings I found. So, I want to ask you what is your first memory related to music and which was the first tough test you had to face while aiming to reach the dream of becoming a professional musician.

 

Erik: The earliest memory of music must be my father playing old rock'n'roll from the 50s and 60s on an old tape recorder or my mom playing classical music. But Chuck Berry and later Angus Young made me pick up the guitar in the first place.

 

Magnus: I was always surrounded by music at home because my dad was a professional musician. I can't really tell my first memory. My first test that I really wanted to accomplish was to be able to play the intro for "That'll Be The Day" by Buddy Holly. I thought that guitar intro was so awesome!

 

"Monument, any building, temple, statue erected in memory of a person or event" is the second one, so my question is: is there any particular place or piece of art that inspired your songwriting during your career or for this latest album?

 

Erik: I'm always inspired by different things all the time and it can vary from day to day and week to week. "Monumentum" is a monument over how Eclipse sound. If someone wonders how Eclipse sounds like... listen to "Monumentum".

 

Magnus: The most obvious monument for me would be the shape of an electric guitar. That's a piece of art in my opinion.

 

"Tomb, grave" is the third one. For all your releases you have chosen a skull as recurring element of your artworks. Once it was a skull with wings and a crown, another time it was a skull with wings, two crossed guitars and a bolt. The same concept is proposed again for the latest one, this time the skull is surrounded by arrows. How did you come up with this idea and how did you choose/design them?
 

Erik: We like consistency with this band so we want the skull logo to be fully associated with Eclipse. We work close with a guy called Anders "Nippe" Fastader and he's been doing every cover art since the "Bleed & Scream" album in 2012. He used to play bass with John Norum (Europe) and with a great Swedish band called Great King Rat.

 

"Act, memorial, document": if you were asked to choose only one of your songs to represent your musical heritage in this world, which one would you select?

 

Erik: Probably "The Downfall Of Eden" out of the latest album. Or maybe "The Storm".

 

Magnus: I totally agree. I think that song will stand the test of time.
 

"Literary work": each Eclipse album is made of amazing melodies, high energy, great lyrics and strong messages ("Battlegrounds" is my favorite ever). What is the main message of this new album and what triggered you to write about it?

 

Magnus: The main messages in these lyrics I think are reflections and questions about life from the perspective of an ordinary man or woman. Love, heartache, pain, loss. We also challenge religion and urge people to be free thinkers. Don't follow others blindly. Beat your own path.

 

Erik: I fully agree.

 

"Sign of recognition": what has been the greatest achievement for Eclipse so far and what is the feedback, amongst the reactions to your newest material, that made you proud the most? (Fans messages, reviews...)

 

Magnus: The greatest achievement I think is that we started this band 18 years ago and we are still around releasing albums. All the feedbacks we've gotten so far have only been overwhelming. Both from fans and critics. 

 

Erik: Every time I deliver an album I feel like it's the last thing I will do. I fucked up the career. But the the reactions comes in and I feel better again. The reviews so far have been extraordinary.

 

One last question: next month you are going to rock the Live Music Club stage in Italy at the Frontiers Rock Festival. Which of the other bands on the bill have had the greatest influence on your love for music?

 

Erik: I think Kee Marcello has been a huge influence from the years he played in Europe. He wrote many good songs and his guitar playing is "monumental"!

 

Magnus: For me there are no specific artist on that festival that's had an impact on my musical taste. Boring answer, I know. I do however like them all and tremendous respect for all of them.

 

Do you want to leave a message for all your Italian fans and SpazioRock readers?

 

Yes.
Let there be light! And there was light.
Let there be sound. And there was sound.
Let there be drums. And there was drums.
Let there be guitar. And there was guitar.
LET THERE BE ROCK!!!



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