Earthless (Isaiah Mitchell)
Dopo ben cinque anni e una grande attesa, tornano finalmente gli Earthless: l'uscita il 16 marzo di "Black Heaven" è stata l'occasione per parlare con il leader e chitarrista Isaiah Mitchell delle curiosità e i dettagli inerenti la nuova release. Tra sound vintage, abbandoni metafisici e ricordi del passato...
Articolo a cura di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 26/03/18

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Ciao Isaiah e bentornato su SpazioRock.

"Black Heaven" rappresenta il ritorno degli Earthless in studio a cinque anni di distanza da "From The Ages". Perché i vostri fan hanno aspettato così tanto tempo per un nuovo album? E quanto a volte è necessaria una pausa per evitare di ripetersi?

 

Lavoriamo secondo il nostro ritmo, quello che ci è proprio. Vivo nel nord della California e Mike (Eginton, ndr.) e Mario (Rubalcaba, ndr.) sono di stanza a San Diego, quindi non ci riuniamo e scriviamo settimanalmente, ma lo facciamo solo quando sentiamo che è il momento giusto. Onestamente non posso credere che siano trascorsi 5 anni dal nostro ultimo album! Scusate gente!

 

Un aspetto fondamentale dei vostri dischi è la copertina: esse hanno sempre avuto un grande impatto artistico e un significato profondo. L'artwork di "Black Heaven" presenta l'immagine di numerosi occhi, tipico simbolo ricorrente nella vostra carriera. Cosa significa? E cosa puoi dirci del design vintage? Sei un ragazzo nostalgico?

 

Gli occhi sono la porta dell'anima e del cosmo. La musica è un veicolo che permette di attingere al proprio sé superiore e all'universo. L'artwork di "Black Heaven" si sposa bene con la musica. Ritengo che gli Earthless siano persone nostalgiche e non sbagli, quando guardi la copertina, se pensi all'astratto e a tutto ciò che somiglia alla provvisorietà, come il teschio. Tutti dobbiamo lasciare che il corpo e l'anima si diffondano nell'universo. Ciò è quello che sento adesso. La cover mi ricorda questo.

 

Anche il titolo è interessante. Rappresenta una sorta di ossimoro che scava nel lato oscuro della beatitudine e sottolinea il piacere della dannazione. Quale interpretazione preferisci dargli? E di chi è stata l'idea del titolo?

 

Mi piace lasciare le cose aperte all'interpretazione, quindi sentiti libero di andare fino in fondo come preferisci. Lo prendo in senso letterale: alzi gli occhi al cielo, al paradiso, e tutto è nero. Punto di vista base. Mike e Mario hanno coniato il titolo.

  earthless2018e

 

Nell'opener, "Gifted By The Wind", sembra siate appena atterrati su un deserto polveroso dallo spazio. L'elemento psichedelico è presente, ma quasi filtrato da un approccio meno evocativo. Che tipo di lavoro hai fatto sulle chitarre per ottenere questo risultato? E quanto questa canzone ti avvicina al rock desertico e a band come Fu Manchu e Orange Goblin?

 

La canzone voleva un suono semplice, un po' come i primi ZZ TOP, prodotto tramite gli amplificatori Marshall di base con un pedale overdrive Hot Cake o con un TC Electronics Spark. Abbiamo registrato nel deserto, quindi è stato divertente provare a catturarne il sound. Non credo che questo pezzo ci avvicini ai Fu Manchu o agli Orange Goblin. Pensavo agli ZZ TOP quando registravamo, è questo che occupava la mia testa, ma sono felice di essere nominato insieme a quelle band!

 

La title track è un ritorno alle vostre radici strumentali in cui Jimi Hendrix e i Led Zeppelin si scontrano in un lisergico viaggio spaziale. Come sei finito in un vortice così strabiliante? Mi sembra il frutto maturo e dorato di una straordinaria jam session...

 

Questo brano è stato modellato per un po' di tempo. Lo abbiamo limato e ora hai la versione definitiva. Molte canzoni iniziano con le mie idee, o con quelle di Mike o nascono attraverso una jam session. Questa volta credo sia stato Mike a guidarci, ci siamo soffermati sui suoi spunti e le abbiamo messe a punto un po' qua e un po' là.

 

Cosa ricordi della scena di San Diego quando hai iniziato con gli Earthless qualcosa come venti anni fa? Secondo te cosa non è cambiato e cosa deve ancora cambiare?

 

Mi è sempre piaciuta la musica che viene da San Diego. Guardando dietro a venti anni fa ricordo le feste in casa e spettacoli per tutte le età al Che Cafe. C'è sempre stata una forte comunità musicale per ciò che riesco a ricordare. L'unica cosa che è cambiata sono le nuove band che spuntano  fuori come Sacri Monti, Joy, Monarch, Harsh Toke, Petyr, Volcano; i Radio Moscow hanno messo le loro radici a San Diego ora. La scena è viva e prospera forse più che mai.

 

Qual è stata finora la collaborazione più significativa per gli Earthless? Forse quello con J. Mascis dei Dinosaur Jr.?

 

Sì, suonare con J. è stato fantastico. È la mia collaborazione preferita fino a oggi.


Hai lavorato su diversi progetti nel corso degli anni. Quanto sono stati rilevanti per il  tuo sviluppo musicale i Golden Void e la Black Elk Medicine Band?

 

Penso che i musicisti debbano suonare con il maggior numero possibile di colleghi. Da ciò apprendo molto, soprattutto dal vedere nuovi approcci al songwriting, agli arrangiamenti o alle improvvisazioni che altrimenti non potresti imparare da solo e trasformarli in diversi stili. Rende anche le cose più fresche quando si torna a un'esperienza differente. Ho bisogno di rimanere ispirato e ottengo maggiori risultati da stimoli molteplici. Non voglio logorarmi su un unico progetto.

 

Hai anche suonato nei Nebula e nei The Freeks. Di cosa hai fatto tesoro in queste due formidabili esperienze?

 

Erano tempi meravigliosi. Ho stretto magnifiche amicizie, a cui sono ancora legato oggigiorno. Poi ho suonato per la prima volta di fronte a grandi folle: quello che posso ricordare di quei momenti mi torna indietro con affetto.

 

Quanto improvvisate sul palco? Mi sembra che offriate al vostro pubblico un biglietto di sola andata per lo spazio ... 

 

Improvvisiamo parecchio quando passiamo da una parte strumentale all'altra. Gli assoli godono del medesimo trattamento. Esistono momenti in cui mi trovo decisamente immerso nello stesso viaggio dell'ascoltatore. Cerco di immaginare ciò che il pubblico vuole sentirmi suonare e faccio del mio meglio per lasciarmi andare e volare. Quando funziona è una sensazione meravigliosa.


Girerai gli Stati Uniti e l'Europa fino a giugno. C'è qualche possibilità di vedervi presto in Italia?

 

Sicuramente. Adesso non conosco il mio programma, ma io e i ragazzi non vediamo l'ora di tornare in Italia e godermi il vostro bellissimo paese e il vostro stile di vita!

 

Prima di salutarci, lasceresti un messaggio ai tuoi fan italiani e ai nostri lettori...

 

Grazie per tutto il sostegno e l'amore che ci hai dato Italia! Il fatto che vi piaccia la musica significa tutto per noi, venite ai nostri spettacoli e mostrateci allegria. Un sacco di amore dal profondo dei nostri cuori! Non vediamo l'ora di suonare per voi presto e grazie ancora!

 

---ENGLISH VERSION---

 

Hi Isaiah and welcome back to SpazioRock.

"Black Heaven" represents Earthless's return to the studio five years from "From The Ages". Why have had your fans to wait so long for a new release? And how much is a break necessary sometimes to prevent oneself from repeating himself?

 

We do everything at our own pace. I live in Northern California and Mike and Mario live in San Diego so we don't get together and write on a weekly basis but we do get together and write when we feel it's time. Honestly can't believe it's been 5 years since our last release! Sorry folks!


A fundamental aspect of your albums is the cover art: they have always had a great artistic impact and a deep meaning. "Black Heaven" artwork features so many eyes, which are a typical symbol in your career. What does it mean to you? And what can you tell us about the vintage design of the artwork? Are you a nostalgic guy?

 

Eyes are the door to the soul and universe. Music is a vehicle to get you tapped into your higher self and the universe. The artwork for "Black Heaven" goes well with the music. I think that Earthless are nostalgic people and you can't go wrong with abstract and anything that resembles impermanence like the skull. We all gotta let the body go and the soul releases into the universe. That's what I feel right now. The album art resembles this to me.


The title is interesting as well. It works out as a sort of oxymoron digging into the dark side of bliss and emphasizing the pleasure of damnation. What interpretation do you prefer to give to it? And whose was the idea of the title?

 

I like leaving things open to interpretation so feel free to go as far with it as you like. I take it on the literal: you look up at the skies, up at the heavens, and all is black. Basic viewpoint. Mike and Mario coined this one.

 

In the opener, "Gifted By The Wind", it seems you have just landed on a dusty desert from outer space. The psychedelic element is present but almost filtered by a less evocative approach. What kind of work did you do on guitars to obtain this result? And how much this song brings you closer to desert rock and to bands like Fu Manchu and Orange Goblin?

 

The song wanted a simple sound, kind of like early ZZ TOP. Played through basic Marshall amps with either a Hot Cake overdrive pedal or a TC Electronics Spark pedal. We recorded in the desert so it was fun to try and capture the sound. I'm don't think this song brings us closer to Fu Manchu or Orange Goblin personally. I'm thinking ZZ TOP when we record this so that's where my heads at but I'm happy to be named alongside those bands!

 

The title track is a come back to your instrumental roots in which Jimi Hendrix and Led Zeppelin collide in a lysergic space trip. How did you end up in such a mind-blowing vortex? This seems to me the ripe golden fruit of a blessed jam session...

 

This song has been kicking around for a while now. We cut off a lot of the fat and now you have the finalized song. A lot of songs get started my ideas, Mike has or jam sessions. This one I'm thinking Mike brought in for us to check out and we jammed on his ideas and it got tweaked a little here and there.


What do you remember of the San Diego scene when you started out with Earthless something like 20 years ago? What has never changed in your opinion and what still has to change?

 

I've always liked the music coming out of San Diego. Looking back 20 years I remember the house parties and all ages shows at the Che Cafe. There's always been a strong musical community as far as I can remember. The only that that's changed is the new bands coming out like Sacri Monti, Joy, Monarch, Harsh Toke, Petyr, Volcano; Radio Moscow has laid its roots in San Diego now. The scene is alive and thriving maybe more than ever.


What has been the most significant collaboration for the Earthless so far? Perhaps the one with J. Mascis of Dinosaur Jr.?

 

Yeah playing with J. was pretty awesome. I'll say that's my favorite collaboration to date.

 

You have worked on different projects over the years. How relevant to your development Golden Void and the Black Elk Medicine Band have been?

 

I think musicians need to play with as many other musicians as possible. That to me is where a lot of learning comes from, be it from seeing new approaches to songwriting, arranging or improvising that you wouldn't have picked up on your own and getting turned onto different styles or music. It also keeps things fresh when you return to a different project. I need to stay inspired and I get that most from different experiences. I don't want to wear out on one thing or project.


You have also played in Nebula and The Freeks. What do you treasure the most of these two formidable experiences?

 

Those were wonderful times. I made great friends I'm still close to today. First time playing in front of larger crowds. What I can remember from those times I look back fondly on.

 

How much do you improvise on stage? It seems to me you offer your audience a one way ticket to space... 

 

We improvise a good amount when leading up to the next part. Solos are improvised. There's times when I'm definitely on the same trip as the listener. I try and imagine what the audience wants to hear me play and I do my best to let go and fly. When it works it's a wonderful feeling.


You will be touring the US and Europe until June. Is there any chance to see you soon in Italy?

 

I'm sure there will be. I don't know my schedule right now but myself and the guys can't wait to get back to Italy and enjoy your beautiful country and lifestyle!


Before saying goodbye, please leave a message to your Italian fans and our readers...

 

Thanks for all the support and love you've given to us Italia! It means the world to us that you enjoy the music, come to our shows and show us a good time. Lots of love from the bottom of our hearts! We look forward to playing for you soon and thanks again for all the love and support!





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