Die! Die! Die! (Andrew Wilson)
Direttamente dall'altro capo del mondo, i neozelandesi Die! Die! Die! stanno per sbarcare in Europa per il tour promozionale del loro ultimo e conflittuale lavoro "Charm. Offensive". Ecco quanto ci ha raccontato a tal proposito il cantante della band in libera sperimentazione tra punk ed electro-rock.
Articolo a cura di Costanza Colombo - Pubblicata in data: 11/10/17

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Traduzione a cura di Stefano Torretta

 

Ciao Andrew e benvenuti su SpazioRock!

 

Grazie a voi per l'accoglienza!

 

Iniziamo partendo dal presente: come convivete con le aspettative per la pubblicazione del vostro ultimo album "Charm. Offensive"?

 

Finora abbiamo già pubblicato diversi album, però quest'ultimo è un po' diverso dal solito, sia perché sono passati diversi anni dal precedente, sia perché vi sono stati diversi cambiamenti. Non sono stato soddisfatto al 100% con il nostro precedente album "S W I M" e quindi fa piacere pubblicare un album che sento essere molto più stimolante.

 

Il primo singolo, "How Soon Is Too Soon (It's Not Vintage It's Used)", è stato pubblicato all'inizio di luglio... che tipo di risposta avete ricevuto finora da voi, in Nuova Zelanda, e nel resto del mondo?

 

La reazione ricevuta per questo singolo è stata fantastica. Ne sono rimasto sorpreso, anche perché non credevo che le persone l'avrebbero effettivamente considerata. (ride, ndr).

 

Personalmente considero quella canzone la migliore introduzione a quello che voi avete da offrire con questo album. Vi sono state altre canzoni che avete preso in considerazione in qualità di traccia iniziale?

 

È stata un'idea del nostro batterista Michael quella di utilizzare per prima quella canzone. Io invece ero del parere di utilizzare "S I N I S T E R".

 

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Il titolo dell'album ci anticipa una sorta di conflitto. Cosa si nasconde dietro questa scelta molto forte? Forse le due anime della vostra musica? Parlo del gusto punk e della modernità electro.

 

Volevamo in effetti un titolo che rappresentasse i due lati di questo disco.

 

"How Soon Is Too Soon (It's Not Vintage It's Used)" non è l'unica traccia che presenta un titolo descrittivo, lo stesso succede con "Bottlecapes And Phones (I Can't See You)" e "My Friend Has A Car He Starts With A Hammer (What Has Been Seen Can't Be Unseen)", rispettivamente le tracce numero 3 e 5. Avete mai considerato la scrittura musicale come una sorta di narrazione in musica?

 

Scrivere la musica è sempre stato per me molto terapeutico, e credo che lo sia anche per molti altri artisti, ma ciò non significa che la scrittura musicale sia direttamente collegata con eventi o problemi personali presenti in quel momento ma deve comunque avere un significato per me se devo suonare quelle canzoni notte dopo notte. Quindi, sì, considero la scrittura musicale come una sorta di narrazione.

 

Prima di concentrarci sull'aspetto musicale delle vostre canzoni, non posso non chiederti di soddisfare un'altra curiosità che ho riguardo ai vostri testi: chi è il DEMON in lettere maiuscole della nona traccia? Si tratta di una forza interiore che vi spinge nelle vostre derive elettroniche?

 

Hai centrato perfettamente il punto. Anche se vi è anche un significato più superficiale. Vivo nel centro del distretto finanziario di Auckland che non è considerata una delle più creative realtà nel mondo. Comunque di recente ho notato nell'aria una situazione insidiosa e le cose stanno cambiando rapidamente e non per il meglio. L'uso di droghe e la presenza di senzatetto attualmente sono dilaganti ed è una situazione che è peggiorata notevolmente da quando mi sono trasferito ad Auckland. La società in cui viviamo perpetua questo circolo. Vivere per strada porta all'uso di droghe e l'impennata dei prezzi delle proprietà e degli affitti rende impossibile uscire da questo circolo. Nel frattempo la società non fa altro che stare a guardare. È una situazione decisamente schifosa.

 

Ritornando a parlare dell'album, personalmente ho molto apprezzato la parte finale strumentale di "For Melody". Mi ricorda qualcosa dei My Bloody Valentine... non trovi? Quale è il messaggio che avete voluto trasmettere con questo brano?

 

"For Melody" è una canzone decisamente interessante dato che ho potuto giocare con la fonetica nel mio cantato nella canzone, passando dal dire for melody a formality che hanno un suono molto simile. La canzone parla della mia città natale che è Dunedin, Nuova Zelanda.

 

Mentre passiamo da uno stile all'altro con cui avete sperimentato nell'album, è facile individuare nei vostri testi gli elementi visivi che avete impiegato nell'immagine di copertina. Si tratta di una scelta decisamente minimale... cosa mi puoi dire al riguardo?

 

La copertina è stata realizzata da un mio amico, anche lui di Dunedin, che si chiama Harley Jones. È stato lui a scegliere le immagini all'interno dei testi prima di mettersi al lavoro sulla copertina.

 

Guardando il vostro programma del tour si nota che passerete in Europa alla fine di novembre per una data a Londra ed un'altra a Parigi, rispettivamente il 21 ed il 26... quali sono i vostri piani per quei giorni che passerete nel vecchio continente?

 

Credo che faremo 22 concerti in Europa e questa è la prima volta che suoneremo anche in Russia.

 

Avete preso in considerazione di fare un salto anche in Italia?

 

Siamo già stati in Italia alcune volte. Mi piacerebbe molto ritornarci prima o poi per una mia vacanza!

 

Ti ringrazio per questa intervista... se vuoi puoi lasciare un messaggio ai nostri lettori e vostri futuri fan!

 

Ciao italiani. Vi amo. Continuate a combattere il Sistema.

 

---ENG---

Welcome to SpazioRock Andrew!

 

Thank you so much!

 

Let's start from your present: how are you coping with the expectations for the release of your latest album "Charm.Offensive"?

 

We have released a few albums now but this album has been a bit different as it has been a few years since our last album and there has been a lot of changes. I wasn't 100% happy with the last album "S W I M" and it is nice to release an album which I think feels a lot more exciting.

 

The first single, "How Soon Is Too Soon (It`s Not Vintage It`s Used)" was release at the beginning of July... what kind of feedback have you received at home, in New Zealand, and abroad so far?

 

The response to that song has been fantastic. I was surprised as I didn't think people would care (laugh, Ed.)

 

I personally find the above mentioned opener the ideal introduction to what you guys have to offer in this album. Was there any other song you considered for this role? If so, which one?

 

It was Michael our drummer's idea to put that song first. I was wanting to put "S I N I S T E R".

 

The album title itself anticipates a sort of conflict. What is behind this strong choice? Perhaps the two souls of your music? I mean the punk flavour and the electro modernism?

 

We wanted to have a title which expressed the two sides to this record.

 

"How Soon Is Too Soon (It's Not Vintage It`s Used)" it is not the only track with a quite narrative title, the same applies for "Bottlecapes And Phones (I Can't See You)" and "My Friend Has A Car He Starts With A Hammer (What Has Been Seen Can't Be Unseen)", no. 3 and 5, respectively. Have you ever considered songwriting as a sort of storytelling in music?

 

Song writing has always been quite therapeutic for me as it is I imagine for a lot of other artists but that doesn't mean that the song writing has to be directly linked to events or issues in my life at the time but they do need to mean something to me if I am going to routinely perform them night after night. So yes I have considered songwriting as a sort of storytelling in music.

 

Before focusing into the musical aspects of your songs, I can't help asking you about another curiosity I have about your lyrics: who is the "DEMON" in capital letters in track no. 9? Perhaps is that inner force that drives your electronic drifts?

 

You are to a point correct. Though there is an outer meaning there. I live in the central business district in Auckland centre which i know isn't one of the great creative meccas of the world. However I have recently noticed an insidious nature in the air and things are changing rapidly and not for the better. Drug use and homelessness is rampant now which has dramatically increased since I moved to Auckland. The society we live in perpetuates this cycle. Homelessness coincides with drug use and soaring property prices and rent prices makes it impossible to leave the maze. All the while society just looks on and watches. It's pretty fucked up.

 

Just going backwards for a bit, I have personally enjoyed the final instrumental part of "For Melody". It reminded me something by My Bloody Valentine... am I right? And what was the message you wanted to transmit through this track?

 

"For Melody" is quite an interesting one as I can play with the phonetics while singing the song switching between saying for melody and formality as they obviously sound very alike. The song is about my hometown of Dunedin, New Zealand. 

 

As we surf among the quite diverse styles you experiment with, it is easy to recognize in your lyrics the visual elements you have selected for your artwork. It is a quite minimal choice... how would you explain it?

 

The album artwork was done by my friend another Dunedin artist called Harley Jones. He selected the images from the lyrics before deciding on the artwork.

 

According to your tour schedule, you will land in Europe at the end of November for a date in London and Paris on the 21st and 26th, respectively... what are your plans for these days spent in the Old Continent?

 

We are playing 22 shows in Europe I believe and this is the first time we will tour to Russia. 

 

Have you possibly considered a trip to Italy?

 

We have toured to Italy a few times. I would love to come back one day for a personal holiday!

 

Thank you for this interview... please leave a message to our readers and future Italian fans!


Hello people of Italy. I love you. Keep fighting the good fight.




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