Anathema (Daniel Cavanagh)
Uscirà il 9 giugno "The Optimist", l'album più dark degli ultimi anni per gli Anathema. Ne abbiamo parlato con Daniel Cavanagh, chitarrista e fondatore della band, che ci ha anche raccontato qualcosa sul prossimo tour e sulla sua carriera solista.
Articolo a cura di Mattia Schiavone - Pubblicata in data: 25/05/17

Ciao Daniel, bentornato su SpazioRock.it! Iniziamo con il nuovo album "The Optimist" che uscirà a breve. Questo disco rappresenta un'altra evoluzione per voi. È musicalmente diverso dagli ultimi tre, ma si possono trovare alcuni punti in comune, anche con alcuni vostri lavori più vecchi. Come avete affrontato il processo di scrittura per raggiungere questo risultato?

 

Dopo aver avuto qualche idea, io Vincent e John ci siamo trovati, mettendo insieme il tutto e abbiamo cambiato varie cose finchè il risultato finale non ci h soddisfatto. Abbiamo iniziato ad aprile dell'anno scorso nel nostro studio a Londra e allora non avevo assolutamente idea di come sarebbe stato il sound dell'album. Tutto il materiale che avevamo non mi sembrava di buon livello e quindi tra aprile e agosto ci siamo dati molto da fare, l'album ha preso forma, abbiamo creato le varie canzoni e buttato giù la tracklist. Ho amato quei mesi passati a lavorare sui brani, ma non saprei spiegarti nei particolari come sono nati. A partire da agosto fino a ottobre/novembre abbiamo registrato e per me è stato un periodo fantastico.

 

Parlando del concept di "The Optimist", è stato detto che è legato a "A Fine Day To Exit". Come mai avete deciso di richiamare quell'album dopo 15 anni dalla sua pubblicazione?

 

In realtà non è proprio andata così. Quando ho iniziato a pensare alla storia raccontata dall'album mi sono basato sulla title-track, che allora era già scritta. Ho immaginato il guidare di notte, la volontà di scappare e di evadere e tutte le sensazioni legate a queste cose. Quindi partendo da qui sono arrivato ad un discorso più generale del viaggio, dell'evasione, del combattere con le proprie emozioni. Parlando di queste sensazioni per tutti è facile legarlo a "A Fine Day To Exit". Non so da dove è arrivata l'idea, ma anche a Vincent e John è piaciuta subito e tutti sembrano connettersi facilmente a questa idea. Se uno guarda la copertina vede un'auto che viaggia di notte ed è per questo motivo che molti parlano di una connessione con "A Fine Day To Exit".

 

Ascoltando l'album si sente che ogni canzone è legata alle altre e secondo me sono tutte allo stesso livello. Come mai avete scelto di pubblicare "Springfield" per prima?

 

Quando abbiamo fatto l'ultimo breve tour in cui abbiamo suonato anche le canzoni nuove, "Springfield" è quella che piaceva sempre di più al pubblico. Quindi vedendo che era così tanto apprezzata abbiamo deciso di suonarla come brano di chiusura all'ultima data del tour, quando abbiamo aperto lo show degli Opeth alla Wembley Arena di Londra. Il pubblico ovviamente non la conosceva, ma a quel punto sapevamo di avere qualcosa di buono, anche perché era piaciuta tanto a tutti gli altri. Quando poi abbiamo finito l'album e la label ci ha chiesto quale canzone volessimo pubblicare per prima abbiamo scelto "Springfield" proprio perché tra le nuove era la preferita del pubblico.

 

daniel
 

Questo album presenta anche dei nuovi elementi per voi. Ad esempio "San Francisco" è un brano strumentale con una componente elettronica, mentre "Close Your Eyes" contiene influenze quasi jazz. Cosa mi puoi dire di questi due brani?

 

Innanzitutto che sono le mie preferite dell'album (ride, ndr). Avevamo la melodia di "Close Your Eyes" dal 2008 e ho sempre voluto inserire la tromba in qualche nostra canzone. Vincent ha pensato che fosse la canzone giusta per fare questo esperimento. Per quanto riguarda "San Francisco", volevo fare una canzone che risvegliasse le stesse sensazioni di un viaggio in treno, di notte, in città. Ultimamente mi sono innamorato della serie "Mr Robot" e alla fine del quinto episodio i protagonisti stanno tornando a casa in treno, con in sottofondo "Love On A Real Train" dei Tangerine Dream. Appena ho visto quella scena ho esclamato "Voglio fare una canzone come questa!" (ride, ndr) All'inizio ho fatto una versione, poi l'ho elaborata, mettendo un po' di delay sul piano e ho preso gli accordi di "Endless Ways" suonandoli in questo modo. Gli accordi sono gli stessi, ma non è facilissimo da notare perché sono in una tonalità diversa. Quindi si può dire che "San Francisco" sia stata ispirata da "Mr Robot". Per quanto riguarda "Close Your Eyes" poi il nostro produttore ha suggerito di renderla simile ad una colonna sonora, quindi abbiamo inserito anche i corni alla fine, in stile colonna sonora di "Taxi Driver". Mi piacciono molto tutte le canzoni, ma queste sono le mie preferite, insieme al finale di "Springfield".

 

Parlando del tour che inizierete a giugno, come credi che sarà l'impatto live dei nuovi brani?

 

Stiamo organizzando le cose in grande per il tour. Gli show dureranno circa due ore e durante la prima metà suoneremo tutto il nuovo album, mentre nella seconda faremo brani da "A Fine Day To Exit" e altri nostri classici.

 

Ad ottobre suonerete anche a Milano. Sei felice di tornare in Italia? Che ricordi hai dei passati show nel nostro Paese?

 

Ho una connessione molto forte con l'Italia. Una parte della mia famiglia vive da quelle parti, quindi per me è sempre bello tornarci e suonare lì. Devo anche dire che siete il pubblico che canta meglio, è sempre fantastico ascoltarvi durante i concerti. Sembra di ascoltare un vero coro, non scherzo. Mi piace molto l'idea di venire in Italia sia per lo show che per rivedere i miei parenti, ma comunque devo dire che di solito non ci penso molto, sono più concentrato sul presente. Andare in tour è molto stancante, quindi finchè non devo partire preferisco non pensarci troppo. Mi piacciono molte cose dell'andare in tour ovviamente, però è anche stressante.

 

Il concerto che avete registrato per "Universal" ha un impatto fantastico anche grazie all'orchestra. Avete in mente di fare qualche altro show con l'orchestra dal vivo in futuro?

 

Per ora non abbiamo piani a riguardo, avendolo già fatto per noi non è una priorità. Però in futuro potrebbe ricapitare, è stato fantastico, quindi ci penseremo in futuro. Anche se per ora non stiamo pensando a cose simili.

 

In carriera avete fatto anche molti tour acustici e le canzoni riescono perfettamente anche in questa versione diversa. Quando scrivete nuovi brani avete già in mente un'eventuale versione acustica?

 

Sì, le canzoni che scrivo nascono quasi sempre in versione acustica e poi le modifico e aggiungo chitarra elettrica e altro. Quando una canzone nasce è sempre al piano o alla chitarra acustica. Uso l'elettrica solo quando voglio esercitarmi, pochissime volte la uso per scrivere nuovi brani. Quando facciamo show acustici funzionano bene perché praticamente tutti i brani li ho già suonati parecchie volte in quella versione, sono nati così. Specialmente al piano.

 

danny
 

A proposito, hai fatto anche diversi show acustici da solista. Quindi ti chiedo, dopo il tour con gli Anathema hai qualche piano riguardo qualche disco o tour solista?

 

L'anno prossimo uscirà un mio album con Anneke (Van Giersbergen, ndr). È un disco shoegaze, molto molto dark. Però non ho piano riguardo a tour da solista, sarebbe carino portare questo disco in tour, ma non so se succederà. Comunque mi piacciono gli show acustici che faccio da solo, sono serate più tranquille, adoro farle e sicuramente ci sarà qualche altro tour in futuro.

 

Invece ci sarà un altro disco dei Leafblade, la band che avevi con Sean Jude?

 

No, ho lasciato i Leafblade, purtroppo sono troppo impegnato. Mi piaceva molto quel tipo di musica, Sean è un grandissimo autore, ma ha bisogno di qualcuno che si impegni molto in quel ruolo e io sono troppo occupato. Per me era diventato difficile esserci così spesso e lui si stava un po' arrabbiando per il mio essere poco presente. In ogni caso siamo ancora molto amici e amo la sua musica, è un autore veramente fenomenale. Mi piaceva molto lavorare con lui, ma non ho abbastanza tempo ed energie. Adesso ho anche una figlia, che è il centro della mia vita emozionale. Anche se a causa della musica non sono a casa spesso e non posso vederla moltissimo, amo così tanto mia figlia che occupa gran parte delle mia energie ed è diventata la mia ragione di vita. Si chiama Ariel, come la nostra canzone. Poi dal punto di vista musicale gli Anathema sono tutto per me, non ho tempo per altro.

 

In 25 anni di carriera vi siete evoluti molte volte, cambiando diversi generi e raggiungendo sempre ottimi risultati. Guardandoti indietro cosa pensi del vostro processo di evoluzione, sia nel sound che nei temi? Credi che la vostra musica sia diventata più "ottimista"?

 

Sì, lo è diventata, anche se è ironico il fatto che "The Optimist" sia il lavoro più dark degli ultimi anni. Questa comunque è una cosa buona, rappresenta il luogo in cui siamo ora e non so dove andremo a finire più avanti. Quello che mi piace è che ci stiamo liberando dalla classica formula degli Anathema che usavamo nel passato. Prima ad esempio avevamo un numero predefinito di canzoni con molta chitarra ed è pericoloso mettere la tua musica in una scatola ideale e accontentare sempre e comunque il pubblico. In poco tempo la tua musica potrebbe diventare pessima se metti le persone al di sopra della tua volontà. Se invece scrivi con il cuore, scriverai sicuramente qualcosa di nuovo che potrà comunque piacere ai fan. Quello che mi piace fare in questo momento è sorprendere i fan e le loro aspettative. Ultimamente per me è stata queste la maggiore evoluzione, ovvero liberarci dalle aspettative e fare qualcosa di diverso. All'inizio eravamo una band metal, quindi comunque sapevo che in ogni disco dovevamo usare molto le chitarre, ma questa volta non ci ho pensato. Ma in ogni caso questo è un disco molto dark. Mi piace scrivere per me stesso e quando l'abbiamo finito ho passato due mesi ad ascoltarlo da solo tutti i giorni. Quando poi verrà pubblicato non ascolterò più così tanto, sarà per il pubblico, ma mi piace molto l'idea di aver passato un anno a scrivere musica per avere poi due mesi in cui ascoltarla tutti i giorni, da solo. Tante volte mi sono perso ascoltandolo, quei momenti appartengono a me, poi lo lascio andare e dopo la pubblicazione apparterrà al pubblico. Sono davvero contento, è andato quasi tutto perfettamente (perché queste cose non vengono mai completamente perfette), è eccitante, è nuovo, ci siamo divertiti nel farlo e queste sono le cose che importano a me. Quando l'abbiamo finito mi è piaciuto molto ascoltarlo, sentire come suonava perfettamente e poi lo lascio andare. È questo che adoro del fare musica. Molti artisti non riescono ad ascoltare così tanto un loro album quando è finito, ma a me piace molto farlo. Adoro prendermi quei due mesi. Per me tutto queste cose che ti ho raccontato sono l'essenza della musica e di quello che faccio.




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