The Charm The Fury (Caroline Westendorp)
SpazioRock ha intervistato la voce degli olandesi The Charm The Fury che, con disponibilità e gentilezza, ha fugato le nostre curiosità sul processo concettuale, di scrittura e di registrazione dietro al nuovo "The Sick, Dumb & Happy".
Articolo a cura di Roberto Di Girolamo - Pubblicata in data: 29/03/17
Ciao Caroline e benvenuta su SpazioRock! Come va?
 

Alla grande, grazie! E tu?

 

Tutto bene! Parliamo del vostro nuovo album, "The Sick, Dumb & Happy". Avete detto di voler incorporare alcuni tratti che rendevano il metal interessante nei decenni precedenti. Quali sono?

 

Quando abbiamo concluso il tour di supporto a "A Shade Of My Former Self", il nostro precedente lavoro, avevamo intenzione scrivere un nuovo album, ma ormai ci sentivamo come se metalcore ci stesse stretto, perché molte band suonavano le stesse cose e non c'era nulla di nuovo all'interno del genere. Così quando è arrivato il momento di fare brainstorming sulle nuove tracce e sulla direzione da prendere, abbiamo riflettuto su ciò che ci piace di più del metal: ci sono molte band che vanno e vengono, ma ascoltiamo gruppi come Slipknot, Pantera e Metallica sin da quando siamo ragazzini. Il loro sound è ancora oggi attuale e le canzoni grandiose (migliori di quelle di delle band odierne), mentre noi avevamo scritto il precedente album con una mentalità molto ancorata alla struttura canzone, del tipo avere breakdown in determinati punti e ritornelli poppeggianti, mentre quello che le formazioni storiche e i loro classici hanno in comune sono grandi riff, qualcosa che davvero rappresenta il centro del brano, e volevamo quindi semplificare le nostre canzoni e soffermarci su un unico grande riff o una bella linea vocale , ed è questo che abbiamo preso dalle band senza tempo.

 

Questo è il vostro secondo album. Che risultato avete raggiunto con questo disco che non eravate riusciti a ottenere con "A Shade Of My Former Self"?

 

Prima di tutto abbiamo ottenuto un contratto con la Nuclear Blast, il che è grandioso! L'album è stato scritto prima di venire a contatto con loro, quindi dopo averlo completato abbiamo valutato le proposte di diverse case discografiche e sono sempre stati in cima alla nostra lista di preferenze. Avere un contratto con la Nuclear Blast è la cosa più importante che ci sia capitata fino ad oggi, insieme all'avere avere una bella serie di date durante il periodo estivo. Spero solo che potremmo fare musica in continuazione, suonare per le persone e tutto il resto.

 

Come vi siete approcciati al songwriting questa volta?

 

Il nostro batterista Mathijs è il motore creativo dietro la band e ha sempre in mente il fulcro della canzone, poi si mette a sedere con i chitarristi che lo aiutano in fase di scrittura a trovare gli accordi e i riff che ha in mente: lui costruisce la struttura del pezzo e i chitarristi inseriscono i dettagli, i riff e fraseggi. Poi quando la parte strumentale è conclusa ci focalizziamo sulle linee vocali, ed è questa una delle cose che sono state affrontate in maniera molto diversa rispetto al precedente album: ci siamo concentrati sullo scrivere un grande appiglio melodico senza avere prima il testo, buttando prima giù un bel fraseggio con semplici vocalizzi, per poi scrivere il testo della canzone solo quando credevamo di avere una buona linea melodica.

 

E infatti avete ritornelli melodici che però non sono mai melensi. Come avete raggiunto questo risultato?

 

Grazie! È stata una follia, per scrivere una sola linea vocale impiegavamo lo stesso tempo richiesto dalla scrittura di una canzone intera. Eravamo quattro o cinque persone in una stanza che fischiettavano e canticchiavano autisticamente circa cinquanta linee vocali diverse per ogni singola parte della canzone, per poi filtrarle e infine scegliere la migliore. È stato un processo davvero estenuante.

 

Adoro l'orecchiabilità della canzone "Echoes". Qual è l'idea alla base del pezzo?

 

La canzone è stata scritta dopo l'attentato a Charlie Hebdo e riflette quel periodo e quello stato mentale, perché dopo l'attacco è sorta questa discussione riguardo al fatto se fosse giusto o meno parlare liberamente, anche a costo di insultare qualcuno. Con la canzone volevamo dire che noi dovremmo esprimerci in maniera libera anche se questo dovesse infastidire altre persone, perché se perdiamo la libertà di parola e la possibilità di dire la propria opinione ad alta voce, allora è tutto perduto e vivremmo in una sorta di prigionia. Questo è il tema della canzone.

 

Il ritornello di "Blood And Salt" è da subito diventato uno dei miei preferiti. Puoi darci dei dettagli dietro la creazione del pezzo?

 

Mathijs, il batterista, aveva il riff in mente e inizialmente ho pensato "sono solo due accordi, non posso cantarci niente sopra!". Ero esitante mentre ci lavoravo su, ma poi tutto è venuto insieme grazie al riff sferico della canzone. Si tratta di un brano che ha anche una tematica molto personale: pensi che il mondo sia bello e che puoi fare quello che vuoi, come ad esempio diventare un bravo dottore, ma crescendo capisci che in realtà fa abbastanza schifo e che trovare un lavoro e pagare l'affitto o il mutuo sono vere e proprie battaglie. Parla dunque della frustrazione che si prova nella crescita.


 

Il titolo dell'album si riferisce a come le persone stiano diventando sempre più plagiate da un consumismo senza ragione e di come questo sia sempre più normale nella nostra società?

 

Sì assolutamente! È tutto lì! Ci buttiamo sul divano a guardare Netflix tutto il giorno non vedendo più i veri problemi che ci sono nel mondo, come ad esempio la guerra in Siria. Tendiamo a chiedere gli occhi e a focalizzarci sui nostri fini edonistici, vogliamo guardare la tale serie e mangiare la maggiore quantità possibile di buon cibo. I media cavalcano la cosa dandoci una prospettiva monolaterale del mondo, e preferiscono darci in pasto belle immagini di gossip e programmi tv senza cervello. È una sorta di circolo vizioso: i media ci danno questa visione unidirezionale, solo gossip e roba del tipo "compra quella crema per le mani super e diventerai una rockstar" e noi stiamo seduti lì e lasciamo che questo messaggio ci arrivi, diventando così persone senza cervello che badano solo ai nostri scopi a breve termine e che ignorano i reali problemi del mondo. Quindi come hai detto tu perdiamo la ragione e diventiamo...pecore!

 

Avere una cover art così colorata è una scelta molto interessante. Avete per caso scelto i colori accesi su un teschio che urla per mostrare l'aspetto glitterato di qualcosa che, proprio come il sistema di oggi, in realtà è marcio?

 

Sì, in realtà il teschio è la persona che ha subito il lavaggio del cervello dei media. Il metal è un genere e uno stile di vita che porta le persone a scontrarsi con il sistema ed a essere diverse, ma quello che sentivamo è che all'interno del genere tutti volevano avere la cover di colore nero o comunque scuro, mentre noi pensavamo "questo è metal, dovremmo andare controcorrente... facciamo qualcosa di completamente diverso!". Così abbiamo deciso che un artwork raffigurante un urlo sarebbe stata la nostra dichiarazione. Abbiamo trovato l'artista che si è occupato della realizzazione, Robert Sammelin, via internet e abbiamo pensato che facesse al caso nostro sin da subito. È partito dal nostro concept ed è riuscito persino a superare le nostre aspettative.

 

Ogni canzone sull'album ha questo tema di ribellione?

 

Sì, anche se preferiamo pensare all'album come a una celebrazione del metal e alle band come Metallica, Pantera e Slipknot. Non credo si possa fare nulla di interamente nuovo, perché non si può inventare qualcosa che già esiste, ma vogliamo rinnovare il metal vecchia scuola dandogli un sapore 2017.

 

Cosa puoi dirci sulla produzione? Il disco suona molto bene.

 

Anche la produzione è stata un bel grattacapo, avendo speso giorni e giorni nelle registrazioni per trovare i giusti amplificatori e le chitarre adatte ai suoni che cercavamo. Inoltre il disco è stato registrato in posti diversi: abbiamo costruito un home studio nella casa dove abitava uno dei nostri chitarristi, registrato le voci dal produttore dei Within Temptation e inciso la batteria in uno studio di registrazione. Quando il primo tecnico ha poi iniziato a mixare l'album la batteria non suonava a dovere, ed è lì che abbiamo deciso di cestinarla e riregistrarla da capo. Al momento di lavorare con il secondo mixer invece erano le chitarre a non andare bene, così anche le tracce di chitarra sono state eliminate. Poi finalmente con il terzo tecnico di missaggio, Josh Wilbur, abbiamo raggiunto il risultato che volevamo. L'intero processo è stato davvero stressante, ma abbiamo lavorato duramente con un grande team (comprendente tra gli altri anche Robert Westerholt, il fondatore dei Within Temptation) che ci ha aiutato davvero a portare il tutto a un livello più alto e a non accontentarci di nulla che non ci soddisfacesse al 100%.

 

Inizierete il tour di supporto a marzo. Siete euforici all'idea di testare le nuove canzoni dal vivo?

 

Tantissimo! Sono curiosa di vedere quello che succederà, perché credo che questo album contenga canzoni che sono molto più energiche dal vivo e che hanno molto più spazio per il pogo, per il wall of death e per il circle pit!

 

Vuoi lasciare un messaggio ai nostri lettori?

 

Spero di poter venire da voi presto, perché purtroppo durante il tour europeo non riusciremo a suonare in Italia, neanche in occasione di festival estivi. Speriamo però di venire in Italia a settembre visto che stiamo lavorando su altri tour. Poi vorrei dire che tutti dovrebbero prendere l'album anche se non vi piace una canzone o due, perché contiene una gamma così vasta di metal che penso ci sia qualcosa per ogni palato. Quindi dategli una possibilità!

 

Ottimo! Quella era l'ultima domanda. Ti ringrazio per l'intervista! Spero di vedervi dal vivo allora!

 

Sì! Grazie a te, passa una bella serata!




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