Biffy Clyro (James Johnston)

Quasi un anno dopo l'intervista fatta all'intera band, in occasione della loro esibizione all'Olimpico di Torino, abbiamo intervistato James Johnston, bassista dei Biffy Clyro, per parlare di musica dal vivo e fare il punto della situazione sui progressi del trio scozzese a seguito dell'uscita di "Opposites".

Articolo a cura di Costanza Colombo - Pubblicata in data: 12/05/14

Salve James, l'ultima volta che abbiamo parlato fu a giugno a Torino, mentre eravate in tour coi Muse, ti ricordi?


Certamente!


Dopo di che ho assistito al vostro concerto a Bologna, a dicembre. Concordi con me che sia avvenuto un cambiamento tra quelle due date?


Beh, siamo stati molto impegnati, siamo sempre al lavoro sui dischi oppure a preparare gli show. In effetti, negli ultimi mesi, sono accadute molte cose ma purtroppo a volte la memoria tira brutti scherzi e capita di confondere i ricordi. Fatti avvenuti giusto un attimo fa si invertono con quelli avvenuti tre anni prima e quindi (ride) non è semplice rispondere a questa domanda.


Una cosa però è certa: a giugno sembravate decisamente preoccupati alla prospettiva del vostro primo opening act al Leeds & Reading festival mentre quest'anno i Biffy Clyro saranno headliners di numerosi festival a livello mondiale. Come ti senti a tal riguardo?


E' una splendida sensazione, siamo tutti molto emozionati. Quello di essere il nome di spicco di questi eventi è davvero un grande onore per noi. Ovviamente, dopo le prime due esperienze del genere, inizi ad abituarti e quindi a sentirti più a tuo agio all'idea. Sai, c'è qualcosa di magico che accade quando, ai festival, inizia a scendere la sera, a farsi buio e si avverte un cambiamento nell'atmosfera. E' un enorme piacere essere l'ultima band in scaletta ed è un piacere di cui godiamo volentieri.

 

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Anche quest'anno vi esibirete in compagnia di grandi nomi del rock come i Rolling Stones e i Metallica. E' qualcosa di cui magari avevate fantasticato in passato?


Indubbiamente i Metallica e gli Stones sono di un altro livello e quello di poter suonare con loro è un gran traguardo. Credo che potremo imparare molto dal loro esempio. Inoltre quando abbiamo avuto la possibilità di conoscere di persona i Rolling Stones è stato bello vedere come, tutto sommato, siano persone alla mano.


Sempre parlando di artisti del presente, o del passato, chi ti piacerebbe avere come compagno di tour?


Devo dire che siamo stati fortunati ad aver già suonato con alcune delle mie band preferite. Ad esempio, essere in tour coi Muse è stato davvero divertente, lo stesso vale per i Queens of the Stone Age. Se tutte le sere potessimo suonare con entrambi sarebbe fantastico! Con i primi è tutto così straordinario: è come guardare un film. I Muse alzano in maniera incredibile il livello di qualità dello show mentre i secondi sono molto più rilassati, tanto da cambiare esibizione ogni sera. Poter vedere gli show di queste due band è sicuramente sempre un bello spettacolo.


Di quelli vissuti finora, quale è stato il tour che hai preferito?


Domanda difficile! Ogni volta che si è per concerti è sempre molto emozionante, l'entrare in sintonia con ogni pubblico lo è, così come il suonare a festival dove sai benissimo che i presenti non ti conoscono e stanno ascoltando la tua musica per la prima volta. Quindi è difficile limitarmi a soltanto uno o due episodi. Comunque devo ammettere che il nostro recente tour in Australia è stato una grande esperienza. E' una terra così bella, e là è come se la vita scorresse più lentamente.


Invece il mese prossimo tornerete in Italia per il concerto del 2 giugno al Rock in Idro (Bologna). L'impressione è che ormai i Biffy Clyro siano molto apprezzati nel nostro paese, sei d'accordo?


E' sempre un piacere venire in Italia perché il vostro è un pubblico generoso ed espansivo. Quel che intendo è che, quando si diverte al tuo concerto, trova il modo di esternarlo. Non c'è timidezza. Comunque si, abbiamo piacevolmente notato che ogni volta il pubblico si fa sempre più numeroso. Capita di riconoscere volti ormai familiari ed è bello perché dimostra che le persone desiderano tornare a sentire la nostra musica.


biffyclyro_intervista_2014_03Quale è il miglior ricordo che hai dei fans italiani?


Sicuramente la generosità di cui ti parlavo poco fa. Ci viene sempre riservato il trattamento che si dedica agli ospiti graditi. Non c'è una volta che si torni a casa a mani vuote (che si tratti di una bottiglia di vino della loro zona o di formaggio).


Volendo parlare della vostra prossima uscita, ovvero della raccolta di B-sides, "Similarities", cosa puoi anticiparci a riguardo?


Diciamo che, quando si lavora ad un album, si cerca di creare qualcosa che abbia una certa coesione, una sorta di flusso comune, e le B-sides invece, almeno inizialmente, non vi appartengono, così vengono accantonate perché rappresentano qualcosa che non riesci a collocare. I brani che costituiscono "Similarities" sono diversi da quelli contenuti in "Opposites", anche nel sound. Penso che si possa dire che questo sia più ruvido ma immagino/spero che sia qualcosa che verrà comunque apprezzato.


Tornando a parlare di altri artisti, immagina che il tuo telefono stia per squillare da un momento all'altro e sia qualcuno che ti sta chiamando per una jam session. Di chi vorresti che si trattasse?


I primi due nomi che mi vengono in mente sono Geddy Lee dei Rush, che reputo uno dei migliori bassisti in circolazione, e Kim Tayil, il chitarrista dei Soundgarden.


E in questo periodo che musica stai ascoltando?


Recentemente ho avuto modo di ascoltare il disco dei Weatherbox, che credo non sia ancora uscito ma che consiglio a tutti per quando sarà disponibile: ne vale davvero la pena! Oltre a loro ho ascoltato una band scozzese chiamata Young Fathers. Sinceramente spero che, una volta che saremo rientrati a casa, avrò la possibilità di andare a vedere qualche concerto!


Infine, che cosa possiamo aspettarci dal futuro dei Biffy Clyro?


Stiamo lavorando alacremente su dei nuovi pezzi ma, dato che questo è stato un anno a dir poco impegnativo, inizieremo a registrare ufficialmente soltanto l'anno prossimo.


Grazie! Vuoi aggiungere qualcosa?


Sì, non vediamo l'ora di tornare in Italia. Se volete portare altre persone ai nostri concerti, fate pure, siete i benvenuti!




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