Avatarium (Marcus Jidell)
In previsione dell'uscita del terzo album in studio "Hurricanes And Halos" il 26 maggio via Nuclear Blast, abbiamo scambiato due chiacchiere con Marcus Jidell, chitarrista e compositore degli Avatarium
Articolo a cura di Pamela Piccolo - Pubblicata in data: 18/05/17
Ciao Marcus e benvenuto su SpazioRock! Come stai?
 
Ciao, sto bene, sono attualmente in Polonia in tour con i Soen, quindi on the road. Sono molto impegnato al momento, ma di buon umore.
 
Gli Avatarium stanno per rilasciare il loro terzo album “Hurricanes And Halos” via Nuclear Blast. Vorresti introdurci il disco?
 
Stiamo continuando quello che abbiamo iniziato con il primo e il secondo album e con gli EP. Facciamo musica che ci piace e non ci importa di quel che la gente può pensare. Così abbiamo iniziato e così continuiamo. Quando abbiamo formato la band pensavamo avremmo rilasciato almeno cinquecento vinili e che sarebbe stato tutto lì, ma una grande etichetta ha voluto scritturarci e abbiamo potuto fare quello che amiamo, ossia esplorare le emozioni, gli angoli oscuri sia del nostro sound che del genere umano, ma anche portare i nostri sentimenti positivi a illuminare l’oscurità. Penso che il nuovo album abbia ancora molto di ciò e lo amo. La differenza che può esserci è di canzoni più fluenti rispetto ad altre, non sono molto doom, hanno bensì più swing e groove.
 
avatarium
 
Avete lavorato alla produzione dell’album registrando e mixando in collaborazione con David Castillo, mentre avete affidato a Jens Bogren le parti di masterizzazione del disco. Gli Avatarium, Castillo e Bogren sono un grande team. Quando hai pensato di costruirlo? Come è stato lavorare con loro?
 
È stato bello, sono ragazzi molto talentuosi. David è un ottimo tecnico e ingegnere del suono, Jens Borgren si è occupato dei mastering. Hanno un grande studio, molto professionale e con gente meravigliosa. Gli Avatarium dettano le regole, io ne produco la musica, sono il capo e prendo le decisioni perché voglio che le canzoni suonino come Avatarium e non che suonino come un qualcosa a cui altri non stanno lavorando. È stato fantastico lavorare con loro, hanno fatto un lavoro incredibile per me che sono l'unico a prendere le decisioni importanti sugli arrangiamenti e nella produzione. Sai, hai sempre bisogno di lavorare con grandi persone, perché nessuno può fare tutto da solo. È una bella squadra.
 
Ognuno ha il suo ruolo...
 
Si, sono grato e felice di avere lavorato con persone di talento e dedite a ciò che fanno. È una cosa meravigliosa, ma anche l’unico modo per farlo, in caso contrario non ha senso. Sono molto felice con il mix, devo dire che lo considero sorprendente.
 
Con “Hurricanes And Halos” sembra che tu abbia raggiunto un’evoluzione personale che ti ha condotto a ciò che sei oggi, sia a livello musicale che emozionale. Sei d’accordo?
 
Sì, pensa a quello che abbiamo fatto come Avatarium in ogni album e allo stile che abbiamo raggiunto sempre più. È come un viaggio, un viaggio musicale, un viaggio emozionale. Hai bisogno di evolvere e migliorare come musicista e come persona. Hai bisogno di indossare gli angoli bui e altre personalità e vibrazioni. Se non hai paura di affrontare ciò e tenti di migliorare a livello personale allora puoi riversarlo nella musica e anche la musica migliora. Penso tu capisca quello che sto dicendo. Quindi, il fatto per noi è che abbiamo bisogno di progredire, di migliorare, di continuare a fare nuovi album. Non vogliamo che ogni album suoni come il precedente, non mi piace ripetermi. Gli Avatarium non sono quel tipo di band. Noi proviamo ed esploriamo cose nuove e cerchiamo di raggiungere obiettivi sempre più alti nella musica. Penso che ogni album che ascolti sia sempre meglio. Amo allo stesso modo il primo disco, ma non rifarei mai quell’album. Lo abbiamo fatto una volta, giusto? Sono molto felice del nuovo album.
 
Descriveresti in dettaglio il processo di scrittura di “Hurricane And Halos”?
 
Ha avuto inizio quando siamo entrati nello studio di Bogren a Glen Doll. Leif ci ha mostrato le sue canzoni, io ho mostrato le mie e tutti hanno imparato e registrato grossomodo le canzoni. Abbiamo suonato molto approssimativamente i riff e registrato il tutto; abbiamo messo insieme le canzoni con Pro Tools e sono andato a casa ad ascoltarle. Tutta la band era coinvolta nel processo sin dal principio. Per registrare e tornare a casa ad ascoltare e mettere insieme gli arrangiamenti, i testi, qualsiasi cosa, siamo andati in sala prove e abbiamo provato per tre, quattro settimane, non lo so, per un po'. Ero nel frattempo soddisfatto degli arrangiamenti che abbiamo registrato. Abbiamo continuato a registrare altri arrangiamenti, naturalmente. Molte delle registrazioni erano live in studio. Anche alcune parti vocali erano live. Penso tu possa sentirlo se ascolti l'album, è molto fluido.
 
Sì, ho ascoltato il disco e mi piace molto la voce di Jennie-Ann, sembra eterea…
 
È veramente fantastica, riesce sempre a sorprenderci. Quando inizia a cantare una canzone finisce sempre per essere differente da quello che ci aspettavamo all’inizio. È molto seria in quello che fa, è estremamente emozionale, lo puoi sentire dal modo in cui canta.
 
Qual è la tua canzone preferita dell’album?
 
Oh, penso che al momento possa essere “Road To Jerusalem”. Mi piace molto perché ha un sapore molto psichedelico e rilassante. È carino includerlo ogni tanto nel sound degli Avatarium. Mi piace la metafora con le parole “cercare di trovare la salvezza”. Gerusalemme è naturalmente metafora della salvezza. È cercare di trovare il proprio cammino, scegliere il buono nella vita e fare il bene, ma è molto facile cadere. Non sei mai sicuro sulla strada per Gerusalemme. Mi piace molto anche “Medusa Child”, è una bella canzone con un grande testo. Se escludi qualcuno come in “Medusa Child”, dove questo qualcuno vuole giocare ed essere parte degli altri bambini con cui gioca ma non è voluta, diventa matta. È una canzone sull'escludere le persone e su cosa succede quando lo fai, un altro importante tema. 
 
Gli Avatarium sono un progetto artistico creato dal bassista dei Candlemass Leif Edling. Stava lavorando su un paio di canzoni sulle quali, in veste di amico, hai offerto il tuo aiuto. È iniziata in questo modo la tua collaborazione in ambito musicale con Edling?
 
Sì, è iniziata quando stavo suonando in alcuni concerti dei Candlemass, così ci siamo conosciuti. Qualche mese dopo mi ha chiamato e abbiamo iniziato. Siamo davvero ottimi amici ora e parliamo moltissimo ogni settimana, considerando che facciamo molta musica insieme. E' come un mentore per me. Ha cambiato davvero molto il mio modo di pensare a come scrivere e arrangiare la musica. È molto importante per me. 
 
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Qual è stato il momento in cui hai realizzato che saresti andato più in profondità con Leif e avresti formato una band con lui?
 
È stato quando abbiamo registrato “Moonhorse” con Jennie-Ann. Quando abbiamo ascoltato la sua voce è stato “Wow! Questo è qualcosa che non ho mai sentito prima. È unico, estremamente bello. Continuiamo!”.  Ero bloccato al momento, lo ricordo totalmente perché lei cantava in un modo che non avevo mai sentito nella musica rock, quindi è la grande ragione su cui si basa tutto. È anche una fantastica musicista, ha fatto molti degli arrangiamenti e un sacco di cose. È forse la migliore musicista della band. È estremamente talentuosa. 
 
Leif è il principale compositore dei testi degli Avatarium o Jennie-Ann, ad esempio, contribuisce alla sessione di scrittura? 
 
Leif è il compositore principale, ma io e Jennie-Ann in particolar modo, ma anche il resto della band, ci occupiamo degli arrangiamenti e della produzione. Quindi io e Leif scriviamo la musica, Jennie-Ann scrive la musica... Ci sono più probabilità di avere più canzoni per il prossimo album.
 
Ognuno ha il proprio ruolo nella band o gestite tutto insieme come una famiglia?
 
No, penso che ognuno abbia il proprio ruolo. Una volta avevo una brutta personalità accentratrice, che non faceva bene alla band e ora è molto importante per me. Ma hai anche bisogno di indicare la direzione in cui la band vuole andare, altrimenti si impazzisce. Tutti hanno il proprio ruolo e io tengo le redini del cavallo. È come se fossi il capitano della nave e ho davvero bisogno di tutti. Diventa tutto estremamente noioso quando una sola persona prende tutte le decisioni, questa tipologia di band è noiosa. La musica è fatta di persone che si incontrano e fanno musica e altre cose insieme. Questa è la miglior cosa che puoi fare, l'avere bisogno di suonare musica insieme. Puoi suonare acustico, con un quartetto d'archi, non importa, è lo stesso per me. Sai di cosa parlo? 
 
Sì, e sono d'accordo con ogni tua parola. Quali sono i tuoi piani per l’imminente futuro? Avete già pianificato un tour europeo di supporto alla nuova release? 
 
Sì, stiamo pianificando un tour speriamo a settembre. Abbiamo un'agenzia di booking che ci sta lavorando, abbiamo diverse opzioni ma dobbiamo farle funzionare. Vogliamo davvero andare in tour, sicuramente. È quando le band danno il meglio di sé: live. 
 
I vostri fan italiani avranno la possibilità di vedervi dal vivo?
 
Sì, sono fiducioso! Lo spero davvero. Mi sembra che non abbiamo mai suonato in Italia, quindi dobbiamo per forza venire. 
 
Grazie Marcus, era l’ultima domanda. Vuoi lasciare un messaggio ai tuoi fan italiani e ai lettori di SpazioRock?
 
Spero vi possa davvero piacere l'album e di poter venire presto a suonare in Italia.



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