Arch Enemy (Alissa White-Gluz; Michael Amott; Jeff Loomis; Sharlee D'Angelo; Daniel Erlandsson)
La band al completo ci parla di "Will To Power", nuovo esplosivo capitolo firmato Arch Enemy, e si lascia prendere da un imprevedibile slancio di creatività e ispirazione proprio davanti ai nostri microfoni.
Articolo a cura di Giulia Franceschini - Pubblicata in data: 09/09/17
Ciao Arch Enemy! Sono contenta di avervi qui al completo! Come state? Il tour vi ha tenuti impegnati per gran parte dell'estate e non è ancora finita...
 

Michael: Sta andando tutto benissimo. Prima di ripartire con il tour estivo ci siamo presi qualche mese di pausa, abbiamo ripreso con un paio di festival e poi abbiamo passato l'estate a prenderci un po' di caldo in giro per l'Europa, anche qui in Italia. E sì, sta andando molto bene.

 

Sharlee: Sì, abbiamo anche fatto molta promozione al disco durante l'estate, siamo stati a Londra per tre giorni e poi a Parigi per altri due, in Germania altri due giorni, tutto ciò mentre avevamo anche qualche data. è stato impegnativo, avevamo molte scadenze da rispettare, molto lavoro, ma è stato un nuovo inizio, sai, nuovo album, nuovo tutto. Direi che sono stati dei mesi impegnativi, ma davvero soddisfacenti.

 

Il vostro decimo album "Will To Power" è uscito l'8 settembre. Si tratta del primo album con questa formazione al completo, una combinazione che vi mette a disposizione un'enorme quantità di talento. Com'è stata questa prima esperienza insieme?

 

Michael: Ci siamo trovati molto bene anche perchè siamo stati prima in tour insieme per un bel po'. Non sembrava neanche una cosa così tanto nuova. Anche se era la prima volta insieme in studio, ormai ci conosciamo da anni.

 

Jeff: Sì, anche per me è stato lo stesso. Sono stato preso dai miei progetti per un po' di tempo, poi ho ricevuto la telefonata di Mike, due anni e mezzo fa, in cui mi chiedeva di entrare a far parte della band. Per me è stato un bellissimo momento, perchè pensavo che la mia attività live fosse accantonata. Per me è stato come ricevere una seconda opportunità, e sono molto felice di come stiano andando le cose.

 

Vorrei parlare un attimo del duo chitarristico Amott-Loomis, uno dei più talentuosi in circolazione, direi. Avete incontrato delle difficoltà nel trovare un equilibrio tra i vostri ruoli e le vostre parti? E Jeff, qual è stato il tuo contributo al risultato finale delle canzoni?

 

Michael: La cosa è sempre stata così, a me viene in mente un'idea e poi vado da Daniel, che mi aiuta a svilupparla. Daniel non suona solo la batteria, improvvisiamo molto noi due, è una parte molto importante del nostro lavoro, creiamo così. Poi ovviamente ognuno interviene e porta le proprie opinioni. La mia relazione con Jeff, l'equlibrio tra noi due è davvero buono. Ho sempre scritto io la maggior parte del materiale per la band, ma allo stesso tempo ho sempre avuto dei co-autori. In passato era mio fratello, ovviamente, poi ho iniziato a lavorare tantissimo con Daniel.

 

Penso che Daniel sia..

 

Michael: Bello (ride NdR)

 

Certo, ma parte quello, penso anche che sia il leader nascosto della band, ne ha sempre fatto parte, a partire dall'inizio. Qual è il suo apporto all'armonia nel gruppo?

 

Michael: Senza Daniel gli Arch Enemy non esisterebbero. Mi affido a lui per tantissime cose. Questa è la mia band, il mio progetto, la mia idea, almeno lo era all'inizio, adesso è nostro. Senza Daniel tanta della nostra musica non avrebbe nemmeno preso vita. La gente non si rende conto di questo, perchè lo vedono solo dietro alla batteria, non si rendono conto di quanto sia importante la sua presenza nella band. Ovviamente non può andare in giro per il palco correndo, è diverso per lui. Poi suona anche la chitarra, in alcune demo le ha registrate lui. Si occupa di un sacco di cose burocratiche, tiene da conto tutti i documenti, le grafiche e cose del genere. Daniel è il nostro gatekeeper (ridono NdR). Ognuno di noi ha il proprio ruolo nella band. Sharlee si occupa delle scalette, seleziona i brani che protiamo dal vivo in ogni città. Ognuno di noi ha delle responsabilità ben definite nella band.

 

Ok, passiamo a "Will To Power". Suona molto Arch Enemy, ma si sente anche qualche accenno di sperimentazione, si percepiscono dei suoni nuovi. Quali diresti che siano le differenze tra questo disco e i precedenti?

 

Michael: Non saprei, per me ogni disco ha la propria identità, ogni album ha la propria atmosfera.

 

Alissa: Anche quando stavamo facendo promozione per "War Eternal" e sentivamo le opinioni della stampa ci dicevano che questo disco era sperimentale, e infatti non avevamo mai fatto canzoni come "Time Is Black". Penso che con "Will To Power" sia successa la stessa cosa ma in misura maggiore. Sai, se vogliamo fare del classico death metal, lo facciamo. Se vogliamo fare qualcosa di più sperimentale facciamo anche quello.

 

Michael: Sì, dare un giudizio su "Will To Power" adesso è un po' difficile perchè non ho molta prospettiva, mi ci sento ancora troppo vicino. L'ultima volta che l'ho ascoltato, però, ho sentito quanto fossimo sicuri di noi. Ha un suono più aperto, arioso. Amo anche "War Eternal", è un disco bellissimo, solo più cupo, ma insomma li amo entrambi. Quando esce un nuovo album tutti si aspettano che io dica qualcosa su quello precedente, ma li amo entrambi! (Ride NdR) Non dirò cose come "questo è il miglior album di sempre", ma solo perchè non lo so, non ho ancora il distacco giusto per dirlo.

 

Alissa: Sì, molto spesso gli artisti dicono che l'ultima uscita è quella migliore, ma perchè è l'album con cui in quel momento si sentono più vicini.

  
 
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Pensate che questo disco sia un po' la prova del consolidamento della nuova era con Alissa e Jeff?
 

Michael: Non pensiamo molto a questo genere di cose quando componiamo. Scrivere musica è qualcosa che ci viene naturale, è un flusso. Quando io e Daniel ci mettiamo a scrivere non diciamo mai no a nessuna idea, proviamo sempre a lavorare su tutto. Non ci limitiamo in nessun modo, poi continuiamo a girare intorno a queste idee, riscriviamo, ci lavoriamo su, dopodiché sì che iniziamo a scegliere, magari escludiamo canzoni che sono più o meno nella stessa direzione di altre, scegliamo quelle che sono degne di stare su un album. Il processo è questo, non pensiamo ad altro. Non iniziamo con un concetto, ma prima con la musica.

 

Alissa: Sono d'accordo con lui, non penso di aver mai scritto una canzone per dire tipo "Ehi sono qui, ci sono anche io!". Non penso a questo tipo di cose, non è questo il motivo per cui faccio musica. Scrivo i testi e cerco di renderli nel disco nel modo migliore possibile. Non è mai qualcosa di autobiografico, o qualcosa che parla espressamente della condizione della band in un certo momento, sarebbe una cosa strana per me.

 

Sharlee: "We're Arch Enemy tararara" (canta e tutti ridono NdR)

 

Michael: Vedi, ogni idea è da tenere in considerazione.

 

(Sharlee inizia a soffiare in una bottiglia NdR)

 

Michael: Modulazione, anche questo è molto importante.

 

(Sharlee continua a soffiare in una bottiglia e Alissa canta NdR)

 

Dopo aver lasciato il ruolo di cantante, Angela ha continuato a far parte della band, ma in quanto manager. Pensi che questo abbia portato dei vantaggi alla band?

 

Michael: Angela ha iniziato a lavorare in quel ruolo dal 2008, quindi era sia in tour con noi come cantante che come manager. Ora si può concentrare di più su quello. Penso che sia la combinazione perfetta, è stata parte della band, ci conosce molto bene, è stata anche dalla parte dell'artista, quindi sa cosa fare e cosa no. Non è quel tipo di manager che sta seduto in ufficio e che analizza dati. Lei è stata anche in mezzo a noi come artista, sa quello che fa.

 

Cosa pensa del nuovo disco?

 

Michael: Le piace molto, è soddisfatta come noi.

 

Il nord Europa, soprattutto la Scandinavia, è sempre stato la culla di molte ottime band metal. Quale pensi che sia la differenza tra voi e la nuovissima generazione?

 

Michael: Se penso alla scena death della metà degli anni Novanta, era molto più cupa.

 

Sharlee: Penso che noi avessimo molte meno distrazioni, o cose da fare, quando eravamo piccoli, quando abbiamo iniziato. Mettere su una band è una delle poche cose che puoi fare oltre a giocare a calcio o a basket. Mentre oggi c'è molto di più da fare.

 

Michael: Quando abbiamo iniziato il metal era metal, non c'era nessuna influenza da parte della cultura pop, era una cosa isolata, molto più pura. Ora la tendenza è quella di mischiare i generi, molte barriere sono state abbattute. Non so se sia un bene o un male, so solo che io cerco di mantenere la mia musica pura. Ci sono band che amano mischiare i generi e le influenze, e da quel punto di vista penso che gli Arch Enemy siano una band più pura. Ad alcuni piace utilizzare suoni sintetici o cose del genere, allo stesso tempo il metal è diventato qualcosa che viene utilizzato a fini estetici nell'underground.

 

Alissa: Penso che questo dipenda dal fatto che il metal ora è qualcosa di più conosciuto grazie a Internet. Tante volte viene anche utilizzato in modo ironico, che per me è ancora qualcosa di molto strano (ride NdR)

 

Michael: Noi vogliamo solo essere fedeli a noi stessi, fare quello che ci piace, avere dei valori, indipendentemente dal fatto che alla gente piaccia o no.

 

Il prossimo 17 gennaio sarete di passaggio in Italia per un'unica data all'Alcatraz di Milano. Volete dire qualcosa ai vostri fan italiani e ai nostri lettori?

 

Michael: Sì, il tour sarà lunghissimo e ci sarà spazio anche per l'Italia ovviamente.

 

Alissa: Grazie per il supporto, è sempre bello venire a suonare da voi. Spero che l'album vi piaccia tanto quanto piace a noi. Vogliamo sapere cosa ne pensate!

 

Grazie per il vostro tempo!




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