Beast In Black (Anton Kabanen)
E' uscito ieri "Berserker", album d'esordio dei Beast In Black, nuova creatura di Anton Kabanen dopo lo split con i Battle Beast. In attesa di nuovi appuntamenti dopo la cancellazione delle date a supporto dei W.A.S.P., tra cui le due italiane, ecco cosa ci ha raccontato il batterista sulla nascita della band, del disco e di molto altro.
Articolo a cura di Mattia Schiavone - Pubblicata in data: 04/11/17

Ciao Anton! Bentornato su SpazioRock! Per prima cosa ti va di raccontarci come sono nati i Beast In Black?

 

L'idea è arrivata nel 2015, quando mi sono reso conto che non sarei rimasto ancora a lungo nei Battle Beast. Per questo ho iniziato a pensare a cosa fare dopo e ho deciso di continuare la strada dell'heavy metal, con lo stesso stile. Mi piace scrivere diversi tipi di musica, ma il metal mi dà più libertà, posso creare canzoni e fare cose diverse in questo modo. Ho trovato i membri della band molto in fretta perché sono tutti miei amici. Ho conosciuto Yannis nel 2014, ci siamo sempre tenuti in contatto e l'anno dopo quando l'ho incontrato abbiamo parlato di questo progetto. Kasperi lo conosco da molto più tempo, ma non parlavamo spesso prima di iniziare a lavorare insieme. È stato il primo chitarrista che ho contattato e ha accettato subito. Con il bassista Maté ci siamo fatti un favore a vicenda, perché nella sua band (i Wisdom) serviva un chitarrista, quindi ho suonato con loro e successivamente lui si è unito ai Beast In Black. Il batterista Sami invece è un vecchio amico e in passato mi aveva scritto dicendo che gli sarebbe piaciuto suonare con me, quindi l'ho contattato.

 

Il vostro album di debutto "Berserker" ha diverse influenze dall'heavy metal più classico, ma è anche presente un sound moderno. Da questo punto di vista come ti sei approcciato al processo di scrittura?

 

Il processo è stato molto simile a quando ho lavorato su album precedenti, con i Battle Beast. Ho una specie di catalogo con tutte le canzoni che scrivo e che metto da parte. Quando devo fare un nuovo album scrivo nuova musica ma riascolto anche tutti i pezzi precedenti e scelgo quelle che mi sembrano migliori per il momento e il contesto. In un album non voglio che ci siano canzoni molto simili tra di loro, ma comunque non devono neanche essere troppo diverse. Dopo averne scelte venti o trenta le faccio ascoltare al resto della band, perché voglio avere l'opinione di tutti. In questo modo scegliamo quali mettere nell'album e ci lavoriamo su. Comunque sulla maggior parte dei brani eravamo d'accordo. I testi invece riflettono la mia vita e tutto quello che mi è successo, non solo riguardo i Battle Beast, anche più in generale. Altri invece sono ispirati al manga "Berserk", che adoro. In tutti gli album a cui ho lavorato ci sono sempre dei pezzi ispirati a "Berserk", mi piace continuare a scrivere cose a riguardo.

 

E oltre a "Berserk" c'è qualche altro manga di cui sei appassionato?

 

Mi è capitato di leggere qualcosa, ma sono appassionato in questo modo solo di "Berserk". Però adoro guardare un sacco di anime degli anni '70, '80 e '90, è uno dei miei hobby.



beastinblackband

Invece parlando dei brani, la canzone che mi ha sorpreso di più è "Crazy, Mad, Insane", per via delle forti influenze synth pop. Cosa puoi raccontarci della sua genesi?

 

Per questo pezzo mi sono ispirato a "Future Brain" di Den Harrow. In realtà non è la prima volta che scrivo una canzone simile, già in "Unholy Savior" dei Battle Beast c'è "Touch In The Night" che ha forti influenze synth pop. Mi ricordo che allora molte persone sono rimaste quasi shockate da quel pezzo e un mio caro amico mi aveva detto "Anton, cosa diavolo stai facendo?!" [ride, NdR]. La verità è che ho sempre amato questo tipo di musica e ho deciso di ripetere l'esperimento perché alla fine in quel caso la canzone era piaciuta molto alla gente. Spero che anche questa verrà apprezzata, ma comunque voglio continuare la tradizione di inserire un brano simile nei prossimi album. Anche gli altri ragazzi amano la musica anni '80, credo che siano stati gli anni migliori per ogni genere, soprattutto dal punto di vista delle melodie.

 

L'unica ballata nell'album è "Ghost In The Rain". Ti piace scrivere questo tipo di canzoni?

 

Sì, assolutamente. Soprattutto nell'ultimo periodo ho scritto tantissime ballate, mentre all'inizio della mia carriera ero più orientato su brani veloci o mid-tempo. Per me è anche difficile doverne mettere solo una nell'album, vorrei che ce ne fossero molte di più, ma non sarebbe una grande idea in un album metal. Magari un'eccezione sarebbe fare un concept album incentrato su pezzi più lenti. Ma in questo caso volevamo dare alla gente un vero album metal. Comunque amo le ballate, che tu ci creda o no la mia canzone preferita è "My Heart Will Go On" di Celine Dion.

 

Tra poco avreste dovuto suonare in Italia e invece, per ragiorni contrattuali, avete annullato le date a supporto coi W.A.S.P... Passando ad argomenti più lieti... Hai qualche ricordo particolare delle tue passate esibizioni nel nostro paese?

 

Una delle cose più sorprendenti è successa con i Battle Beast nel 2012, quando eravamo in tour con i Nightwish a Milano. Dopo il nostro show sono tornato nel backstage e quando sono andati loro sul palco e hanno iniziato a suonare ho sentito un boato dal pubblico veramente assurdo. Ricordo perfettamente questa cosa, è stato incredibile. Detto questo, per quando torneremo a suonare lì ci aspettiamo di fare festa insieme al pubblico perché siete molto estroversi e non avete paura di mostrare le vostre emozioni e tutta la vostra passione. Adoro questo lato del vostro carattere, credo che qui in Finlandia in generale le persone siano troppo chiuse. Bisognerebbe sorridere di più.

 

antonkabanen 

 

A proposito dei Nightwish, oltre ad esserci stato in tour insieme con i Battle Beast, il primo show dei Beast In Black è stato sempre con loro. Inoltre Tuomas Holopainen ha anche speso ottime parole per "Berserker". Qual è il tuo rapporto con loro?

 

Li ho incontrati per la prima volta nel 2012 e da allora dopo il tour insieme siamo rimasti in contatto, anche con la crew. Per me è stato sorprendente sentire Tuomas parlare così bene dell'album e gliene sono molto grato.

 

Ok, Anton, questa era l'ultima domanda, grazie mille per il tuo tempo. Vuoi lasciare un messaggio ai vostri fan italiani?

 

Vi auguro il meglio e spero di avere presto una nuova possibilità per vedervi dal vivo.




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