Angra (Fabio Lione)
Per celebrare degnamente il ritorno degli Angra, che grazie alla pubblicazione del loro nuovo album “Secret Garden” sembrano finalmente aver interrotto il prolungato digiuno da inediti nel quale avevano lasciato i loro fan per la bellezza di ben quattro anni, abbiamo raggiunto un sempre disponibile Fabio Lione per indagare lo stato della band e i retroscena sul nuovo album.
Articolo a cura di Stefano Torretta - Pubblicata in data: 30/01/15

“Secret Garden” è il tuo primo disco con gli Angra, ma sono comunque ben due anni che collabori con loro. Dopo la 70,000 Tons Of Metal ed il tour in Sud America vi è stato un momento preciso nel quale sei diventato in cantante ufficiale degli Angra o si è trattato di un processo naturale che vi ha portato dallo suonare insieme all’incidere il nuovo album?



Beh, sicuramente quando abbiamo realizzato il DVD "Angels Cry - 20th Anniversary Tour" a Sao Paulo, un concerto pazzesco durato più di tre ore con ospiti come Tarja, Uli, Familia Lima, tante sorprese insomma. Quella serata ha probabilmente sancito la nostra unione dopo diverse date fatte assieme. Alla fine dopo 2 anni e le esperienze messe a frutto tutti assieme era naturale pensare ad un nuovo cd in studio e continuare questa avventura insieme.


Come vi siete organizzati al momento della scrittura dei singoli brani? Quanto sei riuscito a portare di tuo all’interno del processo creativo?



Guarda, possiamo dire che il 70% del lavoro a livello compositivo lo abbiamo fatto insieme a Ilhabela (un’isola in Brasile), dove io e i ragazzi della band abbiamo trascorso 2 settimane,  scambiandoci idee, ascoltando e scrivendo. Abbiamo praticamente vissuto queste due settimane in una casa sull'isola, portando avanti il lavoro, che poi è stato finalizzato in Svezia con Jens.
La cosa che mi è piaciuta di questo lavoro è che ognuno ha portato del suo, ed è stato un bel lavoro di team. Il mio apporto è stato di idee, melodie e linee vocali per circa 5/6 brani e una parte del testo di “Storm of Emotion” (le cui parole sono state scritte da me, Felipe Andreoli e Rafael Bittencourt). 



Oltre a te anche Bruno Valverde è un nuovo, ottimo innesto nella band. Le innovazioni stilistiche e la maggiore varietà nei pezzi sono farina del vostro sacco o anche gli altri componenti della band avevano già in mente di muoversi in questa direzione?



La direzione musicale dell'album era una cosa che tutta la band aveva ben chiara in mente. Volevamo un lavoro che suonasse fresco, moderno, con un sound maturo e che nella sua totalità avesse una varietà stilistica che non annoiasse l'ascoltatore. Bruno si è rivelato un ottimo ragazzo e batterista ed ha messo del suo come tutti nel cd. Il fatto che personalmente apprezzo molto certe soluzioni un po' progressive e che gli altri della band apprezzano a loro volta, beh, ci ha portati probabilmente a scrivere un cd un po' più progressive del solito.



Intitolare il brano d’apertura “Newborn Me” ha una qualche valenza autobiografica per la band?


In realtà, è il brano con cui il concept che Rafael ha pensato, inizia. In pratica puoi ascoltare una piccola intro, il quale altro non è che un incidente stradale, dove il protagonista (uno scienziato) perde la moglie. Ma sicuramente questo titolo "Newborn Me" ha pure un'altra valenza, essendo il primo brano di un nuovo cd, dopo 4 anni di silenzio, quindi una nuova era per la band.



Sul disco è possibile ascoltare, oltre a te, anche le ottime prove vocali di Doro Pesch, di Rafael Bittencourt e di Simone Simons. Quanto credi che ne abbia guadagnato l’abum da questo poter presentare differenti timbri vocali?



In questa maniera abbiamo mantenuto una certa varietà non solo musicale ma anche vocale e sicuramente l'album risulta scorrevole e non annoia. Le partecipazioni di Doro e Simone, poi, oltre ad essere molto gradite, in quanto amiche della band, hanno anche una valenza ulteriore (Simone per esempio nella canzone “Secret Garden” in pratica recita il ruolo della moglie del protagonista che parla con lui, in qualche maniera, dopo la morte). Interessante anche il duetto tra Rafael e Doro nella canzone “Crushing Room”,  dove credo che le due voci si sposino molto bene assieme. Per quanto riguarda Rafael, lui ha sempre esternato il desiderio di cantare e in questo nuovo lavoro gli abbiamo lasciato uno spazio tutto suo, credo abbia fatto un ottimo lavoro (siamo stati 9 giorni assieme in Svezia in cui abbiamo ascoltato e inciso le parti ed è stata una bella esperienza anche grazie al buon feeling con il produttore).



“Crushing Room” è un pezzo estremamente coinvolgente. L’accoppiata Rafael / Doro ha fatto miracoli. Cosa ci puoi raccontare di questo interesse che Rafael sembra aver trovato da quando ci sei tu nel partecipare anche come cantante? È un qualcosa di nuovo o c’è sempre stato ma prima con Matos e Falaschi non ha mai potuto esternarlo?


Si, come già detto prima, Rafael ha sempre voluto cantare e questa volta la band ha deciso di lasciargli un suo spazio, cosa che poi, anche ai fini pratici non è trascurabile. Se per esempio, la band dovesse fare un semplice show acustico in radio di 10 minuti, beh, non dovrebbero pagare un volo per me dall'Europa e Rafael potrebbe fare i suoi brani. Come già detto in precedenza credo che i due timbri vocali di Doro e di Rafael stiano molto bene assieme e nella canzone in oggetto il risultato è stato molto buono.

 

 

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“Secret Garden” sembra essere il miglior disco degli Angra da un decennio a questa parte e di certo rivaleggia con i loro migliori parti artistici, riuscendo a mescolare il vecchio con il nuovo, senza però suonare troppo pomposo od artefatto. Veramente un ottimo risultato. Quando vi siete messi a lavorare sui nuovi pezzi, vi era tensione o paura di come avrebbero risposto i fan?

 



In realtà avevamo in mente quello che volevamo e sapevamo che quello a cui la band era chiamata non era proprio una passeggiata (insomma la band esiste da molti anni ed ha molti lavori ben fatti e riusciti alle spalle..), alla fine abbiamo naturalmente scritto quello che ci piaceva e che potesse rappresentare gli Angra nel 2015. La qualità, la produzione, la varietà stilistica presente nel cd, sì, sono sicuro possa piacere a tutti i fans della band.



La tua prova vocale sul disco è come sempre eccellente, ma sembra che tu sia riuscito a spingerti ancora un po’ più in là, raggiungendo nuovi livelli, soprattutto sulle tonalità più basse. Rispetto a Matos e Falaschi, come pensi che sia il tuo approccio alla proposta musica degli Angra? Si era accumulata un po’ di ruggine visti i lunghi tempi intercorsi tra la scrittura del precedente “Acqua” e del nuovo album?



A dire il vero mi sono trovato molto bene con i ragazzi e credo che il mio approccio vocale sia indubbiamente più vario e versatile, se paragonato a quello dei miei predecessori. Parlare di tonalità "basse" in una band come Angra mi fa' un po' sorridere, nel senso che ci sarebbe almeno un’ottava, se non più nei bassi, che potrei esplorare ma non è mai richiesta (cosa peraltro abbastanza comune in una band metal, dove di solito si cerca sempre di cantare e raggiungere note sempre più alte tralasciando espressività, emozione ed è per questo che la maggior parte delle voci alla fine si assomigliano un po' tutte). Personalmente ho cercato di dare un taglio vario e incisivo, non perdendo di vista il mio stile e dando alla band quello che, a parer mio, era necessario. Devo dire che sia Matos che Falaschi si sono dimostrati negli anni ottimi cantanti e compositori. Matos probabilmente più "unico" e personale ma entrambi molto bravi. Per quanto riguarda il lasso di tempo trascorso tra il precedente "Acqua" ed il nuovo lavoro credo ci fosse bisogno di un po' di aria fresca ed idee chiare e nuove. I nuovi innesti si sono rivelati azzeccati (non dimentichiamo che Bruno ha solo 24 anni ed è un batterista molto dotato e un’ottima persona). Sono passati praticamente oltre 4 anni tra i due cd e ricevere critiche molto positive e recensioni ottime riguardo la nostra nuova fatica non può che renderci felici.



Parlando della produzione dell’album, come è stato collaborare con un mostro sacro come Jens Borgren?



Un’ottima esperienza. Devo dire che sono rimasto molto sorpreso, in realtà ho cantato le mie parti in 5 giorni e sono rimasto altri 4 ad ascoltare Rafael, consigliarlo e discutere con lui. Il rapporto con Jens è stato ottimo. Come se ci conoscessimo da anni e sicuramente la band ha scelto la persona adatta per produrre il nuovo lavoro. Tutti nella band sono rimasti soddisfatti e lui è riuscito a dare esattamente il sound che avevamo in mente per l'album. 

 

Pensi che le migliaia di chilometri che separano te dagli altri componenti degli Angra siano un problema, non tanto nell’ottica della realizzazione di un album, ma in quella di attività più piccole e frequenti, come per esempio le apparizioni pubblicitarie?



Può essere alle volte, difatti l'idea di far cantare qualche brano a Rafael è dovuta anche a questo aspetto. In questa maniera la band può effettuare piccoli show acustici o per radio, anche senza di me. Rafael può magari cantare uno o due brani "suoi", ma in generale il problema non è così grande. Kiko vive in USA, io in Europa e gli altri in Brasile, di sicuro non ci troviamo ogni settimana a far prove, ma la cosa è comunque gestibile e se siamo riusciti a non aver mai problemi in due anni, non credo ne avremo in futuro.

 

Cosa avete in programma sotto l’aspetto delle esibizioni dal vivo? È prevista qualche data in Italia?



Al momento stiamo fissando poco a poco le date che faranno parte del tour di "Secret Garden": abbiamo Sud-America, Giappone, Stati Uniti (ProPower Festival) ed Europa. Sto personalmente curando alcune date live della band in Italia per questa estate; date che andranno ad aggiungersi al Wacken. Spero di poter portare a termine almeno 4 date in suolo Italico entro breve. Al momento ti posso confermare Agglutination Festival del grande Gerardo, mio caro amico, e indubbiamente miglior festival del sud-Italia.

 


Tra Vision Divine, Rhapsody Of Fire ed Angra immagino ti rimanga ben poco tempo libero. Come riesci a coniugare gli impegni di questi tre importanti nomi?



In realtà la cosa non è impossibile. Il 2014 è stato un anno in cui qualche "miracolo" in effetti l'ho fatto. Ma credo di poter tranquillamente gestire al meglio le bands che amo e per cui ho dato buona parte della mia vita. Stiamo comunque parlando di gruppi che conosco e con cui collaboro  da molti anni e alla fine faccio ciò che mi piace, quindi qualche "salto mortale" lo si fa' volentieri alle volte.

 


Come vedono gli Angra il proprio futuro? Più roseo di come se lo aspettavano anche solo pochi anni fa?

 

Certamente. Dopo alcuni anni incerti, la band ha una line up ottima, un gran nuovo cd all'attivo, molte date in arrivo a supporto del nuovo lavoro. Insomma, siamo motivati e abbiamo sicuramente molta più forza ed energia adesso. Molto dipenderà anche da questo anno e dai passi successivi che la band deciderà di fare. Ma se il buon giorno si vede dal mattino, abbiamo un futuro più roseo e la band si è assestata nella giusta maniera. Al momento ci dedicheremo a supportare a dovere il nuovo cd, pianificare e discutere nuove idee.



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