Alteria (Alteria)
È la stessa Alteria a raccontarci, con estrema naturalezza e sensibilità, il percorso che l’ha condotta alla realizzazione del nuovo album, il primo in italiano “La vertigine prima di saltare”, in uscita il 6 ottobre. Le sue parole ci accompagneranno in un viaggio tra note ed esperienze di vita.
Articolo a cura di Laura Faccenda - Pubblicata in data: 05/10/17

Ciao Alteria e benvenuta su Spaziorock.it. Partiamo dalla grande novità, il nuovo album "La Vertigine Prima Di Saltare", tutto in italiano. Come è sviluppato il processo creativo in questo lavoro?

 

Ciao ragazzi e grazie mille a voi per lo spazio che mi state dedicando. Dopo "enCORE", il mio precedente disco in inglese e tutte la date fatte in giro per l'Italia, ho sentito la voglia di mettermi in gioco con qualcosa di nuovo. Questa voglia è maturata con il tempo: durante gli ultimi live di "enCORE" ho avvertito da parte mia un vero e proprio sforzo di "mimare" ciò che cantavo in inglese nel tentativo di farmi capire il più possibile e quindi alla fine ho capito che la soluzione non poteva che essere l'italiano. A differenza dei lavori precedenti ho messo davanti le parole e la melodia, ho ricercato la forma canzone e quindi molti brani sono nati proprio dalle linee vocali o da un'idea di testo per poi venir vestita dalla musica.

 

Parlando della sensazione di vertigine, l'hai percepita più all'inizio di questo percorso o emerge maggiormente ora che l'album sta per uscire?

 

Direi che è una sensazione abbastanza costante negli ultimi 2 anni. L'ho percepita fortissimo quando mi sono trovata davanti alla scelta "Si, ok, questo disco lo farò in italiano", una volta iniziato non si torna indietro. L'ho percepita ascoltando i primi tentavi, i primi provini: all'inizio era diffidente di me stessa, qualcosa non mi convinceva. In realtà era la paura che stava in agguato. Quando poi ho iniziato a trovare il mio modo di raccontarmi in italiano, la paura ha lasciato spazio all'adrenalina di fare ricerca e di andare avanti. Vertigine presente anche ora, forse più che mai, sapendo che molte persone che mi seguono da tempo si troveranno di sicuro spiazzate di fronte a questa novità, ma sono assolutamente convinta che se una cosa è sincera e sentita non può che arrivare in maniera positiva.

 

Come in un libro, la prima traccia si chiama "Premessa". Si sta aprendo un nuovo capitolo della tua vita?

 

Assolutamente sì. Premessa racconta, cosi come farebbe l'introduzione di un libro, i miei intenti e il mio stato d'animo nell'affrontare questo nuovo album.

 

Nella canzone "Peccato", che segna un punto di raccordo fra il tuo passato musicale e il presente cantautoriale, si sottolinea il tema della colpa appunto. Quanto è importante imparare a perdonarsi?

 

È fondamentale. Rimanere vittima delle proprie colpe o dei propri sensi di colpa, che spesso poi mostrifichiamo all'ennesima potenza, ci paralizza, ci toglie la capacità di reagire. Non ti nego che ho vissuto questa sensazione e, per fortuna, ho trovato ancora una volta nella musica la possibilità di esorcizzare i miei fantasmi, di ragionare sui miei pensieri, tirandoli fuori dalla testa, scrivendoli, nero su bianco. Se poi si trova la forza di cantare certe ferite... è come se quelli canzoni prendessero vita.

 

Dal punto di vista strumentale, questo è un album molto eterogeneo: su uno sfondo tipicamente rock si mescolano sperimentazioni elettroniche. Ciò è dovuto a qualche precisa influenza musicale?

 

È eterogeneo perchè i miei ascolti negli anni si sono di sicuro allargati e in maniera naturale è arrivata la voglia di sperimentare. Ho ascoltanto tanto i Radiohead, Bjork ma anche molti cantautori che mi hanno rapita con le loro parole, da Dalla a Nicolò Fabi. Chiaramente nei miei ascolti ci sono realtà rock, più rock, come i Nothing But Thieves, band recente che ha come punto di forza le melodie. Tutto questo ha sedimentato in me, mescolato ed elaborato che le mie idee, sensazioni, stati d'umore e il risultato è questo nuovo disco.

 

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Il brano acustico "Diventare Chi Sei" è sicuramente il più intimo dell'album e non è difficile immaginare che sia dedicato a tua figlia Viola. Che ruolo ha la musica all'interno del vostro rapporto?

 

Mia figlia è il dono più bello che la vita potesse farmi e spesso dentro di me la ringrazio perchè mi tiene con i piedi ancorati alla realtà: il mio essere mamma prima di ogni cosa. Quando mi capita di sentirmi affaticata per la difficoltà che comporta vivere di musica è lei la prima ad arrabbiarsi: "Mamma, tu non puoi non fare la musicista". Anche lei è super appassionata di musica e non ti nego che molte cose me le fa ascoltare lei prima che le scopra io. Ho scoperto Ghali, Halsey e io dalla mia l'ho fatta innamorare di Blondie, Beatles, Mina, Battisti.. Con il tempo riuscirò a farle apprezzare anche la discografia completa dei Led Zeppelin!

 

"La Vertigine Prima Di Saltare" mostra anche un aspetto "contraddittorio". Sia nelle tracce "Insieme Soli" e "Passi Fermi" sia nella scelta della canzone di chiusura con il titolo inglese "Taste". Come si conciliano questi contrasti?

 

Siamo fatti di contrasti noi esseri umani, e meno male, aggiungo. Non siamo una sola cosa, siamo mille sfumature messe insieme. Io mi ritengo una persona "semplice" nel mio essere estremamente complessa: nel senso che sono arrivata ad un punto (non voglia parlare come un matusa eh!) in cui ho preso consapevolezza che ho diverse debolezze e diversi punti di forza. Le debolezze spesso mi mettono in difficoltà ma ho imparato a gestirle anzi ho imparato a tirarci fuori del bello. Questo avviene per riflesso nella mia musica: sono io quando canto pulita e melodica e sono sempre io quando mi incazzo e le parole le canto urlando, sono assolutamente io con la chitarra acustica cosi come sono a mio completo agio sul basso distorto di ‘Insieme e Soli'

 

Durante la scorsa estate hai già presentato alcuni dei tuoi brani dal vivo, aprendo anche il concerto dei Litifiba a Legnano lo scorso 8 luglio. Raccontaci un momento particolarmente emozionante di questo tour estivo.

 

Indubbiamente il concerto di apertura ai Litfiba lo metto tra i momenti più emozionanti delle date estive per il semplice fatto che io da adolescente avevo poster di Piero Pelù per tutta la mia cameretta. Su alcune canzoni dei Litfiba ho pianto e gioito l'impossibile. Figurati che botta è stata per me sapere di suonare prima di loro. Emozione mista a terrore quando ho scoperto che avrei dovuto suonare in versione acustica: temevo che le canzoni non avrebbero convinto, temevo di non essere abbastanza "forte" da arrivare al pubblico. Poi ho pensato, grazie anche a dei bellissimi commenti che ho ricevuto da chi mi supporta, che in realtà suonare in acustico poteva diventare un'occasione in più per mettere in risalto le parole e il messaggio delle canzoni. È stato strepitoso. Il giorno dopo il live ho ricevuto centinaia di commenti dai fan dei Litfiba che mi hanno fatto pensare che forse sto facendo bene. Forse ho trovato il mio modo.

 

Data di uscita de "La Vertigine Prima Di Saltare": 6 ottobre. Release Party: Serraglio di Milano. Come ti prepari a questo evento? Seguirà un tour?

 

Il 6 ottobre è una data importante davvero: esce il disco e la sera stessa suoniamo a casa nostra, a Milano. Non vedo l'ora.  Dopo il release, partirà un tour in giro per l'Italia, voglio portare la "Vertigine" in giro live perchè so che il palco è la mia dimensione. La magia del palco per me è unica e difficilmente ripetibile in studio. A breve verranno comunicate le date del tour, inutile dire che Spazio Rock è invitato al Serraglio!

 

Noi di SpazioRock.it ti facciamo un enorme in bocca al lupo! Prima di salutarci, vuoi lasciare un messaggio ai nostri lettori?

 

Il messaggio non può essere che "Saltate"! Se avete desiderio di fare qualcosa non tiratevi indietro anche se vi spaventa, saltate. La vertigine è in realtà una meravigliosa sensazione che fa sentire vivi. Un abbraccio!




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