Secret Sphere (Aldo Lonobile)
E' uscito ieri "The Nature Of Time", il nuovo lavoro dei Secret Sphere che stasera saranno headliner del Langhe Rock Festival 2017. A cinque anni di distanza da "Portrait Of A Dying Heart", la band è tornata a pubblicare un nuovo straordinario concept album.
Articolo a cura di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 03/06/17
Ciao Aldo e ben tornato, ancora una volta, su SpazioRock.it. Direi di iniziare dal concept del vostro nuovo album. Cosa ti senti di raccontarci a tal proposito?


L'idea del concept è basata su un fatto realmente accaduto e che mi ha toccato da vicino dato che ha interessato la mia sfera familiare. Traendo spunto da quell'avvenimento abbiamo deciso di raccontare una nostra visione di quello che è il concetto di ritorno alla vita, in senso letterale, dato che quello che accade nel concept è aderente a quanto si è verificato in realtà, affrontando però alcuni lati dei sentimenti umani che spesso sono tenuti poco in considerazione. Andando nello specifico, il concept racconta di questa ragazza, un'adolescente, che a seguito di un incidente, entra in un coma profondo; inizialmente i parametri vitali sono nulli. Poi però c'è questa famosa chiamata che la sua anima sente, a ciò si riferisce il secondo brano "The Calling", e quindi riceve lo stimolo a rientrare e a dare una chance alla sua vita andando però ad incontrare quelle che sono per lei le virtù più fondamentali dell'universo umano. Questa è la seconda parte del concept e mi riferisco all'idea di amore, piuttosto che l'impegno, la fiducia, l'onestà, la gentilezza, tutti aspetti di cui spesso non si parla perché secondo me è nella natura umana lamentarsi più che provare a esprimerne gli aspetti positivi. Fondamentalmente questa è la parte centrale del concept, ovvero quando la ragazza riparte dal risveglio con tutte le problematiche del caso, a seguito di un tale trauma. Mi riferisco al post-recupero e al cambiamento che, di riflesso, c'è nella vita delle persone che la circondano. Vivere questo dramma permette a chi ne è coinvolto di capire il significato di determinati aspetti della vita. "The Beginning" è la ballad finale dove vengono ripercorse proprio le frasi principali dei brani relativi a queste sette virtù.

 

Siete maturati tutti nel corso di questa esperienza e mi pare che siate maturati anche come band, non so se sei d'accordo su questo.

 

Si, come ti dicevo è una storia che tutti, all'interno della band, conoscono bene. Tutti sono entrati nell'ottica di ripercorrere quei momenti. Il concept è stato scritto interamente da me e da Michele (Luppi, ndr.) che si è occupato anche di tutte le liriche e melodie vocali. E ha anche scritto totalmente un pezzo: "Honesty". Inoltre, per questo disco ci siamo confrontati molto di più in fase di songwriting rispetto a "Portrait Of A Dying Heart" e spesso Michele veniva ad ascoltare tutto quello che avevo scritto musicalmente e lo sistemavamo in base a quello che lui avrebbe composto come melodie vocali. E' stato un bel lavoro di squadra in generale.

 

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E' proprio questo che volevo chiederti: dato che è stato tuo il dramma, ed è tuo il concept, volevo capire come siano riusciti gli altri ad entrare nel tuo mondo e darti una mano a tirar fuori questo disco immenso.

 

Nel dettaglio, Michele ha proprio preso in mano, totalmente, il discorso lirico. Se ci pensi è un po' particolare come cosa perché, avendo vissuto io questa esperienza, sarebbe stato più logico il contrario, invece è riuscito benissimo ad esprimere nei testi quanto è successo. Abbiamo cercato insieme la via migliore per raccontare la storia e poi lui è partito a scrivere tutte le liriche. E' stato un bel lavoro. A livello di composizione abbiamo coinvolto maggiormente anche Gabriele (Ciacca, ndr.) e poi Antonio (Agate, ndr.) che è sempre presente e sempre lo sarà... Anche Simone Mularoni è stato coinvolto. Insomma, ci sono ci sono tutte le persone che hanno sempre gravitato musicalmente intorno ai Secret, in modo positivo, e sono andate molto sul personale per raggiungere l'obbiettivo.

 

Si sente. Possiamo dire che questo non è soltanto il migliore lavoro dei Secret Sphere, perché altrimenti sembra di banalizzare gli altri, ma sicuramente è il disco più diverso rispetto a quanto fatto dalla band che conosciamo noi, proprio perché così sentito, drammatico e il più melodico; e forse è anche il meno metal in alcuni punti, se vogliamo dirlo, però la musica è musica, no?

 

Hai proprio centrato il discorso a livello stilistico. Probabilmente anche complice la necessità che ha la storia a svilupparsi, ed avere tanti scenari, alla fine musicalmente c'è una grande vastità di stili. Ci sono le sfuriate metal tipiche nostre e c'è tanto progressive rock secondo me.

 

La traccia strumentale è fantastica, quasi jazz in alcuni punti.

 

La canzone strumentale era quella che ci eravamo sempre ripromessi di scrivere e forse l'abbiamo fatto.

 

Vogliamo sentirla dal vivo però, perché in studio è strepitosa e voglio vedere se live viene esattamente così, anche se è chiaro che non è facile dato che è particolarmente tecnica.

 

Ci proveremo, ci daremo dentro. E poi c'è "Kindness" che sfocia nel pop a tratti. C'è stata proprio la necessità di dare sfogo a quelli che erano i nostri gusti musicali.

 

Certo, con te volevo proprio commentare il fatto di come cambia una band, come cambia la vita e una persona, e quanto queste cose alla fine sono unite. Nel 1999 con "Mistress Of The Shadowlight" e poi nel 2001 con "A Time Never Come", magari si sognava, magari si utilizzavano testi dove si parlava di guerra e fantasy e oggi, dopo 15 anni invece la band è maturata non soltanto musicalmente. Anche a livello testuale deve far fronte a quello che succede nella vita vera, non credi?

 

Si, come dicevi tu, a inizio carriera noi avevamo delle tematiche molto canoniche. I testi di "Mistress" sono inspirati alla saga di Shannara mentre "A Time Never Come" ha questo concept sempre ispirato al fantasy e alla storia...

 

...e alla Scozia. Quando sei libero mentalmente, quando non hai problemi nella vita reale, quando sei ancora un ragazzino che vuole spaccare il mondo, magari pensi a queste cose, così fantastiche e poi invece..

 

A questo punto ho fatto una riflessione e ho realizzato che le canzoni a cui sono legato, tanto, spesso raccontano di frangenti di vita. Secondo me è il modo più bello per creare un rapporto con chi ascolta. Di lì, a poco a poco, abbiamo cominciato ad affrontare temi di vita fino ad arrivare a "The Nature Of Time" in cui se ne affronta uno particolarmente difficile.

 

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Immagino che resterai per sempre legato a questo disco, sarà il tuo tatuaggio per la vita, almeno per quanto ti riguarda, non so se vale lo stesso per gli altri ragazzi.

 

Devo dire che anche gli altri sentono in particolar modo questo disco, quindi vuole dire che anche loro ne sono stati toccati.

 

E sicuramente hanno in mano uno dei dischi più belli che l'Italia della musica metal, e non, abbia mai partorito, e non lo dico certo perché ci conosciamo, ma è qualcosa di cui la gente si accorgerà ascoltandolo quando uscirà. Non ha niente da invidiare ai migliori che sono usciti fino ad oggi. Adesso però devo porti un'altra domanda: se non fosse accaduto qualcosa di così traumatico nella tua famiglia, che disco avresti fatto?

 

Come ben sai, visto il rapporto che abbiamo, per tanto tempo non avevo ispirazione sul fronte dei Secret, sono stato un bel po' a pensare a cosa dovevamo fare. Ci sono stati degli spezzoni musicali che sono stati inseriti in questo ultimo disco ma il più è venuto dopo quanto è accaduto. Inoltre, "Portrait" è un disco che era andato bene e aveva riportato un po' di attenzione sulla band che si era in parte persa. Abbiamo avuto occasione di andare molto in giro a suonare e c'è stato un bel movimento come non succedeva da tempo. Quindi c'era da fare un disco che non deludesse determinate aspettative. Ora, fare un album spudoratamente classico, alla Secret Sphere, non avrebbe rispecchiato né quello che siamo adesso né sarebbe stato giusto nei confronti dei fan perché avrebbe proprio lasciato l'ascolto, non il tempo, che trova. Ho passato molto tempo a scrivere diverse demo ma non avevo un'idea precisa.

 

Quindi, paradossalmente, quello che è successo, ti ha schiarito le idee sul da farsi. Possiamo dire che almeno una parte degli stimoli che ti sono arrivati per scrivere il nuovo lavoro è derivata anche il cambio di etichetta, penso si possa dire no?

 

Si, probabilmente è stato anche il motore stimolante. Tornare a lavorare con un'etichetta che ha un determinato potenziale da poter sfruttare anche a livello di produzione è molto positivo per la band. Ritornare a fare un disco con le possibilità che avevamo anni e anni fa non è poco e quindi ben venga. Lavorare con Frontiers è stato decisamente uno stimolo aggiuntivo.

 

Frontiers non ti ha stimolato soltanto per quanto riguarda la band, dandovi un contratto, ma anche a livello personale come Aldo Lonobile, se non erro, come artista e compositore dato che lavori con loro e con molti dei loro gruppi e artisti componendo brani ad hoc.

 

Fino ad adesso sono riuscito in questo genere di collaborazione coi Place Vendome. Serafino (Perugino, ndr.) e tutto il suo team mi hanno chiesto di comporre due brani da proporre a Michael Kiske e, quando questi li ha accettati, è stata obbiettivamente una gran soddisfazione perché chi suona il genere con cui sono nati i Secret non può restare indifferente a una simile esperienza. E poi ero da molto tempo in discussione con Nils K. Rue, cantante dei Pagan's Mind e mio caro amico, su un progetto. Gli ho fatto ascoltare una serie di demo che gli sono piaciuti e quindi abbiamo messo in moto anche questa macchina. Il disco è completamente composto ed entreremo in studio. Qualsiasi altra occasione ci sarà in futuro sarà ben accetta e molto stimolante.

 

C'è un'altra cosa che volevo chiederti. Quasi un milione di visualizzazioni YouTube per il video del singolo "Lie To Me", come te lo spieghi? Non mi fraintendere, il pezzo è bellissimo ma come è possibile che un brano come questo sia riuscito, oggigiorno, a fare un milione di visualizzazioni?

 

Onestamente non so darti una risposta. Tra l'altro ho sentito voci di persone che ci hanno accusato di averle anche comprate. Non è andata così naturalmente, neanche ad averli quei soldi e, se li avessimo avuti, li avremmo impiegati per il merchandising. Noi avevamo un'agenzia di stampa a cui abbiamo commissionato la promozione del brano e, nel giro di 3-4 mesi ha fatto 300.000 visualizzazioni e poi è diventato abbastanza virale. Ora si è assestato sulle 850.000 visualizzazioni. Non saprei comunque, è un pezzo che secondo me tanti conoscono adesso, ed è stato anche un brano che ha probabilmente stimolato Frontiers tanto che ci ha chiesto di farne una nuova versione con la ex-cantante dei Nightwish alla voce (Anette Olzon, ndr.). E' stata un'opportunità avere un tale numero di visualizzazioni.

 

Questo però vi costringe a suonarlo dal vivo da qui all'infinito. Un po' come "Rock And Roll All Night" per i Kiss. Ecco ma quello che mi chiedo io è: se un pezzo come "Lie To Me" vale un milione di visualizzazioni, quante ne vale "Kindness" che, personalmente, è il mio pezzo preferito di tutti i tempi dei Secret Sphere?

 

Te lo saprò dire quando uscirà il video dato che ne abbiamo girato uno anche per questa canzone. Secondo me, come ho già detto anche all'etichetta, "Kindness" potenzialmente potrebbe fare la fortuna della band. Obbiettivamente è un pezzo che può essere apprezzato da una vasta fascia di pubblico perché non ha nessun "paletto", non ha niente che lo rende underground. "Lie To Me" è un bel pezzo ma di chiara estrazione metal, un mid-tempo melanconico tendente al gotico, invece "Kindness" è una ballad elettrica ma che proviene dal rock, mi permetto di dire, da classifica.

 

E' una ballad degli Scorpions dei vecchi tempi.

 

Guarda, quando stavo scrivendo tutte le parti di chitarra di "Kindness" sono stato un po' di tempo a studiarmi gli arrangiamenti di The Edge degli U2 e, se l'ascoltate in cuffia, ci sono un sacco di chitarre col delay perché secondo me andava vista e arrangiata in chiave di "grossa" produzione. Ci sono tantissimi arrangiamenti, c'è un lavoro vocale davvero enorme e tante sfaccettature, molte parti di piano e orchestra. Secondo me, se riusciamo a incanalare la promozione giusta, e sono sicuro che Frontiers lo farà, quel pezzo potrebbe essere un successo.

 

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Sono particolarmente d'accordo e spero che ce la faccia perché il pezzo non ha niente da invidiare ad altri molto pubblicizzati e conosciuti a livello mondiale e lo speriamo tutti quanti per l'Italia.

 

Si, sarebbe una gran soddisfazione. Anche se entrasse nel circuito delle soundtrack..

 

Ecco a livello di scrittura, chi è l'autore?

 

La musica l'ho scritta totalmente io, il resto Michele e gli arrangiamenti di tastiera sono di Antonio. E' un lavoro di squadra.

 

Non vedo l'ora che la gente lo ascolti perché ne vale davvero la pena. Altro cambiamento in formazione: manca una persona...

 

Si, non c'è più Marco (Pastorino, ndr.) ed è stato un cambiamento dettato anche da un processo di evoluzione della band. Io sono anni ormai che compongo i pezzi dei Secret pensando pochissimo ad avere una doppia chitarra e ultimamente lo faccio ancora meno. Questa cosa ha iniziato un po' a farsi sentire, poi anche in studio ho sempre registrato le chitarre totalmente da solo, anche quando c'era Paco (Giannotti, ndr.). Avevamo anche necessità diverse, lui ha intrapreso un percorso con la sua band a cui auguro il meglio e c'erano delle differenze non più conciliabili. Però è rimasto un grande rapporto di amicizia e lui è un ragazzo molto attivo e quindi sono sicuro che ne troverà da fare.

 

Prima di salutarci, vuoi lasciare un saluto ai lettori di SpazioRock, che come sai sono tanti? Ne approfitto anche per proporti una SpazioRock Night, quella coi Secret Sphere la farei proprio volentieri.

 

Sai che sono molto legato ai lettori di SpazioRock e ringrazio sempre la costante attenzione del portale verso la band e invito tutti quanti ad ascoltare il disco perché, secondo me, ascoltandolo, ciascuno potrà trovarci un pezzetto di sé.




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