Scorpions (Rudolf Schenker)

Quando giunge il momento dell'intervista telefonica, inizi a capire che stai facendo sul serio non appena vieni rimpallato da una segreteria telefonica all'altra, fra roaming da capogiro e pin codes, intervallati da strane voci che sembrano avere l'unico scopo di farti soffrire lentamente, nel momento in cui si insinuano fra te e il mito. La precedente esperienza con Ace Frehley non ci ha reso più forti, soprattutto perchè davanti abbiamo adesso una autentica forza della natura: Rudolf Schenker e i suoi Scorpions sono ancora il ritratto vivente della voglia di vivere e di suonare senza venir meno a quella che è da sempre la mission non dichiarata della band di Hannover: costruire ponti ideali fra i popoli e le generazioni. Chi pensava che il discusso "Return To Forever" fosse l'ultimo di una carriera da sogno ha dovuto battere ritirata: prima la bellissima biografia "Uragano Tedesco", poi il film "Forever And A Day" (in uscita a fine novembre) l'edizione remasters del catalogo e come ciliegina sulla torta, il "50th Anniversary Tour" che farà tappa anche in Italia proprio in queste ore...e meno male che dovevano ritirarsi! Pubblico di Assago correte ai ripari, sta per arrivare l'uragano Scorpions!

Articolo a cura di Luca Ciuti - Pubblicata in data: 10/11/15
(dopo vari tentativi di prendere la linea riesco finalmente a parlare con Rudolf, il quale mi chiede a sua volta di richiamarlo nel giro di cinque minuti...)

Ciao Rudolf, ci sei?

Eccomi...la gente è proprio stupida a volte…si dimenticano di comporre il numero all’orario stabilito e creano solo confusione…fa niente, andiamo oltre! Da dove mi stai chiamando? Skype o cos'altro? Qui la linea non fa altro che cadere...

No Rudolf, chiamo da un cellulare ma non preoccuparti, sarò rapidissimo. L’uscita del nuovo DVD “Forever And a Day” è ormai imminente. Quali sono le tue impressioni?

E’ stato incredibile lavorare con Katia Von Garnier, lei è una regista affermata in Europa e negli States; non si è limitata a raccontare il lato più “metal” della band ma è riuscita in un certo senso ad andare oltre la maschera e scavare a fondo nei nostri stati d’animo. Ne è uscito un lavoro fantastico, rivedendo il film ci siamo detti “mamma mia! Questa è davvero la nostra carriera!”, incredibile…

Come se non bastasse, avete anche rimasterizzato parte del vostro catalogo per il cinquantesimo anniversario…

(qui Rudolf, già visibilmente su di giri, entra in modalità marchettaro, a metà strada fra Wanna Marchi e Sandro Piccinini per i continui "incredibile!" usati come intercalare...un autentico spettacolo, ndr)
Wow, incredibile, si tratta della riedizione di ben otto dischi del nostro catalogo: “Taken By Force”, “Tokyo Tapes”, “Lovedrive”, “Animal Magnetism”, “Blackout”, “Love At First Sting”, “World Wide Live”, “Savage Amusement”,  tutta roba che spacca! Sono le canzoni migliori che abbiamo mai composto, insieme con un sacco di materiale bonus e booklet di altissima qualità, è qualcosa di incredibile, i fans avranno l’occasione di reperire materiale che non è mai stato visto o ascoltato da nessuno prima d’ora! Incredibile! Tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’aiuto della SPV, merito di un tale chiamato Martin che è un fan degli Scorpions della prima ora e assieme a suo padre ha collezionato negli anni un sacco di materiale che poi ha curato personalmente. E’ stato lui a convincerci circa la bontà dell’operazione e alla fine abbiamo deciso di coinvolgerlo in prima persona nella produzione. E’ semplicemente incredibile, una vera e propria opera d’arte! C’è l’esibizione al Rock Pop Festival di Dortmund nell’83, in cui suonammo con Judas Priest e Iron Maiden quando erano al top della loro carriera, momenti davvero speciali se ci ripenso…davvero un gran lavoro, i dischi rimasterizzati suonano come mai prima d’ora, i fans hanno l’opportunità di gustarsi il meglio del nostro materiale, è la storia degli Scorpions, cinquant’anni di rock n’roll assieme, i sold out a Los Angeles, New York, Toronto, Montreal, Tokyo, ma noi guardiamo avanti e non vediamo l’ora di essere in Italia fra poco… perché ricordo quando abbiamo suonato l’ultima volta in Italia… dov’era? Aiutami…era outside…

A Padova, se ricordo bene…

Padova! Sì! Jaja, Padova, dovevi saperlo, dopotutto sei italiano! Padova è stata fantastica, una roba incredibile, questa volta suoneremo a Roma, Milano e Trieste, comunque non vediamo l’ora di tornare, i nostri concerti in Italia sono sempre fantastici vogliamo essere lì con voi e “rock you like a hurricane”!

La vostra esibizione dello scorso giugno all’Hellfest è stata di quelle indimenticabili…come fate a mantenere una tale forma fisica? Dove trovate tutta quella energia?

Mama mia (dice proprio così, ndr), perché amiamo i fans e amiamo la band! Crediamo in quello che facciamo e quando saliamo sul palco il nostro credo è “sì, facciamolo ancora!”, vogliamo dare alla gente il miglior spettacolo possibile, perché se lo meritano! Hai sentito Klaus che roba? Canta ancora come un usignolo! Senza i fans noi non saremmo niente.

La setlist sarà la stessa di quest’estate o ci saranno delle novità?

Sarà diversa, festeggeremo infatti il cinquantesimo anniversario e ci sarà spazio per tutte le epoche, seventies, eighties, nineties e oggi. Ovviamente non potrà mancare l’ultimo album, pensa che persino gli americani e gli inglesi che di solito sono piuttosto schizzinosi, ci hanno regalato molte belle recensioni. Sarà uno spettacolo multimediale e dentro ci sarà ogni tipo di repertorio.
 
 
rudolfschenkerintervista


Avete fatto di tutto in carriera: avete suonato elettrico e acustico, con l’orchestra, siete stati ambasciatori di pace e avete contribuito ad abbattere muri. Cosa c’è in programma nel futuro degli Scorpions?

La vita è breve, quando abbiamo annunciato il ritiro dalle scene ci siamo chiesti “siamo davvero sicuri di quello che succederà da qui a cinque anni?” la svolta c’è stata nel 2013, quando abbiamo registrato "MTV unplugged” ad Atene, abbiamo preteso in quella sede che le riprese venissero fatte open air, sarebbe stata la prima volta in assoluto per gli MTV unplugged. E’ diventato un grande successo e da lì abbiamo tratto linfa per le nuove composizioni e per iniziare i lavori della nostra biografia. Per il cinquantennale abbiamo avuto subito i promoters dalla nostra parte…non sappiamo cosa ci aspetta ma stai pur certo che non c’è niente di forzato in quello che facciamo, e ti garantisco che in questo momento siamo tutti in modalità “party”! Quest’anno abbiamo iniziato il tour in Cina e anche se era il nostro sesto-settimo concerto laggiù, il pubblico è stato letteralmente travolto dalla nostra energia! Poi siamo stati in Europa passando per molti festivals, fra cui appunto l’Hellfest che citavi prima, davvero incredibile…il prossimo anno faremo una second leg in America, poi Messico e Sud America. Il tour andrà avanti sicuramente fino a fine 2016, da lì vedremo il da farsi, se ci sarà qualcosa di eccezionale da fare perché no, altrimenti ci godremo il nostro tempo libero, finché qualcosa succederà.

Cosa mi dici di un ipotetico disco con tuo fratello Michael?

Questo è il mio tour preferito e tutte le mie attenzioni in questo momento sono concentrate sugli Scorpions, al momento giusto ci sarà anche lo Schenker Project, ma sarebbe brutto se lasciassi a metà il tour per lavorare con mio fratello… per cui concluderemo gli impegni presi con la band e poi ci sarà sicuramente un disco targato Schenker Brothers, puoi starne certo.

Negli anni ’90 vi siete allontanati dal vostro classico stile per sperimentare stili e soluzioni diverse, con alterne fortune. A parer mio avete pagato dazio più di quanto meritavate. Rifaresti tutto, tornando indietro?

Lascia che ti dica una cosa, in quegli anni non sono stati solo gli Scorpions a sperimentare, ricordi cosa accadde agli U2? Penso anche a band come Iron Maiden  e Judas Priest che hanno cambiato cantante e nel caso dei Judas persino genere. Quando il tempo non è più dalla tua parte hai il dovere di ritagliarti in qualche modo uno spazio nel nuovo mondo, vedila così. Dimmi un po’, e che ne è stato invece di tutte quelle band alternative o grunge di inizio anni ’90? Te lo dico io: sparite! Quei dischi sono stati i migliori errori che potessimo commettere, perché solo sperimentando abbiamo capito cosa non dovevamo più fare. Siamo ripartiti dal concerto di Berlino con la Philarmonic Orchestra per celebrare il nostro repertorio classico, poi c’è stato “Acoustica” in Portogallo e anche quello è stato un grande successo, siamo tornati con “Unbreakable”, abbiamo sperimentato ancora con “Humanity” per poi tornare al sound classico degli ultimi due dischi. Non dobbiamo provare nulla a nessuno, neppure a noi stessi, il nostro stile è quello lì ed è ancora attuale, l’80% dei nostri fans su Facebook hanno un’età compresa fra i sedici e i vent’anni e se ci pensi è fantastico, ogni sera sotto al nostro palco ci sono tanti nuovi fans che non vedono l’ora di ascoltarci. Questo è il motivo per cui siamo ancora qui, più folli e carichi che mai, siamo orgogliosi di suonare divertendoci davanti a tre generazioni.

L’ultima domanda riguarda la vostra autobiografia. Ci sono molti aspetti inediti della band, penso al ruolo ingestibile di Herman Rarebell e ai vari problemi, anche finanziari, avuti con il management. Come avete fatto a tenere tutto unito, in questi anni?

Quando abbiamo fondato la band la fonte di ispirazione principale erano i Beatles e gli Stones e tutta la british invasion, noi venivamo dalla Germania e sognavamo di conquistare il mondo con la nostra musica; negli anni ci siamo avvicinati sempre più a quello che volevamo ottenere, penso agli eighties ad esempio, ma è soltanto con l’ingresso di James Kottak che siamo diventati più uniti che mai! Gli Scorpions sono famosi perché hanno saputo costruire ponti, fra le generazioni come fra paesi e sistemi diversi, ed è esattamente quello che succede nella band, dentro ci sono polacchi, americani e tedeschi, questo è il punto, abbiamo dimostrato al mondo che non è importante da dove vieni, è l’amicizia che fa la differenza, quello è il vero motivo per cui ogni sera continuiamo a salire sul palco e a fare grande musica.
 
 
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