Saxon (Biff Byford)
In occasione dell'uscita di “Unplugged and Strung up” abbiamo raggiunto telefonicamente un raggiante Biff Byford! Buona lettura.
Articolo a cura di Marco Ferrari - Pubblicata in data: 26/11/13

Ciao Biff, innanzitutto benvenuto su SpazioRock. E’ un vero piacere poter parlare con te del vostro nuovo disco che, devo dire, mi è piaciuto moltissimo.

 

Grazie mille Marco.

 

Inizierei subito a parlare di “Unplugged and Strung up” che possiamo dire essere diviso in tre parti: i brani remixati, quelli con l’orchestra e quelli acustici. Come mai avete scelto questi tre aspetti così diversi?

 

Abbiamo pensato che l’unione di queste tre anime potesse rappresentare un qualcosa di unico ed interessante per i fan. Anche perché l’idea non era quella di fare un qualcosa di commerciale, ma semplicemente di regalare un qualcosa di speciale a tutti i nostri fan. Comunque la composizione è avvenuta in maniera quasi casuale, frutto di idee diverse sviluppate in periodi diversi, ma ci sembrava una bella idea mettere tutto assieme.

 

Come avete scelto i brani da inserire nel disco?

 

Abbiamo scelto quelle che secondo noi erano le nostre canzoni più epiche e che potessero diventare ancora più speciali. La prima che abbiamo registrato è stata “Crusader” . Abbiamo provato ad estendere l’esperienza che avevamo fatto con “Call to Arms” inserendo la parte orchestrale per aumentare l’epicità ed il pathos del  brano. Ovviamente questa operazione non ha funzionato con tutti i brani su cui abbiamo lavorato e alla fine abbiamo scelto di inserire solo i migliori, quelli che corrispondevano alle nostre aspettative.

 

Personalmente i brani orchestrali sono quelli che mi hanno maggiormente colpito e penso che abbiano richiesto un lavoro molto particolare. Come è stata la fase di produzione, soprattutto per quando riguarda gli arrangiamenti?

 

La vera sfida è stata quella relativa alla musica suonata dall’orchestra. Tutta la band è stata coinvolta in questo processo perché volevamo mantenere intatto lo spirito di ogni brano, ma allo stesso tempo eravamo sicuri che con le giuste orchestrazioni il risultato sarebbe stato sorprendente.

 

Nel disco ho sentito la stessa potenza e ricchezza di suoni che possiamo apprezzare durante i vostri concerti. Quanto è importante, dopo così tanti anni di carriera, adattare il proprio sound per essere sempre al passo coi tempi?

 

Beh devo dire che in realtà è molto semplice (ride, ndm). O meglio, per quanto la tecnologia abbia fatto passi da gigante, noi usiamo sempre i nostri amati Marshall. Ci fidiamo di loro e ci siamo sempre trovati bene. Con il passare del tempo i loro prodotti si sono evoluti molto e di conseguenza ci hanno permesso di essere sempre più potenti dal vivo e con un suono molto ricco, ma sempre unico. Ma questo più che merito nostro è merito loro (ride, ndm).

 

saxon_intervista_biff_2013_01
 

Nel vostro imminente tour proporrete i brani nelle nuove versioni presenti nel disco?

 

Non penso nel breve tour che faremo nei primi mesi dell’anno. Ma stiamo già pianificando un tour più esteso per l’autunno nel quale proporremo i brani orchestrali.

 

Guardando le date del vostro tour “invernale” ho visto che purtroppo manca l’Italia….

 

Davvero? Mi spiace ma non so come mai… dovremmo chiedere al management… però sono sicuro che arriveremo da voi in Autunno.

 

L’ultima volta che vi ho visto dal vivo è stato durante il Wacken open air dello scorso anno. Quali sono le principali differnze tra un concerto così grosso e i tradizionali concerti indoor?

 

Beh di sicuro i tour indoor mi piacciono di più perché sono più intimi. Puoi sentire il calore del pubblico e guardare ogni singolo fan e la loro reazioni durante le diverse canzoni! Dei festival è generalmente molto bella l’atmosfera, passi belle giornate con molta gente e poi hai la possibilità di suonare davanti ad una folla infinita: è una bella emozione che non capita tutti i giorni.

 

Ora vorrei cambiare argomento con una domanda che probabilmente ti hanno rivolto in molti: Cosa vuol dire essere una leggenda dell’Heavy Metal?

 

Wow ammetto che non me lo dicono tutti i giorni, però devo dire che mi piace sentirmelo dire (ride, ndm). Beh ne sono felice, vuol dire che canto in una grande band e che la gente ci ama, è una bellissima sensazione.

 

Ma dopo così tanti anni dove trovate l’energia per essere così carichi in sede live?

 

Semplicemente non ci arrendiamo mai… nemmeno al passare del tempo (risata generale, ndm)

 

saxon_intervista_biff_2013_02
 

Parlando della scena Heavy Metal: quali sono le principali differenze tra gli anni ’80 e quelli odierni?

 

Devo dire che lo spirito è identico anche perché mi sembra che oggi l’heavy metal stia vivendo un ottimo momento, con tantissima musica, tantissimi concerti e tantissimi fan.

 

Ora vorrei fare un piccolo viaggio nel tempo: che musica ascoltavi quando eri un ragazzo e quali erano i tuoi idoli?

 

Amavo tantissimo i Led Zeppelin e tantissimo rock della fine degli anni ’60, soprattutto i The Who.

 

Bene Biff, il nostro tempo è finito. Nel ringraziarti vorrei lasciarti l’ultima parola se vuoi lasciare un messaggio ai tuoi fan e ai nostri lettori.

 

Grazie del supporto, della costante passione e amore! Ci vediamo in autunno.




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