Therion (Christofer Johnsson)
Dopo i violenti scossoni che hanno portato 3/4 della band all'allontanamento definitivo, i Therion hanno deciso di ricominciare da zero, o quasi. Il mastermind Christofer Johnsson ha radunato attorno a sé tre nuovi membri stabili (il cantante Thomas Vikström, il batterista Johan Koleberg ed il bassista Nalle "Grizzly" Påhlsson) per ridare vita alla propria creatura. Pronti a ripartire per nuove avventure, i maestri del metal operistico ci consegnano un ispiratissimo "The Miskolc Experience", prezioso cofanetto che testimonia, tramite un doppio supporto acustico/visivo, la presenza della band sui palchi di un rinomato festival operistico ungherese. Di questo e di tanti altri argomenti che ruotano attorno al nome Therion abbiamo discusso con un loquace Christofer Johnsson.
Articolo a cura di Marco Belafatti - Pubblicata in data: 28/06/09

Poco prima della pubblicazione del vostro ultimo live album, intitolato "Live Gothic", eri l'unico membro rimasto nella band, dato che tutti gli altri componenti se ne sono andati. Non avrei mai pensato di ricevere così presto delle news dai Therion, e invece... eccoci finalmente qui! So che hai trovato due nuovi membri permanenti ed una voce maschile fissa e sono molto felice per questo. Può raccontarci com’è accaduto tutto questo?

La nostra line-up aveva semplicemente perso la scintilla. Niemanns, ad esempio, ha suonato per 8 anni nella band e non ha mai avuto alcun successo prima di entrare a fare parte dei Therion. Penso che cose di questo genere accadano a quei musicisti che vogliono intraprendere nuove strade dopo aver registrato tanti album e intrapreso tour mondiali con la stessa band. Da parte mia, voglio avere al mio fianco ragazzi che siano ispirati al 100%, non al 90% lasciando il restante 10% alla consuetudine. La maggior parte delle discussioni che ci hanno portato a decidere di comune accordo la separazione riguardavano il nostro modo di suonare e registrare dischi. Non vi erano grandi differenze musicali tra di noi (non più di quanto ve ne fossero sempre state) e non ci sono mai stati dei problemi personali. I Therion non sono solo una band, ma un vero e proprio concetto musicale, e quindi è importante non lasciare spegnere la fiamma. Siamo in costante rinnovamento e non c'è tempo per il riposo, artisticamente parlando.

Possiamo considerare questa nuova line up un vero e proprio gruppo? E per quanto riguarda le voci femminili? So che hai collaborato un sacco di volte con la bravissima Lori Lewis degli Aesma Daeva, la quale ha rappresentato un vero e proprio valore aggiunto per la vostra band. Conosci il suo gruppo? Resterete in contatto con Lori?
 
Si, questa è una line up stabile. Lori continuerà a lavorare con noi per quanto riguarda il prossimo album ed il tour che seguirà. Gli Aesma Daeva sono stati la nostra band di supporto durante la nostra ultima trasferta statunitense e canadese, quindi non soltanto conosco la loro musica, ma anche gli altri ragazzi della band.



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Siete da poco tornati sul mercato con un dvd che i vostri fan attendevano da tempo, registrato dal vivo nel 2007 per celebrare l'apparizione della band al Festival Internazionale di musica operistica di Miskolc. Questo è il terzo dvd live pubblicato dai Therion in un breve periodo di tempo: sembra che l'etichetta sta investendo molto su di voi, non è vero? Inoltre, "The Miskolc Experience" vedrà la luce un solo mese dopo la release di "The Classical Conspiracy", live album degli Epica registrato nel corso dello stesso festival. Secondo te, potremmo parlare di un nuovo trend in materia live album?

Non capisco perché i giornalisti continuino a sottolineare che questo è il nostro terzo dvd in un "breve periodo di tempo" (in realtà si tratta di 4 anni). Tralasciando il fatto che “The Miskolc Experience” è il nostro terzo dvd in 22 anni di attività, si tratta di tre prodotti molto diversi tra loro. Il primo è un enorme e costoso cofanetto contenente ben 6 dischi, che racconta la storia della band e molto altro ancora. Il secondo è un dvd live più standard ed accessibile (che tuttavia mostra uno stage più teatrale e canzoni differenti), mentre “The Miskolc Experience” mostra uno spettacolo con orchestra e coro e contiene una gran numero di canzoni che non sono mai state eseguite prima o, per lo meno, non sono mai apparse in un nostro dvd. Non abbiamo pubblicato molti prodotti simili, quindi trovo che il fatto che diversi giornalisti continuino a menzionare la breve distanza intercorsa tra queste pubblicazioni sia piuttosto strano; è come se mi stessero chiedendo perché pubblichiamo nuovi dischi ad ogni cambio di stagione. Non sarebbe stato più strano se NON avessimo pubblicato un dvd in seguito ad un evento del genere? Se fossi stato un giornalista avrei chiesto, piuttosto, perché ci è voluto così tanto tempo per pubblicarlo (ovvero 2 anni dopo il concerto).
Una nuova tendenza? Non ne sono a conoscenza.

Prima degli Epica e dei Therion, altre band hanno registrato un live cd/dvd con un'orchestra. Qual è l'elemento che ci permette di distinguere la vostra performance da quella di tutti gli altri?

A parte gli Epica, che non hanno registrato un dvd, credo che i Therion siano stati l’unica band ad esibirsi in modo naturale. Ti faccio un esempio; Metallica e Scorpions ha aggiunto nuove parti alle loro canzoni al fine di proporre qualcosa di speciale. I Therion hanno delle parti orchestrali nel loro stesso dna, quindi, mentre per i fan di questi gruppi si trattava di avvenimenti divertenti e spettacolari, nonché inaspettati, per noi si trattava di un evento atteso da tempi immemori, che tutti aspettavano e che prima o poi avrebbe avuto luogo. La grande differenza sta nel fatto che sono io stesso ad orchestrare i miei brani, mentre queste altre band, esclusi gli Epica, hanno assunto un componente esterno per occuparsi delle partiture classiche. I Therion (così come gli Epica, che sono stati invitati al festival per proporre qualcosa di simile), sono stati gli unici a lavorare a così tanti riarrangiamenti classici per band ed orchestra. Ci siamo inoltre esibiti di fronte ad una platea composta per metà da ascoltatori metal e per l’altra da un pubblico di stampo classico, cosa che nessun’altro ha mai fatto prima di noi, per quanto ne so.

Quando è nata l'idea di realizzare un simile evento e come ti sei preparato ad esso, sia fisicamente che psicologicamente?

Siccome avevamo già proposto lo stesso show l’anno precedente in Romania, in questo caso ero piuttosto rilassato. Conoscevamo bene le canzoni e potevamo contare sul supporto di un’orchestra più preparata. Dal punto di vista fisico non c’è nulla che vada preparato, è addirittura meno impegnativo di uno show regolare. Dal punto di vista psicologico credo si tratti soltanto di restare concentrati e di non bere litri di birra mentre te ne stai per una settimana a provare con l’orchestra.


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Secondo la tradizione del festival di Miskolc, avete proposto durante il vostro show due setlit separate: una, chiamata "Classical Adventures", composta da pezzi classici, l'altra composta semplicemente da canzoni dei Therion. Come avete scelto i brani che avrebbero dovuto essere suonati dal vivo e come avete lavorato alla loro resa finale?

Beh, potrà anche essere diventata una tradizione nel corso di questi anni, ma quando abbiamo portato in scena questo tipo di spettacolo si trattava di un’idea completamente nostra. Abbiamo fatto la stessa cosa in Romania nel 2006.
Le canzoni dei Therion non sono state scelte in base alla popolarità dei brani, ma alla possibilità di eseguirle con l’ausilio dell’orchestra. Sarebbe stato un peccato perdere la possibilità di eseguire i brani come “Sirius B”, che non avremmo mai potuto riproporre durante uno dei nostri soliti concerti.
La scelta dei pezzi classici ha seguito essenzialmente i miei gusti personali, ma alla fine sono stati scelti brani che potessero essere riarrangiati per un’esecuzione in chiave rock, se all’interno di essi c’era un certo tipo di groove.
La maggior parte di ciò che è stato suonato dalla chitarra si trova nelle stesse partiture classiche: ho preso qualcosa dai fiati, dagli archi e dagli ottoni, a seconda di ciò che aveva più senso. Raramente ho dovuto scrivere qualcosa di nuovo, ho optato per delle piccole modifiche per essere in grado di suonare, se necessario, gli accordi laddove questi mancavano di un certo tono. Il ruolo del basso è molto simile alle parti di violoncello, ho modificato soltanto alcune ritmiche. Le parti di batteria, ovviamente, sono state tutte scritte; ho cercato di trovare una ritmica che potesse incastrarsi in ogni momento e potesse essere costruita su di esso. In un certo senso è stata questa la parte più difficile del lavoro.

Come si sente a lavorare insieme con tanti musicisti classici e come hanno reagito i componenti dell’orchestra e del coro al vostro materiale più heavy? Hai qualche aneddoto inerente alle prove da raccontarci?

Molti hanno trovato la nostra musica eccitante, molti altri l’hanno vista come un’esperienza utile, poiché le nostre composizioni sono diverse rispetto a ciò che questi musicisti sono abituati a suonare, se non addirittura più difficili (tastiere inusuali e tempi costanti, tanto per fare un esempio). Nessun aneddoto riguardo al coro o all’orchestra (ce ne sarebbero stati molti di più se avessimo parlato dello show tenutosi in Romania l’anno precedente). Ho una cosa da raccontare, riguardo alle prove in generale: in Ungheria, tutto ciò che si pensa non essere presente oggi, arriverà sicuramente di mercoledì. Una sorta di motto alla “Mañana, mañana” nei paesi latini.

Qual è stata la reazione da parte del pubblico, invece?

La reazione dei nostri fan è stata eccezionale e mi sembra che anche il pubblico classico abbia apprezzato particolarmente il nostro spettacolo.

Noto che hai riproposto numerosi brani dal repertorio di Wagner, che cosa ti piace di più di questo compositore? Avresti voluto tributare qualcun altro durante il concerto?

Credo che con il “Rienzi” Wagner abbia scritto una delle opere più grandi di sempre, ma più tardi, grazie al suo stile, è stato proprio lui a definire la musica atonale e ad utilizzare l’orchestra come in una sinfonia, al contrario di quanto accadeva prima del suo avvento. Inoltre, ha portato la poesia all’interno dell’opera, creando la cosiddetta ‘Allkunstwerk’. Credo che le storie narrate nei suoi libretti siano incredibili ed in grado, a differenza di tante altre storie d’amore tipiche della cultura operistica, di catturare l’attenzione. Ma, soprattutto, credo che Wagner sia stato il più grande creatore di melodie ad aver mai messo piede su questo pianeta, capacità che, unita alla sua spaventosa abilità nel creare spettacolari atmosfere con l’ausilio dell’orchestra (come nessun altro sa fare) lo rendano semplicemente imbattibile.
Stavo pensando di proporre brani di Borodin e Mussorgsky, ma di quest'ultimo è stato già suonato tanto. Nel caso l’occasione si ripetesse, mi piacerebbe suonare Borodin e molti brani in più dal repertorio di Saens Saen.

Abbiamo iniziato la nostra intervista con una domanda sul presente; torniamo indietro nel tempo adesso... Con il vostro ultimo album, "Gothic Kabbalah", avete in parte abbandonato le sonorità orchestrali che caratterizzavano "Lemuria" e " Sirius B ". Perché avete optato per uno stile ancora più complesso, che comprende elementi progressive ed heavy metal, a dispetto del caratteristico sound sinfonico che ha reso famosi i Therion nella seconda parte della loro carriera?

Non ci sediamo dietro ad un tavolo per decidere come le nostre canzoni dovranno suonare; queste seguono semplicemente le nostre ispirazioni.
La decisione di non utilizzare una vera e propria orchestra per “Gothic Kabbalah” è stata dettata dal fatto che mi sono trovato ad essere completamente sfinito dai precedenti 108 show tenuti in giro per il mondo e l’idea di passare diverse settimane a scrivere migliaia di partiture e singole note mi faceva sentire ancora più stanco. Così, ho voluto provare qualcosa di nuovo. Il “Vienna Instruments Sample Library” è un programma da 9300 €: ero davvero curioso di vedere cosa si poteva fare con esso. È stato divertente ed è valso la spesa, ma dovete considerarlo come un esperimento esclusivo per questo disco.



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Un tempo eravate una death metal band: avete mai preso in considerazione l'idea di suonare alcune delle vostre prime canzoni dal vivo o riarrangiarle per un evento speciale?

Abbiamo suonato diverse canzoni death metal fino al 2005. Il motivo per cui abbiamo smesso è il fatto di avere ormai ben 13 album alle spalle. Diventa sempre più difficile scegliere tra le canzoni di diverse epoche, così abbiamo preso la decisione di non proporre nulla dei primi quattro album. In ogni caso, nemmeno io non avevo più voglia di cantare.
È possibile che si possa fare qualche spettacolo proponendo vecchie canzoni in futuro, ad esempio per il nostro venticinquesimo (o per il trentesimo) anniversario. Sarebbe bello farlo con i membri originali. Non si sa mai...

Un tratto ricorrente nelle vostre produzioni sono i riferimenti mitologici e filosofici. Ad esempio, avete fatto riferimento all’opera dello studioso di dottrine esoteriche del VII secolo Johannes Bureus. Perché avete scelto questo personaggio e che ruolo hanno avuto le sue dottrine nella tua vita?

Credo che sia una delle figure più importanti della storia ad essere rimasta sconosciuta alle masse. Quindi, essendo noi stessi svedesi, abbiamo pensato che fosse una buona idea tributarlo.
Bureus ha influenzato la vita di ogni giorno di ogni svedese, essendo stato il padre della grammatica della nostra lingua. Essendo inoltre l’autore del primo libro sull’alfabeto runico, nonché di molte altre opere inerenti ad esso, ha gettato le basi per la ricerca runica, che ancora oggi fa tesoro delle sue scoperte.

Di quali altre teorie esoteriche o filosofiche sei interessato o avresti voluto parlare nei vostri album?
 
Ci sono stati molti personaggi interessanti nel corso dei secoli, ma non credo che vi sia una figura della quale non abbiamo ancora parlato per la quale potremmo ispirarci per i nostri testi.

Il filosofo Carl Gustav Jung affermava: "L’illuminazione non è data dall’immaginazione di  figure di luce, ma dalla consapevolezza dell’oscurità". Cos’hai da dire in merito alla sua dichiarazione? Pensi che avesse ragione?

Assolutamente. Jung ha avuto un impatto fondamentale su molti insegnamenti esoterici occidentali e questa specifica citazione può spiegare chiaramente le fondamenta su poggiano i miei interessi.

Eccoci arrivati all'ultima domanda. Grazie alla nuova line-up, starai probabilmente pensando di tornare in studio per registrare un nuovo album. Cosa ci dobbiamo aspettare dai Therion ora?


Siamo occupati con la pre-produzione del nuovo album e dopo l’estate inizieranno le registrazioni effettive.




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