Saxon (Biff Byford)
Cosa si può chiedere ancora a una band come i Saxon, dopo trentacinque anni di onorata carriera? Non deve essere un elemento di grande motivazione per il grande Biff Byford rilasciare l'ennesima intervista, proprio come l'imminente "Sacrifice" difficilmente eguaglierà l'impatto di "Wheels Of Steel" o "Denim And Leather". Nonostante questo, i Saxon promettono ancora di animare i festivals di mezzo mondo nei prossimi mesi. Noi ci abbiamo provato, giudicate voi.
Articolo a cura di Luca Ciuti - Pubblicata in data: 25/02/13
Pronto…?

Ciao Biff, sono Luca di SpazioRock, come stai?

Ciao (in italiano, ridendo, ndr)!

Grazie in anticipo per l’intervista…

Nessun problema!

Vuoi presentarci il nuovo disco, “Sacrifice”?

Scusa… qual’è la domanda?

Per esempio, Andy Sneap… come lo avete scelto?

Andy Sneap? Mi sono occupato personalmente della produzione mentre Andy ha mixato il disco; lo conosco sin dai tempi dei Sabbat, abbiamo iniziato a lavorare assieme allora…è  accaduto e basta.

Ci sono elementi di novità nel disco?

È il tipico disco dei Saxon, il sound che tutti conosciamo, mentre il titolo si riferisce chiaramente ai sacrifici umani praticati dai popoli Inca, Maya, insomma quelli dell’area fra Brasile e Messico… Non c’è nessun concept, solo grandi canzoni!

Fra i titoli mi ha colpito molto “Made In Belfast”.

(ride) “Made In Belfast“ racconta la costruzione delle navi nei cantieri dell’Irlanda del Nord, ai primi del ‘900. Là furono costruiti il Titanic e le grandi navi da guerra. Adesso non è rimasto più niente, e la canzone racconta la vita delle persone che costruirono quelle navi… Non ci sono canzoni di lunga durata sul disco, né pezzi epici, soltanto canzoni dirette, la più lunga credo sia “Guardians Of The Tomb”. Nessuna ballad, tutto il disco suona decisamente intenso.


Negli ultimi due anni avete pubblicato "Call To Arms", siete stati in tour e avete pubblicato ben due DVD. Dove trovate il tempo per seguire tutto quanto?


(ci pensa su, n.d.r.)
Scusa, puoi ripetere?

Dicevo… Dove trovate il tempo per fare tutte queste cose?
Abbiamo terminato il tour promozionale di “Call To Arms” nel dicembre 2011, dopodiché  abbiamo iniziato a comporre nel mese di gennaio. Capisci, un pò in quà e un pò in là, era mia intenzione portare la band in studio prima possibile per pubblicare un nuovo disco... Ci siamo semplicemente ritagliati il tempo in mezzo alle altre scadenze.

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Di recente hai preso parte al progetto Avantasia. Che idea ti sei fatto?

Tobias è un caro amico, è giusto suonare musica diversa da solito talvolta, non trovi …?

Hai cantato qualcosa in particolare, o hai avuto una parte specifica nell’Opera?

A dir la verità non lo so perchè non ho ascoltato tutto il lavoro, mi sono limitato a cantare la mia parte, è un pò un mistero, ahahah!

Ok, top secret! In “Sacrifice” è incluso un bonus CD con vecchie tracce riregistrate in chiave acustica o orchestrale. Pensi che potrebbero essere strade percorribili in futuro per la band?
Sì, credo che sarebbe una buona idea.

Dobbiamo aspettarci un classico show dei Saxon per il prossimo tour o preparerete qualcosa di speciale?

Il prossimo tour sarà un grande mix, alcuni shows saranno dedicati al nuovo disco, altri avranno invece una produzione più grande e saranno concentrati nei festivals. Ho appena saputo che suoneremo in Italia… Hai già le date?

No, non ancora…

Faremo tre concerti in Italia, Firenze, Roma e Milano… 14, 15 e 16 giugno. Ecco qui, adesso hai un esclusiva…

Grazie Biff, molto gentile da parte tua…


Figurati! Ci vediamo là, ok?

Assolutamente. Ultime domande…


Uh?! Credevo fosse questa l’ultima…non c’è problema, vai pure!

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Avete mai pensato di riprendere lo stile degli anni ’80 di dischi come “Innocence”…

Ascoltando il nuovo disco ti accorgerai che siamo tornati al nostro stile degli eighties, vedi tracce come “Warriors Of The Road” e “Stand Up And Fight”; alcune canzoni suonano puro  stile New Wave Of British Heavy Metal, altre suonano più moderne…

Mi riferivo in particolare ai dischi di fine anni '80, quelli più melodici...


Well… È capitato negli anni di recuperare quelle sonorità, talvolta, ma sai, i tardi anni Ottanta sono stati un periodo piuttosto strano per la musica heavy metal. Magari un giorno lo faremo; se mai decidessi di registrare un disco solista, suonerebbe di certo più melodico.

Ci sarà mai un “The Eagle Has Landed Pt. 4”?


Wow, non ne ho proprio idea, forse sì, forse no, tu che ne pensi?

L’idea mi piace, magari con qualche canzone del periodo recente, ma mi pare di capire che non sia nei piani…


Al momento no, ma può darsi!

Ok, grazie Biff.

Grazie della chiacchierata, a presto!



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