The Smashing Pumpkins (Billy Corgan)
Direttamente da EMI, abbiamo ricevuto un'intervista a Billy Corgan degli Smashing Pumpkins che spiega come è stato creato "Oceania", l'ultimo album della band, e su come sia serena l'atmosfera all'interno del gruppo. Oltre che in lingua originale, vi proponiamo in esclusiva l'intervista tradotta in italiano! Buona lettura!
Articolo a cura di SpazioRock - Pubblicata in data: 29/06/12

Puoi dirci qualcosa su come le registrazioni di “Oceania” potrebbero esser state in qualche modo differenti rispetto a quelle dei precedenti album degli Smashing Pumpkins?


Abbiamo lavorato per un po’ di tempo in un cinema vuoto di Sedona durante i mesi invernali di inizio 2011, cominciando ad abbozzare alcune versioni preliminari delle canzoni tentando di orientarci nel terreno emotivo che stavamo cercando. In questo tipo di processo non c’è stato nulla di inusuale rispetto i dischi precedenti, quando lavoravo con una band come una unità per aiutarmi a definire una serie di modelli su cui lavorare. Avevamo da poco concluso il tour, ed avevamo una buona percezione di quello che non poteva più funzionare secondo noi da un punto di vista dinamico. Abbiamo lavorato duramente per crearci uno spazio nella musica, ma senza perdere alcunché della forza emotiva che mi piace mettere nelle mie canzoni.


Avete ultimato “Oceania” prima di decidere di firmare per la Emi e la Caroline Distribution, il che significa che avete avuto un’assoluta libertà artistica per creare l’album che volevate realizzare. Vuoi dirci qualcosa riguardo il tuo stato mentale - creativo durante le registrazioni?


smashingpumpkins_intervista_2012_02Dal punto di vista della produzione ero assolutamente convinto nel creare un album dove ogni canzone era importante tanto quanto le altre, ignorando il tipico discorso senza senso che si sente riguardo la necessità di un singolo. L’unico modo per fare in modo che ogni canzone in “Oceania” meriti un ascolto attento è mettere il tuo cuore in tutta la sequenza come se fosse un lavoro completamente coeso. Una volta che abbiamo capito di aver raggiunto questo equilibrio, solo allora permettiamo di far ascoltare il disco che abbiamo fatto a chi è al di fuori del nostro mondo. La possibilità di lavorare all’interno della EMI ancora una volta mi è parso giusto. Ma a differenza degli anni precedenti dove io ero sotto un contratto vincolante e con degli obblighi verso delle forze esterne che non sempre erano in nostro favore, in questo contesto ora loro sono nostri partner che possono inserire “Oceania” in un mercato molto più ampio di quello che avremmo potuto raggiungere noi da soli.


Cosa provi verso i tuoi compagni che hanno partecipato all’album?


Sono stato fermamente convinto nell’affermare che prima di tutto come gruppo siamo qui per fare nuova musica insieme. Sono orgoglioso di poter dire che in “Oceania” sento che abbiamo dato un certo taglio al nostro cammino per il futuro. Jeff, Mike, e Nicole hanno dato un contributo significativo per il suono e la struttura di “Oceania”, che è un album completamente differente da qualsiasi altra cosa che io abbia mai fatto. Eppure allo stesso tempo io credo che confermi gli stessi valori musicali che ho sempre provato per i Pumpkins, siano progressivi, emozionali, epici od irrequieti.


Pensi che le registrazioni dell’album abbiano beneficiato del fatto che la band abbia suonato inizialmente alcune di queste canzoni durante i concerti?


Se abbiamo imparato qualcosa dal suonare come una unità intatta da ormai oltre due anni, è che, se creiamo un nostro proprio sound ed una nostra personale eredità, è un dato di fatto che le persone reagiranno per quel che sanno, sia che si tratti del mio passato, sia che si tratti di quello di qualcun altro. Sappiamo che possiamo offrire molto di noi piuttosto che essere un affascinante, virtuale jukebox. Essere nei Pumpkins sarà sempre definito da ciò che possiamo creare con le nostre mani e con i nostri cuori sul momento, e non potrebbe essere diversamente.




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