Roberto Tiranti (Roberto Tiranti)
Abbiamo raggiunto telefonicamente uno dei più grandi cantanti italiani in circolazione: Roberto Tiranti. Rob si è dimostrato come di consueto una persona schietta e sincera, un ragazzo pieno zeppo di passione per la sua musica che non ama usare l'arte (o l'arma se preferite) della diplomazia. L'intervista fiume non vi annoierà nemmeno per un secondo, perchè Roberto ne ha davvero per tutto e per tutti: X-Factor, Sanremo, media e case discografiche. Buona lettura e buon divertimento...
Articolo a cura di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 22/02/12
Ciao Roberto, benvenuto su SpazioRock. Non ci conosciamo bene personalmente ma ci siamo incrociati un sacco di volte in questi anni…

Mi ricordo molto bene, non è la prima volta che facciamo un’intervista telefonica vero?

Vero, quindi te lo ricordi? Pensa che saranno passati dieci/quindici anni dalla prima volta che ci siamo visti, ad un concerto Labyrinth e Lacuna Coil che avete fatto a Bergamo mi pare…

Si, mi ricordo, per assurdo eravamo gli headliner quel giorno…

Sai, non penso fosse così assurdo: eravate usciti con quel gran disco di “Return To Heaven Denied” e molta gente era lì soltanto per voi. E’ passato tanto tempo e sono felice di constatare che hai un sacco di collaborazioni, tra le quali quella con Alan Simon e il suo Excalibur. Come musicista ti senti “arrivato” in Italia?

Bah, non so nemmeno se sono mai partito (risate, ndg). Cerco di fare quello che ho sempre fatto e di farlo al meglio. Come hai notato anche tu mi piacciono un sacco di cose diverse e non faccio fatica a cimentarmi in sfaccettature musicale diverse l’una dall’altra. L’Italia è un paese è estremamente difficile in termini musicali e fai fatica a raccogliere consensi soprattutto nel momento in cui vuoi fare musica di un certo tipo, che sia heavy metal, che sia folk rock come nel caso di Excalibur, che sia il mio quartetto vocale, i Labyrinth ovviamente. Io ho sempre fatto cose che mi piacciono, come per esempio i doppiaggi Disney perché faccio anche quelli, perché fondamentalmente mi diverto. A parte il fatto che il primo approccio un anno e mezzo fa è stato per una sit-com dove dovevo cantare rock quindi mi sentivo “a casa”, ma l’ultima cosa è stato il doppiaggio del film dei Muppet per cui ho doppiato le parti cantate del protagonista. Sono stato giusto un paio di sere fa a vederlo, qui a Genova, ed è stato veramente carino: vedere il personaggio con quella faccia cantare con la mia voce è una cosa buffa (risate, ndg). Tutto ciò che faccio anche se ai puristi può sembrare una sorta di tradimento beh… a me non me ne frega niente: voglio divertirmi e molte volte si tratta anche di lavoro, quindi sono contento anche umanamente. Non ho mai fatto le classiche “canzonette”, un po’ perché non sono capace, un po’ perchè non è il mio mondo e un po’ perché non ho voglia di mettermi maschere.

E qui prendo spunto per farti una domanda diretta che si collega a questo argomento. Come mai hai tentato due volte l’esperienza a X-factor? Ti avrebbero affidato quelle “canzonette” se fossi passato, non credi?

Non te lo so dire perché non è successo. Io ti prendo ad esempio una come Nathalie, la ragazza che ha vinto un paio di edizioni fa, non cantava canzonette. I suoi brani sono molto particolari e sono una sorta di cantautorato moderno.

Vero, ma è anche vero che si tratta di un’eccezione perché i finalisti di quest’anno…

Purtroppo non ho visto nulla, il format è passato su un’altra piattaforma che io non vedo. Io non credo che mi sarei fatto mettere addosso vestiti non miei anzi, poco ma sicuro.

E allora probabilmente è questo il vero motivo dei “no” che ti hanno rifilato…

Sì, soprattutto la seconda volta che sono andato. Fu un anno e mezzo fa con Elio.

Ci riproverai?

robertotiranti_intervista_2012_02Assolutamente no. Avevo già deciso dopo la prima volta poi mi sono lasciato tentare dal fatto che ci fosse Elio come giudice, che io conosco e lui mi conosce bene visto che abbiamo fatto il festival di Sanremo insieme quando io lavoravo coi New Trolls. Ho provato e il suo commento fu, testuali parole “sei stato il migliore di tutti oggi, sei stato il migliore di tutti in tutto, sei di un’altra categoria”. Dopodichè sono stato “cagato” fuori. D'altronde in Italia se vuoi lavorare devi provare anche queste cose, io mi rendo conto che ci siano dei poteri forti e alcuni equilibri particolari… Ormai mi sono reso conto di non far parte di questo ambiente. Diciamo che mi sono tolto dalla testa una volte per tutte l’idea di poter far qualcosa del genere perché l’articolo, che sarei io, fondamentalmente non interessa. Ti posso dire che se mi avessero fatto fare qualcosa che non era nel mio stile, me ne sarei andato.

Intanto ti dico io che “sei arrivato”, perché sei uno dei pochi musicisti di questo genere che in Italia vive di musica…

Si, questo è vero, sono d’accordo con te, mi ritengo fortunato di poter fare questo mestiere anche sotto forma di insegnamento. Faccio quello che mi piace e l’ho cercato a tutti i costi da più di vent’anni a questa parte. E’ ovvio che uno aspirerebbe ad avere un qual cosina in più, credo che sia umano…

E qual è l’aspirazione, Roberto?


Ora come ora non ti so dire, la vedo veramente grigia per tutti. Sicuramente continuare ad andare avanti e coltivare la mia passione. Non potrò mai ringraziare abbastanza Alan Simon per il progetto Excalibur ad esempio, perché mi trovo a cantare brani dove alla Hammond c’è Billy Preston, un colosso della musica, dove c’è Martin Barre dei Jethro Tull, dove c’è il sassofonista John Helliwell dei Supertramp. Mi resta un po’ d’amarezza perché mi rendo conto che certi progetti in Italia non hanno ragione di essere, invece da altre parti sì…

Faccio questo lavoro da molto tempo e mi chiedo sempre se si tratta di un problema legato alla scarsa promozione oppure, fondamentalmente, perché l’italiano medio non ama qualcosa che non possa essere definita popular... io parteggio per la seconda…

E’ probabile anche questo effettivamente. Io credo che sia come un gatto che si morde la coda. Io conosco tantissime persone, anche che non hanno conoscenza musicale. Da persone “normali” io mi sento dire che quello che mandano i media non piace. I media devono ricominciare a fare cultura e non lo stanno facendo, la musica viene adoperata come suppellettile. I locali propongono sempre le solite cose e la gente di adegua al locale e viceversa, i media si adeguando anche loro e si crea una sorta di circolo vizioso.

Perché invece all’estero…


All’estero non c’è la terra promessa. Anche la hanno i loro problemi. MTV America ha un format simile al nostro e ogni paese ha un prodotto ad hoc, fatto su misura. E’ tutto uniformato da questo punto di vista, c’è un po’ più di rispetto e un po’ più di considerazione. In Francia, prendo sempre il caso di Alan Simon con Excalibur, hanno molto a cuore i loro prodotti e per quanto sia agonizzante il mercato discografico cercano ancora di comprare i dischi dei loro artisti. Da noi non si capisce da che parte vogliamo andare.

Da noi non si vendono dischi ma ci sono centinaia e centinaia di media che li promuovono. Non è un controsenso?

Esatto, non si capisce. A parte internet, vogliamo di parlare di televisione e di tutti quei programmi che cercano di promuovere musica tipo X-Factor, Amici, i programmi coi bambini e lo stesso Ballando Con Le Stelle? C’è tanta musica in televisione, ci sono più programmi oggi rispetto ad un tempo ma di dischi se ne vendono sempre meno.

robertotiranti_intervista_2012_03Anche qui il problema secondo me è molto legato all’Italia. Il vincitore dell’X-Factor italiano porta a casa un contratto da 300 mila euro. Il vincitore di X-Factor USA porta a casa 5 milioni di dollari…


Eh, per forza… è proprio diverso il principio. Il problema grosso qua in Italia deriva anche da ciò che viene imposto musicalmente, io mi rendo conto che conoscendo molte persone che gravitano attorno alle major per esempio, ho trovato persone eccezionali ma ho trovato anche molte persone che sono diventate "contabili" nel corso del tempo. Tutti si adeguano alla linea di marketing imposta dall’etichetta. E le idee dove sono? Ti faccio un esempio: a me piace molto Marco Mengoni, credo che all’inizio abbia fatto cose belle, ha un grande talento ma il problema vero sono le canzoni. L’ultimo disco è andato male, perché? Perché è un disco del cazzo, con buona pace di tutti, mi spiace dover essere così categorico. Ma cosa te ne fai del talento se non hai dentro le composizioni? Non va assolutamente bene.

E purtroppo vi vedo sempre come dei precari…

Assolutamente sì, questo è ovvio. Dei precari fortunati, io per esempio ho la possibilità di reinventarmi in diversi modi con la musica quindi per carità, non mi voglio lamentare nel momento in cui ci sono i precari veri che fanno fatica ad arrivare a fine mese.

Non posso a questo punto non chiederti un parere sul Festival di Sanremo che si è appena concluso…

Il festival di Sanremo è da sempre un "baraccone" ad inviti, la gara non è MAI esistita. L'artista che si riferisce a quell'evento lo fa essenzialmente per accaparrarsi una settimana di promozione massiccia che vale oro e che gli consentirà di affrontare un tour estivo ricco di impegni. Sarebbe bello la smettessero di redigere regolamenti che poi diventano rigidi per qualcuno ed estremamente flessibili per altri (vedi playback D’Alessio/Bertè). Lungi da me il voler demonizzare l'evento, sarebbe meglio però vi fosse meno ipocrisia e più sostanza, oltretutto allo stato attuale delle cose sembra più un dinosauro agonizzante che un show musicale moderno e dinamico.

Tornando al discorso di prima. Ci sono davvero persone che sostengono che se Roberto Tiranti non fa heavy metal è un traditore?

Certo! E’ assurdo. Partiamo dal presupposto che molte cose le trovi anche scritte su internet che è un posto meraviglioso ma è anche quello dove il più grande dei frustrati può nascondersi a casa sua dietro il suo pc e può pensare di pontificare e dire cose tremende su chi vuole. Questo è internet. Io ne ho lette di ogni, sul fatto che se non fai metal sei un traditore, esce la notizia che fai la colonna sonora della Disney e immediatamente esce il deficiente di turno che commenta “per forza, il suo suocero è Zucchero, gliel’avrà trovato lui il lavoro…”. Tutte queste cose mi fanno cascare le balle, sono cose molto italiane e all’estero non sono così.

Speravo che non fosse così ma se me lo confermi, beh… siamo messi male.

E’ così. Ora sto mettendo insieme le idee per far uscire questo benedetto disco solista che probabilmente verrà pubblicato quest’anno, non lo faccio per nessuno scopo particolare, lo faccio per me. Magari non venderà niente ma almeno sono libero di esprimermi come meglio di pare attraverso questo disco.

Io credo che tu, nel tuo settore, sia certamente uno dei migliori cantanti italiani in circolazione. Hai mai avuto la possibilità di entrare a far parte di un gruppo internazionale?


Non mi è mai stato proposto. C’era l’ipotesi anni fa in cui avrei potuto entrare negli Angra, era una voce che mi era arrivata di riflesso ma per l’appunto era solo una voce. E’ anche vero che da questo punto di vista non mi vendo bene, non mi metto sul mercato come dovrei per dire “ehy, io sono disponibile se avete bisogno”. E’ andata così anche coi Nomadi, stavo per entrare nella band l’anno scorso a settembre, mi avevano cercato loro dopo avermi sentito proprio ad un loro concerto: avevano fatto salire un po’ di gente sul palco per cantare con loro e avevo cantato un pezzettino di Io Vagabondo. Evidentemente ho sortito qualche effetto e sono stato chiamato. Poi, pazienza, hanno deciso di fare diversamente.

robertotiranti_intervista_2012_04Bellissimo aneddoto, sarebbe stato un gran colpo…

Da un punto di vista lavorativo sarebbe stata una svolta e anche per certi aspetti da un punto di vista musicale perché loro sono una band storica. Il matrimonio non s’è fatto, pazienza.
 
Prima o poi arriva quel treno…

Ti ringrazio, anche se il tempo passa. La verità è che di solito faccio le cose soltanto quando me le propongono e non capita mai il contrario. E’ capitato forse un paio di volte ma poi se vedo che la gente non risponde beh, non chiedo più… c’è gente che lo fa fino allo sfinimento ma io non ne sono capace. So’ quali sono stati alcuni errori che ho fatto in passato, ma rifarei tutto quello che ho fatto più e più volte.

Vuoi dirmi qualcosa sui Labyrinth?

Certo! Abbiamo ultimato metà del nuovo disco, siamo un po’ lì sospesi in aria. Noi siamo nel roste della Live e i tempi in cui viviamo non ci consentono di fare molti concerti. La Live in realtà fa un po’ di fatica anche a piazzare i grossi nomi, c’è una situazione stranissima, sta diventando una situazione sempre più difficile. Magari riesci a fare qualche data ma gratis o a cifre ridicole. A questa età nessuno ha voglia di lavorare gratis.

E’ anche un po’ colpa delle cover band?

Siamo sempre lì, a quel gatto che si morde la coda, la colpa non è loro quanto del gestore che sa che se prende certi nomi riempie il locale, se prende gruppi originali no. Tanti ragazzi si lamentano di questa situazione, poi quando viene organizzato un concerto con un gruppo che fa pezzi propri… non ci vanno. E’ tutta un’assurdità, un paradosso. Abbiamo bisogno di un altro ‘68, di un’altra rivoluzione culturale che ribalti questo schifo di mondo. La musica è il fanalino di coda di qualunque cosa.

Rob, quali sono i tuoi prossimi impegni tolti Labyrinth ed Excalibur?


Sto collaborando con un gruppo prog di Reggio Emilia e lavorerò sia come cantante che come bassista, purtroppo non posso ancora farti il nome della band perché vogliono dare loro la notizia. Credo che entro marzo usciranno sui loro canali con un teaser dove annunceranno questa cosa. E’ un prog rock sulla scia di Marillion e di Porcupine Tree. C’è in ballo un disco con Andrea Cantarelli, dove anche lì sarò cantante e bassista. Faccio queste cose per il semplice gusto di farle, non mi danno soldi, l’importante che sia buona musica. Anche se le prospettive sono piuttosto buone. Poi c’è il mio disco solista che sicuramente entro l’anno vedrà la luce e infine… tra poco uscirà il disco solista di Ken Hensley sul quale canteremo io e la mia fidanzata (Irene Fornaciari, ndg). Insomma tanta carne al fuoco.

Bene Roberto, grazie, sei stato molto gentile, una delle più belle interviste che ho fatto perché del tutto improvvisata. Io ti ringrazio per essere stato sincero e senza peli sulla lingua, e ti do appuntamento al più presto in zona Milano per una video-intervista.

Grazie di cuore Gaetano, un abbraccio. E grazie a tutti i lettori di SpazioRock.


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