Cradle Of Filth (Dani Filth)
SpazioRock ha raggiunto telefonicamente Dani Filth per parlare dell'ultima pubblicazione dei vampiri inglesi, l'EP "Evermore Darkly..." e per scoprire qualcosa sul prossimo album dei Cradle Of Filth. Buona lettura!
Articolo a cura di Marco Somma - Pubblicata in data: 24/10/11

Ciao Dani, è un vero piacere risentirti! Come vanno le cose?

Molto bene grazie! Tu come stai?

Ottimamente direi, anche se faccio un po’ di fatica a sentirti!

Si, linea è pessima ma credo di poterci capire (il segnale è davvero terribile. ndr)

Ok allora procediamo! È passato giusto un anno dall’ultima volta che ci siamo sentiti in occasione dell’uscita di “Darkly, Darkly Venus Aversa”. Nel frattempo ho avuto il tempo di metabolizzare il disco, desidero farti i miei più sentiti complimenti, si tratta a parer mio di uno dei lavori più ispirati da diversi anni a questa parte.

Grazie! Sono felice di sentirlo.

Qual è stata la risposta del grande pubblico? Soddisfatto dei feedback?

Alla gente è piaciuto, è piaciuto parecchio. Siamo stati in tour in America, Canada, Sud America, India, la reazione generale è stata molto buona, siamo stati anche ad un sacco di festival estivi. Ottimo feedback. Penso che la gente riesca relazionarsi bene al soggetto del disco, inoltre ha attirato l’attenzione di molta gente giovane, in quanto il personaggio è giovane.

Oltre a tenere viva l’attenzione del pubblico, cosa già più che ben dimostrata con uscite come “From the Cradle” ed “Eleven Burial Masses”, prodotti come “Evermore Darkly” offrono la possibilità di conoscere livelli (o modi) d’espressione di una band che le uscite, per cosi dire regolari, precludono. In particolare penso alle versioni demo. Quali pensi sia il vero oggetto d’interesse nel poter ascoltare quelle versioni?

Penso che ci sia un bel po’ di attenzione dei fan, come ha dimostrato l’edizione speciale del vero e proprio album (carica in effetti di versioni demo e b-sides. ndr). È il motivo per cui nella release nuova abbiamo sia un cd che un dvd. Il cd è più un bonus, il dvd è il vero e proprio prodotto, con il documentario e un intero concerto. Volevamo comunque dare delle tracce musicali, un vero e proprio cd per cosi dire.

Personalmente ascoltando i demo presenti su “Evermore Dakly” ho avuto quasi l’impressione di fare un balzo indietro nel tempo, tornando alle prime produzioni della band. Mi sono cosi sorpreso a pensare che tutto sommato la genuinità dell’offerta, la scarsa post-produzione, mi restituivano delle sensazioni un po’ perse nel tempo. Come ritrovare quel piglio un po’ ruvido e seminale che contraddistinguevano gli incubi del tempo. Hai mai considerato di mettere insieme un nuovo lp ma alla vecchia maniera, un ritorno ai garage days? Una sorta di “No Prayer For The Dying” made in Cradle of filth?

É esattamente quello che abbiamo fatto e stiamo facendo (ride soddisfatto. ndr). l’Ep è proprio questo, specialmente la nuova canzone “Thank Your Lucky Scars ” segue questa direzione dura. Penso sia cosi per tutta la roba nuova, intendo dire abbiamo roba che stiamo scrivendo per il nuovo disco, roba con cui stavo lavorando giusto prima di sentirci! È ancora in sviluppo per ora ma posso già dire che useremo lo stesso tecnico del suono. Di fatto l’Ep è un trampolino di lancio per il nuovo lavoro, oltre a contenere una versione di “Summer Dying Fast” che è un assaggio dell’album orchestrale di prossima uscita.

dani_2011_2_01Hai giusto anticipato l’argomento della mia prossima domanda. Mi riferisco appunto al ri-arrangiamento della storica “Summer Dying Fast”. Si tratta di un piccolo assaggio di quanto potremo sentire nel prossimo disco il cui titolo, se ho ben capito, sarà “Midnight In The Labyrint”.

Esatto, quello sarà il titolo e sarà pubblicato verso marzo.

Ad un primo ascolto il risultato mi è parso uscire direttamente dalla colonna sonora di un film della “Hammer”, storica casa di produzione inglese. Un gran bel viaggio per chi come me ne ama le atmosfere! Si tratta di un’impressione solo mia o è quanto dovremo aspettarci anche dal resto del disco?

Penso che in un certo senso si tratterà proprio di questo. Sembrerà uscire proprio da quello. Ci stiamo muovendo in quella direzione ma tutto sommato con un flavour originale. Ricorderà anche un po’ di quanto fatto in passato. Le due canzoni che sono già state incise sono due classiche canzoni dei Cradle of Filth. È stato piuttosto esaltante per noi tornare al vecchio materiale e rifarlo con l’orchestra! È un gran lavoro. Vogliamo metterci tutto il tempo che desideriamo o di cui abbiamo bisogno come fatto per  l’album precedente.

Parliamo un po’ del documentario “You can’t Polish a turd, but you can roll it in glitter” presente nel DVD che accompagna l’Ep. Innanzi tutto ti va di spiegare l’origine del titolo?

Humor inglese! È come dire che una merda non può essere resa perfetta, ma in un modo o nell’altro puoi renderla bella. È contraddittorio come Cradle of filth, è il meglio che possiamo. È antihumor inglese… solo sarcasmo.


Devo dire che il documentario riesce a dare un quadro piuttosto chiaro della vita, non proprio leggera, che una band deve condurre durante il tour. Nonostante questo sono rimasto colpito da una certa atmosfera di professionalità che pervade un po’ tutto il viaggio, fatta eccezione  per lo spassoso siparietto in costume adamitico sul finale. Ami ancora la vita in tour o con il tempo comincia a pesarti?

No, no, lo amo ancora! Siamo stati parecchio in studio, quando vivi per metà del ciclo stando tanto in studio alla fine ti rompi le palle. Vivi il ciclo dello studio finché non ti annoi di quello, ma è bello essere di nuovo fuori, soprattutto adesso che abbiamo un team molto compatto. No, no, anche questa volta ero ansiosissimo di andare in tour, non ce la facevo più, volevo andare in tour! (enfatizza le ultime parole. ndr)

Il set del Graspop Festival immortalato dal DVD presenta una selezione di pezzi fulminante e fa venire una gran voglia di rivedere la band dal vivo! Ci sono altre date in programma per l’inverno? Magari di supporto all’EP?

Non per l’inverno. Stiamo scrivendo un disco ora. Abbiamo un’ora, un’ora e mezza di materiale ma vogliamo una maggiore selezione di canzoni tra cui scegliere. Penso che usciremo quando sarà finito l’album, al più presto giugno o luglio.

Parlando di progetti per il futuro, l’anno scorso avevi accennato ad una raccolta di poesie ispirate ai testi di “Thornography”, come procede il lavoro? Dobbiamo attendere molto per vederlo sugli scaffali?

Pensavamo ad una pubblicazione per l’autunno, ma l’artista che sta lavorando sul progetto, l’illustratore Sam Araya (lo stesso che a suo tempo ha curato l’artwork di “Thornography”), ci sta ancora lavorando quindi la pubblicazione è posticipata all’anno prossimo.

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Una domanda fuori dal contesto e forse un po’ personale. Sul tuo profilo nel sito www.theorderofthedragon.com, alla voce religione risulti Luciferiano. Vuoi spiegarci di che si tratta?

È come accettare l’ideologia di Lucifero. L’angelo caduto. La sua ideologia è usata per rappresentare un’idea di nobiltà, contrapposta all’ideologia di Satana che è quasi uno spaventapasseri, un uomo nero, usato per mettere paura. È una cosa più ideologica che religiosa, un mezzo per rappresentare l’arte ed al contempo un mezzo d’espressione dell’uomo.

Ok Dani, grazie infinite per il tempo e l’attenzione che ci hai dedicato. Spero di poterti vedere on the road quanto prima. C’è qualcosa che vuoi dire ai tuoi fan di SpazioRock prima di salutarci?

Spero che la gente si goda l’Ep, il documentario e le altre cose che i Cradle of Filth stanno producendo adesso e il disco che arriverà. Grazie mille per il vostro supporto e un saluto ai fan!

A presto!

Ciao (lo dice in italiano. ndr) ci si vede in tour!




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