Alter Bridge (Mark Tremonti)
In occasione dell'uscita di "AB III" abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Mark Tremonti, chitarrista e voce degli Alter Bridge.

Domande a cura di Erik Molteni e Federico Botti; Intervista a cura di Federico Botti; un ringraziamento particolare a Alessandra e Rachele Leoni per il prezioso lavoro di traduzione. 
Articolo a cura di Federico Botti - Pubblicata in data: 18/10/10

Ciao Mark, benvenuto su SpazioRock!

Oh ciao, come stai?

Sto bene, e tu?

Sto bene.

Siete in tour da qualche parte al momento?

Io sono a casa in Florida, siamo pronti a partire domani sera.


Fantastico. Mark, abbiamo solo venti minuti, quindi cercherò di essere veloce. Iniziamo col parlare del vostro ultimo album “AB III”, il terzo album, molto probabilmente sarà la vostra consacrazione come band. Cosa pensi riguardo a questa incredibile crescita di successi e hit?

Ehi ragazzo, stiamo semplicemente facendo del nostro meglio. Ci proviamo ad ogni disco e speriamo per il meglio.


Questo lavoro mi ha impressionato sin dalla prima volta in cui l’ho ascoltato: è perfetto sotto ogni punto di vista. Ci sono delle chiare influenze sia dal grunge (sonorità che hanno reso famose molte band storiche), sia dal panorama hard rock. Puoi dirci qualcosa su questo album?


Grazie mille. Io e Myles (Kennedy, n.d.r.)  abbiamo semplicemente messo assieme le nostre idee in una settimana. Scriviamo idee individuali, da soli, e poi ci riuniamo e suoniamo le nostri parti preferite. In seguito, mixiamo tutto assieme, come in un puzzle. Siamo venuti ognuno con le proprie idee, e ci è voluto poco più di un mese per unire il tutto. Per la registrazione, invece, ci son voluti circa due mesi.


Dove l’avete registrato?

Abbiamo registrato le parti di batteria a Miami e abbiamo fatto buona parte del disco agli studi Paint It Black ad Orlando.alter_bridge1


Che cosa mi dite dell’artwork che avete scelto? Chi è il designer?


È mio fratello, Dan. È un grafico, è un grande in quello che fa … Ci ha dato più o meno otto opzioni come concept ed abbiamo pensato che questa cover fosse piuttosto originale ed è piaciuta a tutti.


La copertina mi ricorda molto quella dei Pearl Jam “Vitalogy” (principalmente per i colori scelti e per lo stile usato per il titolo). È per caso una coincidenza?

Onestamente, non so come sia la copertina di “Vitalogy”. Ma, si, spero che abbia dei bei colori! (ride, n.d.r.)


La cover dei Pearl Jam ha un tipo di grigio come il vostro e lo stile del titolo è davvero simile a quello. Ha delle lettere dorate … Mi ha semplicemente ricordato proprio quella copertina.


Mi dispiace, ma non conosco quella cover. Spero proprio fosse bella.


Sono stato veramente meravigliato non solo dal vostro song writing ispirato, ma anche da alcune melodie e riff di alto valore tecnico: come ha preso forma la vostra scrittura e la vostra composizione?

Solitamente, sono per lo più concentrato sulle melodie; mi focalizzo sul lato melodico della canzone o solo sulla composizione musicale. Quando hai le migliori idee del mondo, devi pensare se è interessante vocalmente e musicalmente ed è questo che abbiamo cercato di spingere avanti. È molto importante trovare un brano che ti prenda da un punto di vista emotivo e melodico, ma deve essere interessante da un punto di vista musicale. Devi sentirti bene quando le suoni.


C’è una canzone che preferisci tra le altre?

Il mio brano preferito dell’album s’intitola “Show Me A Sign”.


I vostri testi sembrano molto introspettivi e personali… A volte, mi fanno pensare ai Dark Tranquillity ed agli Arch Enemy: sei d’accordo con me?

L’umore è decisamente il più oscuro che abbiamo mai avuto; penso che le musiche… Che i testi siano l’ultima cosa sulla quale lavoriamo. La musica è tutto e la parte dei testi segue semplicemente a ruota. Comunque, è venuta fuori bene e in qualche modo è tetra.


“AB III” è un concept album?

No, penso che… Non volevamo fare un concept album, ma penso che sia venuto fuori attraverso il lavoro sull’album. E così è successo che ci fosse in tutto l’album un filone comune di testi.


In Italia molti critici hanno definito la vostra musica una mescolanza tra Soundgarden e Megadeth: che ne pensi?

Sai, sono cresciuto con entrambe le band. Penso che siano comunque lì nel mio subconscio. E Myles è un fan dei Soundgarden, credo, non so dei Megadeth. Sono cresciuto con un mix di cose: il metallaro da un lato e Myles è cresciuto con roba più classica. Sai, musica soul, Marvin Gayve, Stevie Wonder, quel tipo di musica e metti tutto assieme… E quelle sono le sonorità che nascono.


Siete cresciuti ascoltandoli… Ma quali sono le vostre altre principali influenze?


Sai, quando ero più giovane ero molto coinvolto dagli Slayer, Metallica, Celtic Frost, Exodus, Anthrax, Megadeth, Pestilence… Quelle band lì. Nella crescita, sono stato preso dal rock classico e oggi sono più verso il blues, il jazz e tutto il resto. Ascolto anche chitarristi che fanno brani strumentali, oggigiorno.


C’è un chitarrista che ti piace più di altri?

mark_tremontiReputo che Stevie Ray Vaughn sia il mio chitarrista preferito di tutti i tempi che continuo ad ascoltare. Penso che sia grandioso. Ho dei periodi in cui approfondisco un chitarrista per mesi. Trovo idee brillanti nei chitarristi.


Avete intenzione di fare un tour per promuovere il nuovo album?

Certo, inizieremo domani in Europa. Dal 16 Ottobre fino al 5 Dicembre saremo in Europa, poi torneremo negli USA dove faremo un breve tour fino al 8 Gennaio.


Passerete anche per l’Italia?

Saremo in Italia, verso la fine del tour. Faremo quattro show lì.


Siete mai stati qui in Italia prima?


Certo, amiamo il vostro paese!


Dove siete stati di preciso?
 

A Milano.


Molti dei concerti rock sono o a  Milano o a Roma, sono le capitali italiane della musica.

Ci siamo fermati per un concerto, ma abbiamo chiesto di fare altri spettacoli in Italia perché ci è piaciuta così tanto... E ora stiamo per fare quattro concerti, il massimo mai fatto fin ora.


Che cosa ne pensi del pubblico italiano?

Amo il pubblico italiano. E’ stata la folla più appassionata di fronte alla quale ci siamo mai esibiti.


Ho letto che avete un gran numero di fan qui! Ad ogni modo, cosa ne pensi del panorama attuale nel metal? C’è una band che ti piace di più o che vorresti suggerirci?

Quando son cresciuto, ascoltavo molte cose basate sulla chitarra. Ma per quello che so delle band attuali... Sai, mi piace ascoltare vecchi album del passato o a band uniche... Come i Porcupine Tree; reputo i Muse una grande band. Ascolto un sacco di album per avere ispirazione come chitarrista.


C’è una band con cui vorresti andare in tour?

Con i Metallica, son cresciuto con loro. Sono un grandissimo fan dei Metallica. Abbiamo apprezzato i nostri spettacoli come headliner. Abbiamo avuto così tante opportunità di aprire concerti a molte band... Ma una volta che hai superato questa fase vuoi sempre suonare per le persone che son venute per vedere te, e non per le persone che son venute lì a vedere la band che suona dopo di te.

 

 

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Tornando al nuovo album, ti piacerebbe descriverci qualche canzone? Forse quelle che pensi che siano più importanti per comprendere il disco.


Penso che tra le nostre canzoni preferite ci sia di sicuro “Ghost Of Days Gone By”... Penso che il singolo “Isolation” sia una canzone divertente da suonare, è una canzone rock molto diretta, e ha molta energia per noi. Poi, “Show Me A Sign” è un’altra canzone molto importante per noi. “Wonderful Life” per me  è uscita molto bene nel CD. Probabilmente è la canzone più importante per Myles, è anche per sua madre… Tuttavia penso che ogni canzone sia speciale per noi a modo loro.


Pensi che ci siano molte differenze tra questo album e gli altri?

Si, in questo disco non volevamo che ci fossero dei legami: volevamo che fosse il più dinamico possibile e diverso; abbiamo sperimentato ancora di più e siamo andati oltre. Volevamo che fosse… Beh, sai che scelgo album che non sono esattamente tipici.


Mark, la nostra chiacchierata è quasi finita. Vorresti dire qualcosa ai nostri lettori e ai vostri fan?

Certamente! L’Italia sta diventando uno dei posti più piacevoli per noi da visitare e in cui suonare. Siamo onorati di essere i benvenuti qui. Non vediamo l’ora di tornarci a Dicembre!


Spero di esserci per il vostro spettacolo.

Certamente, verremo per salutarvi.


Grazie per la piacevole chiacchierata e in bocca al lupo con il nuovo album.

Grazie mille. Ciao, stammi bene.




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