Therion (Thomas Vikstrom)
In occasione dell'uscita di "Sitra Ahra" abbiamo fatto una chiacchierata con il disponibilissimo cantante della band, Thomas Vikström.
Articolo a cura di Federico Botti - Pubblicata in data: 17/09/10

Pronto? Federico?

Sì sono io!

Ciao sono Thomas! Mi spiace averti chiamato un po’ prima, va bene lo stesso per te?

Certo, non preoccuparti! Allora Thomas, come va? Dove sei in questo momento, in tour con i Therion?

Tutto bene, ultimamente fa caldo in Svezia sono in giro per città con mia figlia, è una delle ultime possibilità che abbiamo per stare insieme prima che il tour abbia inizio! Abbiamo un po’ di tempo libero, a metà mese inizieremo le prove per il tour, andremo fuori città a casa di Christopher (Johnson, n.d.r.) e ci accamperemo lì.


Il vostro tour farà tappa anche in Italia, il 9 novembre:che ne pensi del pubblico italiano? Avete molti fan in Italia?

Lo spero! Non sono mai stato in Italia, questa sarà la mia prima volta! Sono stato solo a Roma per turismo, città meravigliosa e sorprendente, e a TurinTurino… Come si dice, Turin?

Torino!

Sì quella, la città della Fiat! E che dire della cucina… Wow! Non sono mai stato in tour in Italia, questa è la prima volta (ride), ma credo che sarà meraviglioso, non vedo l’ora!


Parliamo del gruppo: credo immaginerai già cosa sto per chiederti. Le ultime notizie riguardano ovviamente Snowy Shaw: puoi dirci cosa è successo?

Certo, nessun problema. Eravamo in tour in Messico per tre date, sull’aereo ci prende da una parte e ci dice “Ho registrato con i Dimmu Borgir il loro nuovo disco, andrò con loro”. Eravamo scioccati ma dovemmo guardare avanti perché il nuovo disco era alle porte e la line up per il tour era già stata stabilita… Così dopo il tour in Messico ci sedemmo attorno a un tavolo per decidere il da farsi: “dovremmo prendere qualcun altro al posto di Snowy o dovremmo tentare con solo tre vocalist?” Cioè, è facile trovare qualcuno che possa seguirti in tour, ma deve essere quello giusto, e trovarlo come Snowy è difficile, lui ha qualcosa di speciale. Così dopo un po’ prendemmo una decisione: “Ok me ne occuperò io, sarò io l’unica voce maschile, dovremo eliminare le parti e i pezzi in growl”… Poco dopo, per un’illuminazione dal cielo o forse dall’inferno, ricevetti una mail da Snowy con“Ciao Thomas, come stai”, nella quale diceva di pentirsi dell’errore fatto, “è la vita!” diceva. Io gli risposi “Hey, torna qui, la porta è aperta, c’è ancora posto per te!


therion_intervista_2010_03_01Già, ho letto che siete stati più che felici di riabbracciarlo.

Puoi contarci, siamo troppo vecchi per arrabbiarci per simili cose, non serve a nulla, siamo felici che abbia preso questa decisione! (ride) Ora siamo di nuovo al completo, c’è di nuovo la magia nel gruppo.


Quindi quale è, ad oggi, la formazione dei Therion?

Alla chitarra abbiamo, ovviamente, Christopher Johnson; alla batteria Johan Koleberg, che suonava prima nei Lion’s Share; Levén (Mats, altro chitarrista, n.d.r.) è ancora nella band ma non fa tour, ha lasciato per alcuni problemi personali che sta cercando di risolvere, non è un mistero che aveva un grosso problema di alcolismo e stava cercando di riprendersi. Ci spiace, ma se ci pensi bene si tratta di una terribile malattia e non potevamo davvero aiutarlo… Poi ci siamo io, Snowy, Lori (Lewis, n.d.r.) e Katarina (Lilja, tutti alle voci, n.d.r.); c’è un nuovo chitarrista, Christian Vidal, è argentino, è davvero incredibile: sia io che Christopher restammo a bocca aperta quando lo sentimmo suonare sui nostri pezzi! E’ inoltre in grado di rifare quello che suonava Kristian Niemann, credo sia una cosa di tutto rispetto! Al basso infine durante questo tour abbiamo Waldemar Sorychta, che ha collaborato spesso in passato con i Therion.


Parliamo di “Sitra Ahra”: intanto, cosa significa il titolo?

Il titolo è in ebraico, può essere tradotto come “il passaggio verso l’ignoto” oppure “il passaggio verso l’altro lato, verso ciò che ancora non conosciamo”. I testi sono molto complessi, non li ho scritti io ma Thomas Karlsson, che ha scitto anche quelli per gli altri album dei Therion. E’ un vero e proprio poeta, ha il punto di vista dello scrittore e non del musicista. Normalmente la domanda sul senso dei testi è un vero incubo, non so mai cosa rispondere, non li capisco!

Non ti preoccupare, non te la farò!

(Ride)


Ho letto sul vostro MySpace la descrizione che Christopher fa del disco, ne parla come il quarto album di una quadrilogia: ci puoi spiegare come siete arrivati a comporlo? In quale modo è collegato ai dischi precedenti?

Non so davvero a cosa si riferisca! Anche Christopher è un tipo un po’ complesso, talvolta nessuno nella band sa a cosa si riferisce quando parla! Credo davvero che sia la quarta parte di una quadrilogia, così come credo che anche “Sirius B” e “Lemuria” ne facciano parte… Molti dei pezzi contenuti in “Sitra Ahra” sono stati scritti nel periodo in cui sono stati registrati questi due dischi, sono in pratica “avanzi”, suona brutto ma significa soltanto che non c’era abbastanza spazio negli altri album per poterli usare.


In effetti le canzoni sembrano nuove di zecca!

Esatto, la stessa "Sitra Ahra" è nuova, così come altre all’interno dell’album, mentre le restanti appartengono al periodo passato.


Quel pezzo è davvero incredibile!

Sono felice che ti piaccia, è la mia canzone, l’ho scritta io! Chiesi a Christofer: “che ne dici di fare un nuovo disco? Hai già un titolo in mente?” “Sì, si chiamerà Sitra Ahra!” “Ok!” Così me ne tornai a casa e scrissi la canzone: ho scritto solo il 95%, partendo da parole sparse, poi ho mandato tutto a Thomas Karlsson e lui ha scritto quel testo meraviglioso.


Cosa mi dici dell’artwork che avete scelto per il disco? Cosa rappresenta?

Guarda la copertina, quella specie di meteorite sospeso, le linee e i cerchi che vedi dietro rappresentano l’Albero della Vita… Puoi vederlo anche se digiti su Google “Sitra Ahra”.


Parliamo un po’ di te: la tua carriera è davvero lunga, sei stato il cantante di numerosi gruppi (alcuni di essi importantissimi per il proprio genere come i Candlemass o gli Stormwind)…

Vero, mi ci sono voluti trent’anni per trovare una band che fosse come una casa per me! Quei gruppi erano eccezionali ma non mi sono mai sentito realmente “a casa” con loro, era più un “lavoro a progetto”, anche se mi è piaciuto tantissimo farlo… Ma con i Therion è diverso, sono la mia band, sento di avere un posto all’interno di un gruppo al quale tengo come se fosse mio figlio, e la loro musica mi calza a pennello.


Le tue esperienze passate hanno in qualche modo cambiaro il tuo stile o hai sempre cercato di essere lo stesso nel tempo?

Beh, ho interpretato diversi stili, sono stato anche cantante d’opera e di musicall, forse il mio tratto distintivo è proprio il saper adattare la mia voce a stili diversi. Non ho mai provato a fare growl o hip hop, semplicemente perché non ci riesco, ma sono dell’idea che si devono provare quante più esperienze possibili prima di morire.


Scorrendo la tua biografia su Wikipedia e sul tuo sito traspare come tua padre sia sempre stato un’importante fonte d’ispirazione per te: è davvero così?

Verissimo, l’ispirazione più pura. Quando ero piccolo lui era un importante cantante lirico: per me era come… sai… quando sei giovane vuoi essere indipendente, così iniziai a ascoltare heavy metal, ma la cosa non funzionò perché a lui piaceva! Era molto vicino all’opera, ma il suo cantante preferito era Freddie Mercury. Mi misurai così con la musica classica, e presi anche parte a alcuni musicall che in fondo mi piacquero anche. I Therion sono la cosa più vicina a uno spettacolo muicale taetrale che esista nel rock, sono grandi! Con loro non è tanto la storia che racconti quanto quello che accade ogni volta a fare la differenza, è sempre tutto nuovo.


therion_intervista_2010_02


I Therion mi hanno sempre affascinato per i loro testi, e, in generale, per le loro atmosfere. “Sitra Ahra” è incredibilmente potente, è in grado di portarti in posti lontani e mistici. Da dove trae ispirazione la band secondo te?

Christopher e Thomas sono membri di un’associazione chiamata “Dragon Rouge”: non so cosa accada dietro quelle porte; Thomas poi è una specie di professore in cabala e misticismo, io no, sono una persona normale, eppure tutto questo mi affascina, sono un sostenitore delle loro fantasie. Come potrei spiegartelo senza fartelo apparire strano… E’ come se ti rendessero una persona importante, del tipo: “io credo in me, dovresti farlo anche tu”… Non devi essere un egoista per farlo, puoi ancora occuparti delle altre persone, ma al primo posto vieni tu… E’ un po’ quello che dicono in aereo, “prima di mettere la maschera a ossigeno a tuo figlio mettitela per te”.


Questo è il vostro quattordicesimo disco: come fanno i Therion a essere così prolifici e contemporaneamente apparire così innovativi in ogni album?

Perché hanno un nuovo cantante! (ride) No, scherzo! Quando ti piace ciò che fai ti sembra sempre nuovo. Ogni disco che faccio con i Therion è per me un suicidio commerciale: non posso che scrivere ciò che altri mi dicono di scrivere, ma è proprio questa la cosa figa nei Therion, non ci sono regole.


Bene Thomas, siamo alla fine: vuoi dire qualcosa ai vostri fan italiani e ai lettori di SpazioRock?

Ok buongiorno SpazioRock, sono Thomas Vikström dei Therion: non vedo l’ora di venire a Milano per il mio primo concerto in Italia, ho sentito dire un gran bene di voi e so che sarà fantastico… Eppoi, c’è la cucina italiana!


In bocca al lupo per il tour e per il vostro disco Thomas!

Grazie per la bella intervista, sentiamoci, ciao!




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